Fascio e martello. Viaggio per le città del duce

Antonio Pennacchi

Editore: Laterza
Edizione: 5
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 marzo 2010
Pagine: XIX-345 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788842092292
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Descrizione
"Una città non è semplicemente un posto dove abita della gente e dove dorme. Come le stie per i polli o i campi di concentramento. La città è il posto l'incrocio, la cerniera - dove si svolgono i traffici, gli scambi, le comunicazioni. Ed è per questo che una città non è un museo, se non è morta. Se è viva si trasforma, inevitabilmente." Così come si sono trasformate le "città del Duce", quelle innumerevoli "città di fondazione" tirate su dal regime tutte più o meno sullo stesso modello, e tutte con lo stesso intento: realizzare la rivoluzione agraria che Mussolini aveva promesso ai suoi reduci e su cui voleva fondare l'impero autarchico. Si comincia nel '28 con la bonifica delle Paludi Pontine, poi le Puglie, la Libia, il latifondo siciliano. Una vera epopea edificatrice, almeno secondo l'autore che quelle città le ha cercate, visitate, fotografate, studiate una per una arrivando a contarne ben 147. Alcune oggi sono grandi e affollate, altre desolate e spettrali. Eppure hanno molto in comune: la loro storia di "città nuove".

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Recensioni dei clienti

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    Franco Demi

    20/09/2018 08:48:18

    I singoli capitoli del libro erano una raccolta di saggi che uscivano periodicamente sulla rivista Limes, poi sono stati uniti, riscritti ed ampliati in quest'opera. Nel complesso è una lettura piacevolissima dove Pennacchi con la sua scrittura molto "schietta" ti fa rivivere il suo viaggio per l'Italia descrivendo prima ciò che dovevano essere, e poi cosa in realtà sono diventate, le città del duce. Consigliato a chi, con spirito critico, vuole approfondire le questione della "Bonifica Integrale" e vuole scoprire la concezione che c'era dietro alle nuove città e borgate costruite in epoca fascista.

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    M.T.

    19/02/2012 12:17:14

    L'occasione persa per un bel "viaggio" nell'epoca fascista a causa di una eccessiva trivialità di termini.

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    maurizio .mau. codogno

    09/10/2010 20:57:26

    Molti sanno che Littoria (pardon, Latina) è stata fondata da Mussolini, durante la bonifica dell'Agro Pontino. Magari, pensandoci un po' su, qualcuno si ricorda anche di altre città: Sabaudia, Aprilia, Carbonia. Ma nessuno probabilmente immagina che ci siano quasi 150 "città del Duce", che a quanto pare amava porre la prima pietra su e giù per la penisola. In questo libro, che nacque come rubrica su Limes ed ebbe una prima edizione nel 2003, Antonio Pennacchi parla di alcune di queste città. Premessa: si parla di architettura, ma non è un manuale di architettura. Pennacchi, nato a Latina, sente chiaramente proprio il tema. Aggiungete che scrive molto bene, con uno stile personale, e capirete che il libro non lo si legge come un saggio ma quasi come un romanzo storico... ehm, architettonico. D'altra parte le sue idee architetturali molte volte sembrano nascere dall'essere contro la storiografia ufficiale, e secondo me Pennacchi stesso non sempre crede a quello che dice ma lo dice lo stesso perché l'idea, anche se sbagliata, è carina. Il giudizio sulle opere del fascismo è molto disarticolato, soprattutto nella parte sociale (che fosse una dittatura è dato per scontato). Non è che si possa dare un valore positivo al fascismo solo perché hanno fatto queste città, ma non si può nemmeno negare la loro esistenza, no?

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