I fantasmi del cappellaio

Georges Simenon

Traduttore: L. Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 244 p., Brossura
  • EAN: 9788845926730

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Descrizione
Una piccola città, La Rochelle, immersa in una gelida pioggia autunnale; borghesi apparentemente insospettabili che giocano a bridge; una serie di strani delitti che viene improvvisamente a turbare la vita della città; e due personaggi (il cappellaio, agiato e rispettabile commerciante, e il "piccolo sarto" armeno con addosso il suo irrimediabile odore di aglio e di miseria) che si osservano in una comunicazione tragica e segreta: due sguardi consapevoli, due punti di vista contrapposti e complementari fino alla reciproca dipendenza, fino alla complicità, si affrontano in una sorta di controcampo investigativo di altissima tensione drammatica.

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Recensioni dei clienti

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    Alice C.

    27/09/2018 11:50:50

    Nei giorni in cui la lettura non sembra essere più capace di soddisfarmi, nei giorni tutti i libri che inizio finiscono per essere abbandonati dopo poche pagine, capisco che è arrivato il momento perfetto per un Simenon e magicamente riscopro il piacere di immergermi tra le pagine e dimenticarmi di tutto il resto. Poco ho da dire riguardo a “I fantasmi del cappellaio” se non che si tratta di un libro impeccabile. Per rendersi conto di ciò è sufficiente leggere l’incipit: poche frasi e si inizia a percepire l’umidità della pioggia, il tedio delle giornate trascorse tra quattro mura e la paura causata da recenti omicidi. Non si faccia l’errore di considerare quest’opera come un semplice giallo, è molto di più. D’altro canto da uno scrittore della levatura di Simenon è doveroso esigere e ricevere romanzi di alto livello.

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    Max

    19/09/2018 14:14:32

    La particolarità di questo giallo risiede indiscutibilmente nel sapere già da subito chi è l'assassino. Ragion per cui, il lettore non deve perder sonno nello scervellarsi nel tentativo di cogliere un passo falso, un banale errore o una meccanica disattenzione che possano scoprire l'oscura trama omicida, perchè è già tutto e subito sotto i suoi occhi. La capacità di Simenon di analizzare gli individui, di entrare nella loro psiche qui raggiunge vertici straordinari e se la maggior parte dell’attenzione è riservata al serial killer, anche per gli altri personaggi c’è un interesse rilevante per il loro comportamento, per i fantasmi che agitano la loro mente. E' difficile non restare affascinati da questo romanzo, avvincente pagina dopo pagina

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    sandro

    31/08/2018 15:59:32

    Simenon passa 10 anni della sua vita in America e sforna capolavori come "I fantasmi del cappellaio" "Lettera al mio giudice" "Il destino dei malou" "La neve era sporca" per non parlare di "Le persiane verdi" La morte di belle" "La scala di ferro" "Luci nella notte" "L'orologiaio di everton"... più tutti gli altri romanzi dello stesso periodo americano che ancora non sono stati tradotti dalla Adelphi. Genio Simenon!

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    Roberto de Rubertis

    25/06/2018 14:26:14

    E' il primo ed unico caso tra i libri scritti da Simenon nel quale l'A. a distanza di tempo ci mette le mani due volte,variando non in modo lieve descrizione nomi ed epilogo.Dal primo Piccolo sarto ed il Cappellaio,pur vincitore di un premio americano intestato ad Ellery Queen,Simenon cambia il testo divenuto Benedetti gli Umili per poi chiudere la Trilogia con l'attuale I fantasmi del cappellaio ove un personaggio fino allora normale si trasforma,tipico della schizofrenia, in un killer seriale

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    Sergio

    13/01/2018 18:16:41

    Che altro dire, che non sia stato già detto e sviscerato nelle precedenti recensioni, su questo bel romanzo “noir” di Simenon? E allora, condividendo i commenti quasi totalmente positivi, non mi resta che esprimere l’apprezzamento per l’iniziativa editoriale di Adelphi di riunire nel volume il romanzo dell’Autore (finito nel dicembre 1948) e il “racconto lungo” che, scritto nel marzo 1947, aveva costituito per Simenon una prima stesura, che forse lui stesso aveva dato per conclusa, della drammatica storia. Ne consegue per il lettore un interessante raffronto (ritengo consigliabile leggere prima il “racconto” e poi il romanzo) che esalta le qualità di Simenon psicologo dell’animo umano. Il rifacimento operato dall’Autore, con l’ampliamento del racconto originario, va al di là dei personaggi di contorno che appaiono meglio delineati e più vivi, oppure delle modifiche apportate allo sviluppo della vicenda e alle scene finali, concentrandosi piuttosto sul personaggio del cappellaio (nel racconto “originario” quest’ultimo sembra quasi risaltare di meno rispetto alla figura del suo dirimpettaio, il sarto armeno Kachoudas che ha intuito la verità sui delitti avvenuti). Nel romanzo, infatti, Simenon preferisce dirottare la sua attenzione (e, direi, quella del lettore) sul personaggio del titolo, accompagnandolo, passo dopo passo, dall’autoconvinzione delle ragioni della sua condotta delittuosa alla progressiva perdita di sicurezza di non essere scoperto, che, come un tarlo che gli rode la mente in un processo di autodistruzione, lo porterà a rassegnarsi al suo arresto con un sospiro di sollievo che sa di liberazione.

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    Cristiano Cant

    27/08/2017 05:23:14

    Senza quelle botole profonde che permettono a chi pensa e a chi scrive di calarsi nelle stive piu' buie del desiderio, nei piu' loschi cunicoli della singolarita', in un mondo altro, deviato, sinistro e insieme fascinosissimo (perche' - diciamoci la verita'- il lettore non e' meno malato dell'autore in questo duetto sensibile), dunque senza questi ingredienti luminosamente malsani, ogni pagina di cio' che leggiamo si ridurrebbe a farina nerastra dalla quale non lievita che il nulla. In definitiva la grande letteratura non e' che la biografia dell' eccesso, e' un oltre incontrollabile, una testa d'ariete che sfonda i muri dell'ordinario e regala un viaggio in luoghi mai intravisti o pensabili a mente tranquilla. Tuttavia Simenon ha in tal senso un passo piu' sottile. Non tesse una trama folle dai primi istanti, ma prende un contagocce geniale e instilla pian piano, in una realta' di distensione apparente, il piccolo elemento che la spezza, la sconvolge, la avvelena. Questa storia ce lo dice come una lastra stupenda che fermi in ogni suo solco le complicazioni raffinatissime di una mente perduta a sua volta marcata a uomo da un'altra mente, cosciente, fragile e decisa a indagare sulla prima come un'ombra silenziosa che tenti di squarciare il tremendo travaglio che abita quella luce sordida. Romanzo impressionante, lirico quasi nel suo disegno di una provincia pacifica, controllata, gentile. Ma la botola e' li', pronta ad aprirsi, e ci fara' scoprire con rara bravura i ripostigli e i segreti di un'animo senza speranza, perso nel suo progetto folle, al quale un meraviglioso smacco, alla fine, fara' saltare ogni ingranaggio. Un normale inatteso uccidera' un anormale terribile. Che c'e' di piu' riuscito?

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    Giovanni

    26/04/2017 18:31:08

    Viaggio nella mente di una persona apparentemente "normale". Simenon scruta i più nascosti segreti della psiche umana. Un onesto e rispettabilissimo cittadino che nasconde segreti inconfessabili. Libro meraviglioso, si legge velocemente.

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    Il punto di forza di questo libro è quindi la psicologia legata ai personaggi principali, al cappellaio e al motivo per cui uccide, e al sarto e al motivo per cui non denuncia l'assassino. Al di là di questo, il libro non scorre fluidamente durante la lettura, procede a rilento e non offre veri e propri colpi di scena in grado di ammutolire e colpire il Lettore. È, anzi, piuttosto prevedibile, non eccessivamente arguto. Tutto lo charm sprigionato da questo libro nasce dall'introspezione dei personaggi. All'epoca in cui questo libro è stato scritto, questo genere era un'assoluta novità, ma oggi può essere descritto come un testo comune e non troppo accattivante.

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    susanna bottini

    03/02/2016 09:12:11

    Romanzo tipicamente simenoniano, con il cappellaio Labbé che trasforma una vita tranquilla e agiata, persino noiosa, in un inferno di distruzione e infine di autodistruzione. Bellissimo il confronto a distanza tra il protagonista e il sarto che ha scoperto il suo segreto. Un lavoro magistrale.

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    Luca

    07/05/2014 20:56:15

    Bellissimo. È come se dietro ogni omicidio narrato da Simenon ci sia una profonda umanità, è come se questi personaggi siano in grado di attirare tutta la nostra comprensione. Il Simenon migliore sembra non essere quello di Maigret, che pure mi piace moltissimo, ma quello di queste vere e proprie perle di letteratura, come ad esmpio "L'uomo che gurdava passare i treni", "Betty", "L'orologiaio di Everton", ecc.

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    Giacomo

    12/01/2014 20:34:31

    Uno dei migliori "Simenon" letti ed uno tra i migliori libri che abbia letto in assoluto. Come in altri romanzi di Simenon, anche in questo, bastano poche righe per esserne rapiti e continuare a leggere con avidità. Scritto bene senza generare cali di attenzione. La storia è interessante cosi come i personaggi principali e le loro dinamiche psicologiche. Su questo libro sono stati aggiunti in appendice altre due varianti di finale rispetto al romanzo primario. Bellissimo. Da leggere. Può essere interessante anche vedere (dopo) il film del 1982 con stesso titolo.

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    Lilla

    23/11/2013 10:09:43

    Grande Simenon. Ho letto solo 3 libri di questo scrittore ma devo dire che mi sta entusiasmando. Ne " I fantasmi del cappellaio" troviamo il cappellaio, uomo benestante e signorile che nasconde un terribile segreto poi condiviso con il sarto, uomo umile ed emarginato. Novembre e Dicembre, i mesi più corti e tristi dell'anno, il buio,la pioggia, il freddo e soprattutto la paura sono ingredienti che riescono ad allontanare il lettore dalla realtà del presente e a trascinarlo nella piccola cittadina dove si svolgono i fatti come spettatore invisibile , ma nello stesso tempo emotivamente partecipe.Nella prima parte del libro notiamo come la follia del signor Labbe si mascheri dietro quel suo atteggiamento di superiorità, quell'attenersi scrupolosamente al suo piano criminale elaborato con grande lucidità per poi degenerare nel finale, tanto da accogliere con sollievo il suo arresto.

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    Michele

    09/10/2013 19:38:12

    semplicemente un capolavoro!

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    Emiliano

    20/09/2013 14:22:27

    Fantastico Simenon. Meravigliosa la sua scrittura:essenziale,piena di ritmo e suspence, perfetta, chirurgica e senza inutili sovrastrutture. Tema del 'serial killer' trattato come solo lui forse poteva. Imperdibile

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    Chiara

    06/06/2013 12:42:23

    Mi trovo controcorrente rispetto alla maggioranza dei commenti... Ho trovato il romanzo abbastanza noioso, non molto scorrevole. Dal punto di vista narrativo sono pochi i colpi di scena. Dopo la scoperta fatta dal sarto nelle prime pagine, Simenon si concentra sulla descrizione minuziosa della psiche del cappellaio, proponendo al lettore i pensieri e le riflessioni che la attraversano. Viene resa molto bene l'idea della follia di Labbé, ma il lettore scorre le pagine verso un finale scontato e prevedibile. Apprezzo molto di più i romanzi con Maigret protagonista.

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    tempix

    27/03/2013 20:56:33

    George Simenon non è uno solo un grande scrittore. Forse non tutti sanno che egli è, di fatto, anche un grande fotografo. Come nessun altro è infatti in grado di bloccare con un'istantanea la psicologia dei suoi personaggi e di immortalarla sulla pagina scritta. La sua dote è proprio quella di caratterizzarli attraverso il loro modo di essere, di porsi e di pensare, invece che attraverso descrizioni somatiche, com'è proprio di quasi tutti i suoi colleghi. Quest'esercizio tipico, gli riesce perfettamente anche in questo straordinario romanzo "I fantasmi del cappellaio", dove il narratore francese si cimenta con una trama gialla, a lui familiare nei romanzi del ciclo di Maigret, ma poco utilizzata in quelli cosiddetti "civili" di cui questo romanzo fa parte. "I fantasmi del cappellaio" è' un giallo particolare, poiché l'identità del colpevole viene svelata improvvisamente dopo un paio di capitoli; l'humus della "mistery" rimane tuttavia intatto ed anzi diviene progressivamente incalzante; a tenere il lettore con il fiato sospeso ed incollato alle pagine è, alfine, solo una domanda: perché il tranquillo borghesotto di cui nessuno può mai sospettare si è trasformato in un assassino seriale di vecchiette ? Cosa nasconde la sua tribolata storia familiare ? E quale ruolo può mai avere il piccolo emigrato armeno, suo vicino di casa, che lo spia quotidianamente dalle finestre e lo segue per ogni dove ? Piano piano, tutto si dipana e disvela, come in un gioco ad incastro che quando lo risolvi capisci che altra soluzione non poteva esserci ed era, a pensarci, tutto già chiaro dall'inizio? Così è questo straordinario romanzo di Simenon che va ad aggiungersi ad altri altrettanto notevoli come "Il presidente" o "La camera azzurra" o ancora, "I Pitard".

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    ferruccio

    16/02/2013 13:52:03

    Al di là del valore narrativo intrinseco del romanzo giallo, l'autore ci conduce attraverso l'introspezione dell'animo umano nelle varie sfaccettature inerenti i due principali protagonisti , il cappellaio e il povero sarto, e l'immaginario collettivo rappresentato dalla piccola comunità dove si svolgono i fatti. Gli stereotipi e i pregiudizi prevalgono sulle vicissitudini e azioni che, improvvisamente, accadono in tale comunità abituata a una pigra e mediocre esistenza dove l'abitudine regna sovrana; di conseguenza le apparenza e i concetti, ormai radicati, permettono, inconsapevolmente, che lo squilibrio mentale, ben celato, possa impunemente commettere atroci delitti. Di notevole interesse risulta essere la meticolosità e la sicurezza del cappellaio che, nel suo oscuro inconscio, deve per "necessità" compiere una serie di delitti malgrado la scoperta di tale attività delittuosa da parte del povero sarto armeno il quale, in maniera paradossale, egli considera come un evento positivo; ma basta un inaspettato accadimento fortuito a far crollare tutte le sue certezze e indurre l'assassino a mettersi nelle mani della giustizia. Un capolavoro da leggere.

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    Renzo Montagnoli

    14/10/2012 17:03:21

    In questo romanzo Simenon analizza in modo incisivo la complessa psiche di un assassino seriale, conducendo il lettore dentro un mondo di ombre indistinte, popolato di incubi, di cui il cappellaio Labbé è al contempo artefice e vittima. E' un gioco di rara finezza, condotto sull'esile filo del rasoio (è sempre possibile uno scivolone che tolga la tensione, ma Simenon lo evita magistralmente). Ambientato a La Rochelle, in un autunno grigio, freddo e piovoso, la narrazione procede nella realtà di una comunità di modeste dimensioni, in una vita tutto sommato ripetitiva e monotona, fatta di ore e ore trascorse al bar per la ormai irrinunciabile partita di bridge, a cui la borghesia non può mancare, perché ormai è diventato un suo rito, un momento di contatto fra chi conta e si conosce da tempo immemorabile. Ma questa tranquillità propria della piccola provincia viene bruscamente interrotta dagli omicidi, per strangolamento, di alcune signore anziane, e bene in vista, del luogo. A uno di questi assisterà anche il piccolo sarto Kachoudas, che già nutriva qualche sospetto sul suo dirimpettaio, il cappellaio Labbé. Questi se ne accorge e se ne compiace, perché ora può dividere con un altro, peraltro assai pavido, il suo terribile segreto. Il serial killer, mano a mano che uccide, con la polizia che brancola nel buio, crede di incarnare il potere assoluto, si convince di essere perfetto, ma, come sempre accade in questi casi, il vestito monolitico che si è costruito addosso per un caso fortuito registra un piccolo strappo; s'incrina così la folle e totale fiducia in se stesso e da allora sarà una progressiva esasperazione, una ripetuta e crescente sfiducia che finirà con il portarlo fra le braccia degli inquirenti. I fantasmi del cappellaio è un vero gioiello e quindi ne raccomando vivamente la lettura.

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    Roberto

    19/11/2008 19:16:24

    Libro fantastico. A mio giudizio uno dei più belli di Simenon. L'autore anallizza la follia del protagonista e si addentra nella psiche dei personaggi in maniera incredibile, il tutto mantenendo una suspance da libro giallo. Bellissima anche l'atmosfera cupa e angosciante di cui il libro è intriso e di cui la stessa triste solitudine dei protagonisti sembra non poter fare a meno.

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    Simone

    27/11/2006 10:24:30

    Senz'altro uno dei migliori romanzi di Simenon. E' piacevole il confronto con il racconto breve scritto un paio d'anni prima. I fatti vengono introdotti in ordine sparso, come in un resoconto a voce, davanti al camino. La conclusione del romanzo e' molto piu' amara di quella del precedente racconto breve. Le questioni economiche passano in secondo piano, e resta soltanto un'aria di tragedia inevitabile.

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