Il fascismo dalle mani sporche. Dittatura, corruzione, affarismo - copertina

Il fascismo dalle mani sporche. Dittatura, corruzione, affarismo

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Curatore: P. Giovannini, M. Palla
Editore: Laterza
Anno edizione: 2019
Pagine: XIX-247 p., Brossura
  • EAN: 9788858134092

nella classifica Bestseller di IBS LibriSocietà, politica e comunicazione - Politica e governo - Corruzione politica

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Truffe, tangenti, arricchimenti inspiegabili, legami con la mafia: il fascismo tutto fu tranne che una ‘dittatura degli onesti’. Un libro che porta alla luce una delle vere innovazioni del Regime in Italia: il salto di qualità nel rapporto tra politica, corruzione e affarismo.

Corruzione, clientelismo e nepotismo hanno proliferato in Italia durante il Ventennio. Un regime che pretendeva di forgiare un ‘uomo nuovo’ e di correggere i mali dello stato liberale, vedeva in realtà estendersi il malaffare fino ai gangli centrali dello Stato. Risvolti pecuniari e affarismo generavano l’avvicendamento al comando dei potentati in periferia e nelle grandi città come anche l’ascesa e la caduta in disgrazia di singole carriere. Un vero e proprio salto di qualità nel rapporto tra politica, corruzione e affarismo che spiega il successo negli affari e i rapidi arricchimenti personali di alcuni protagonisti di questi anni: da quello del magnate dell’industria elettrica privata, Giuseppe Volpi, a quello del capo di Stato maggiore Ugo Cavallero. Ma ‘mani sporche’ sono anche quelle di alcuni degli esponenti più importanti del regime come Costanzo Ciano, Roberto Farinacci, Carlo Scorza o del giovane marchigiano rampante Raffaello Riccardi. Pratiche tanto comuni da diventare tragicomiche se guardiamo alle vicende dei ‘pesci piccoli’ a caccia di buone occasioni nelle colonie dell’Africa orientale dopo la conquista dell’Etiopia. Un iceberg, quello della corruzione, di cui Mussolini era pienamente consapevole tanto da dedicare costanti attenzioni al suo occultamento attraverso censura e propaganda.
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