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Georges Simenon

Traduttore: L. Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 244 p. , Brossura

38 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Gialli classici

  • EAN: 9788845926730

Recensioni dei clienti

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    Toglietemi tutto, ma non i miei libri

    17/02/2016 19.01.17

    Il punto di forza di questo libro è quindi la psicologia legata ai personaggi principali, al cappellaio e al motivo per cui uccide, e al sarto e al motivo per cui non denuncia l'assassino. Al di là di questo, il libro non scorre fluidamente durante la lettura, procede a rilento e non offre veri e propri colpi di scena in grado di ammutolire e colpire il Lettore. È, anzi, piuttosto prevedibile, non eccessivamente arguto. Tutto lo charm sprigionato da questo libro nasce dall'introspezione dei personaggi. All'epoca in cui questo libro è stato scritto, questo genere era un'assoluta novità, ma oggi può essere descritto come un testo comune e non troppo accattivante.

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    susanna bottini

    03/02/2016 09.12.11

    Romanzo tipicamente simenoniano, con il cappellaio Labbé che trasforma una vita tranquilla e agiata, persino noiosa, in un inferno di distruzione e infine di autodistruzione. Bellissimo il confronto a distanza tra il protagonista e il sarto che ha scoperto il suo segreto. Un lavoro magistrale.

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    Luca

    07/05/2014 20.56.15

    Bellissimo. È come se dietro ogni omicidio narrato da Simenon ci sia una profonda umanità, è come se questi personaggi siano in grado di attirare tutta la nostra comprensione. Il Simenon migliore sembra non essere quello di Maigret, che pure mi piace moltissimo, ma quello di queste vere e proprie perle di letteratura, come ad esmpio "L'uomo che gurdava passare i treni", "Betty", "L'orologiaio di Everton", ecc.

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    Giacomo

    12/01/2014 20.34.31

    Uno dei migliori "Simenon" letti ed uno tra i migliori libri che abbia letto in assoluto. Come in altri romanzi di Simenon, anche in questo, bastano poche righe per esserne rapiti e continuare a leggere con avidità. Scritto bene senza generare cali di attenzione. La storia è interessante cosi come i personaggi principali e le loro dinamiche psicologiche. Su questo libro sono stati aggiunti in appendice altre due varianti di finale rispetto al romanzo primario. Bellissimo. Da leggere. Può essere interessante anche vedere (dopo) il film del 1982 con stesso titolo.

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    Michele

    09/10/2013 19.38.12

    semplicemente un capolavoro!

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    ferruccio

    16/02/2013 13.52.03

    Al di là del valore narrativo intrinseco del romanzo giallo, l'autore ci conduce attraverso l'introspezione dell'animo umano nelle varie sfaccettature inerenti i due principali protagonisti , il cappellaio e il povero sarto, e l'immaginario collettivo rappresentato dalla piccola comunità dove si svolgono i fatti. Gli stereotipi e i pregiudizi prevalgono sulle vicissitudini e azioni che, improvvisamente, accadono in tale comunità abituata a una pigra e mediocre esistenza dove l'abitudine regna sovrana; di conseguenza le apparenza e i concetti, ormai radicati, permettono, inconsapevolmente, che lo squilibrio mentale, ben celato, possa impunemente commettere atroci delitti. Di notevole interesse risulta essere la meticolosità e la sicurezza del cappellaio che, nel suo oscuro inconscio, deve per "necessità" compiere una serie di delitti malgrado la scoperta di tale attività delittuosa da parte del povero sarto armeno il quale, in maniera paradossale, egli considera come un evento positivo; ma basta un inaspettato accadimento fortuito a far crollare tutte le sue certezze e indurre l'assassino a mettersi nelle mani della giustizia. Un capolavoro da leggere.

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    Renzo Montagnoli

    14/10/2012 17.03.21

    In questo romanzo Simenon analizza in modo incisivo la complessa psiche di un assassino seriale, conducendo il lettore dentro un mondo di ombre indistinte, popolato di incubi, di cui il cappellaio Labbé è al contempo artefice e vittima. E' un gioco di rara finezza, condotto sull'esile filo del rasoio (è sempre possibile uno scivolone che tolga la tensione, ma Simenon lo evita magistralmente). Ambientato a La Rochelle, in un autunno grigio, freddo e piovoso, la narrazione procede nella realtà di una comunità di modeste dimensioni, in una vita tutto sommato ripetitiva e monotona, fatta di ore e ore trascorse al bar per la ormai irrinunciabile partita di bridge, a cui la borghesia non può mancare, perché ormai è diventato un suo rito, un momento di contatto fra chi conta e si conosce da tempo immemorabile. Ma questa tranquillità propria della piccola provincia viene bruscamente interrotta dagli omicidi, per strangolamento, di alcune signore anziane, e bene in vista, del luogo. A uno di questi assisterà anche il piccolo sarto Kachoudas, che già nutriva qualche sospetto sul suo dirimpettaio, il cappellaio Labbé. Questi se ne accorge e se ne compiace, perché ora può dividere con un altro, peraltro assai pavido, il suo terribile segreto. Il serial killer, mano a mano che uccide, con la polizia che brancola nel buio, crede di incarnare il potere assoluto, si convince di essere perfetto, ma, come sempre accade in questi casi, il vestito monolitico che si è costruito addosso per un caso fortuito registra un piccolo strappo; s'incrina così la folle e totale fiducia in se stesso e da allora sarà una progressiva esasperazione, una ripetuta e crescente sfiducia che finirà con il portarlo fra le braccia degli inquirenti. I fantasmi del cappellaio è un vero gioiello e quindi ne raccomando vivamente la lettura.

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