Fate il vostro gioco

Antonio Manzini

Collana: La memoria
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 11 ottobre 2018
Pagine: 406 p., Brossura
  • EAN: 9788838938283

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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Descrizione

Fate il vostro gioco è un romanzo duro, inquietante, un noir ad altissima tensione.

«Uno dei personaggi più riusciti del giallo italiano, pieno di difetti, quindi perfetto» - Bruno Ventavoli, TTL - La Stampa

«I romanzi sono cose finte. Schiavone, invece, da un romanzo all’altro, diventa sempre più vero» - Antonio D’Orrico, Sette - Corriere della Sera

Rocco è a terra, tradito da Caterina che ha lasciato la questura di Aosta, abbandonato dagli amici, anima in pena si aggira per la città con la sola voglia di rapporti carnali e privi di senso. Si complica anche il suo legame quasi paterno con l’adolescente suo vicino di casa, Gabriele, perché nella storia irrompe finalmente la madre, Cecilia, un personaggio fragile, buio, contraddittorio. Questa volta il vicequestore Schiavone deve vedersela con una storia di ludopatia, di avidità. Andando su e giù da Aosta al casinò di Saint-Vincent distante una manciata di chilometri si scontra con le incongruenze di uno Stato che lucra sul fallimento di famiglie trascinate nel fondo del barile dal demone del gioco d’azzardo. Nonostante la complessità dell’indagine Rocco non dimentica e cerca di ricucire i rapporti coi suoi amici romani: Sebastiano è ai domiciliari, Furio e Brizio a malapena gli rivolgono la parola. Ma l’impresa è resa più difficile perché l’ombra di Enzo Baiocchi, catturato dalla polizia e diventato ormai un pentito, si allunga ancora sulla vita del vicequestore. Le sorprese che il destino ha in serbo per Schiavone non sono finite e le domande cui dare una risposta sono tante: che fine ha fatto Caterina? Per chi lavorava? E perché la procura riprende a indagare sulla morte di Luigi Baiocchi?

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    Laura

    15/11/2018 09:44:25

    Sono rimasta affascinata da Rocco Schiavone sin dal suo esordio nei racconti gialli della Sellerio. La sua umana sofferenza, il suo essere fuori dalle righe, sprezzante delle regole e delle leggi che dovrebbe, invece, far rispettare, la sua personalità difficile, contorta, spesso controcorrente, il suo ingombrante passato e incerto futuro… per cui ogni volta che esce un nuovo romanzo che lo vede protagonista mi ci tuffo per incontrare ancora un personaggio così ricco di sfaccettature e il piacere continua. Stavolta, purtroppo, ne sono rimasta un pochino delusa. Manzini regala pagine di grande poesia, il trasloco dell’albero di limone e l’incontro con la mamma di Marina, sono struggenti, però la storia ha meno mordente del solito, eppure si parla di ludopatia, di casinò e gioco d’azzardo. Schiavone è meno concentrato del solito, è distratto dall’allontanamento di Caterina, dalla presenza di Gabriele e di sua madre. Non ha più voglia di scappare, ma non ha neanche idee sul suo futuro. Forse è un romanzo di passaggio. Aspettiamo il prossimo… In bilico

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    Giorgio g

    12/11/2018 09:08:03

    Un altra avventura del vicequestore Rocco Schiavone che ci conferma delle qualità di scrittore di Antonio Manzini. Sentite questa frase: “Il sole doveva essere spuntato ma coperto da una coltre biancastra non riusciva a dare vita ai colori.” Un solido romanzo giallo che arriva puntualmente alla conclusione con l’arresto del colpevole del delitto. E che importa se Rocco ogni tanto si fa una canna?

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    angelo

    08/11/2018 13:24:05

    Ingredienti: il casinò di Saint-Vincent come sfondo di un delitto, una roulette di indagini attorno ad un “morto che parla”, una partita a carte giocata su più tavoli criminosi (usura, riciclaggio, gioco d’azzardo), un bingo quasi completo realizzato dal vicequestore più noto d’Italia. Consigliato: a chi non conosce la maledizione del Bic bianco, a chi conosce il peso dei debiti e il vizio del gioco.

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    Fabio

    05/11/2018 13:12:13

    La storia raccontata sarebbe anche bella, però alla fine rimane tutto troppo aperto,come nei romanzi a puntate,che io amo poco. Rocco è molto antipatico,più del solito,con momenti di autentico bipolarismo ,forse a Manzini gli è scappata un po' la mano. I personaggi di contorno sono sempre gli stessi,qui tutti eccessivi e caricaturali. Speriamo che si risolvano una buona volta le vicende personali legate al passato,altrimenti c'è pericolo di riscaldare troppo la minestra.

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    Francesco

    03/11/2018 16:59:48

    A mio avviso il peggior romanzo di Manzini. Convincente la prima parte, piena di spunti interessanti, si capisce tuttavia che la seconda è stata scritta svogliatamente ed in fretta, giusto per rispettare la scadenza editoriale, e senza che l'autore stesso avesse le idee chiare su cosa scrivere. Cosa grave, che un giallista non dovrebbe mai fare: il finale non solo è aperto, è proprio inesistente. Viene rivelato il colpevole (che tra l'altro si intuiva fin dalle prime pagine) ma non il movente, e alla fine il lettore si sente preso in giro.

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    RossaMina

    02/11/2018 09:43:33

    Mi è piaciuto molto questo giocare con personaggi amici e sconosciuti. Un Rocco più umano, che si sta sciogliendo un pò. Quello che non mi è piaciuto non è tanto sapere che ci sarà un altro capitolo (a questo siamo abituati), quanto che il caso specifico di questo libro non sia stato realmente risolto.

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    dino63

    01/11/2018 16:09:27

    Bello ritrovare Rocco Schiavone, bello leggere la prosa di Manzini, ma l'idea di lasciare tutto in sospeso in attesa del prossimo romanzo non mi piace. Fra un anno, ma spero sia molto meno, non sara' facile ricordare cosa è accaduto nel casino di Saint Vincent. Questo libro, peraltro molto piacevole e intressante, mi è sembrata la classica furbata editoriale per aprire la strada al prossimo romanzo, ma un libro è un libro e non una serie televisiva, dove il prossimo episodio te lo puoi vedere a distanza di pochi giorni preceduto dal riassunto delle puntate precedenti.

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    valentina chieco

    01/11/2018 16:00:39

    Manzini stavolta mi ha sorpreso, in equilibrio tra umorismo e poesia, con immagini degne di Neruda

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    stetoz

    31/10/2018 19:17:04

    Manzini/Schiavone sono sempre una sicurezza ! Libro che illustra e fa riflettere anche su uno dei problemi che purtroppo affligge oggi molte persone. Sicuramente super consigliato !

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    Ottimo come sempre

    29/10/2018 13:28:26

    Come sempre bellissimo romanzo del grande Rocco. Tuttavia questa volta assegno una stella in meno rispetto al massimo perchè lascia tutto in sospeso, ancora di più rispetto agli altri. Ma forse il bello dei libri di Manzini è proprio che non finiscono. Grande Schiavone!

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    Maurizio

    29/10/2018 11:56:20

    La storia è ancora ben lungi dal concludersi, ma anche questo romanzo risulta convincente e coinvolgente. Non so perchè... ma questo ultimo Schiavone mi preso un po' anche nell'animo. Sempre meno stereotipo, sempre più reale. Ed in tutta onestà, mi sembra che, al contrario di tante altre serie, questa stia migliorando man mano che le puntate avanzano...che il protagonista si avvicina all'orlo di quel abisso che prima o poi dovrà affrontare. Senza offesa per nessuno e nel rispetto dei professionisti che ci lavorano, niente a che vedere con il serial tv.. altro phatos.

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    Luca

    28/10/2018 13:39:03

    Un altro capitolo della serie Rocco Schiavone degno del massimo dei voti. L'evoluzione del personaggio va di pari passo con quella dell'autore, in grado di regalare storie nere e crude sempre attuali, condite con l'umanità spigolosa e burbera del protagonista.

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    raffaele

    24/10/2018 10:36:22

    Altro favoloso racconto. Ho cercato di vedere la serie tv, ma nulla leggere Manzini è tutt'altra cosa. Solo il racconto riesce a crearti il tuo Schiavone con tutti i suoi problemi, debolezze e umanità. Poche parole, chi lo ama deve leggerlo già aspettando il prossimo

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    Ciro D'Onofrio

    22/10/2018 14:57:39

    Fate il vostro gioco è anzitutto il piacere di ritrovare la scrittura incisiva, ironica, spietata di Antonio Manzini ed il suo protagonista, il vicequestore Schiavone, affascinante personaggio controverso e contraddittorio; malinconico quanto cinico, arrogante e tenerissimo, spregiudicato ed astuto. Manzini offre una storia che centra una tematica di grande e drammatica attualità, un giallo forse meno accattivante dei precedenti ma sicuramente sofisticato, montato ad arte che conduce in una sorta di scatole cinesi di intrighi e misteri, una matassa da sbrogliare che incrocia il presente col passato e che non troverà mai vera soddisfazione in Schiavone al punto che lo scrittore, alzando altissima la tensione, chiude strategicamente dando soluzioni ma senza un vero finale.

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    Alessia

    22/10/2018 07:49:58

    Rocco è più ruvido che mai ed in questo episodio regala delle perle che commuovono, altre che strappano un sorriso. Peccato per la soluzione sospesa che rovina tutto.

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    Megant

    21/10/2018 15:13:07

    Come sa passare Manzini dalla "ruvidezza" del suo personaggio alla commozione pura su cui non si può non versare una lacrima, riesce solo a Manzini. Anche questo episodio delle indagini di Schiavone mi è piaciuto moltissimo. Mi ha emozionato, fatto ridere, ho tifato per questo e per quel personaggio. Il tema centrale, la ludopatia, è stato centrato in pieno. E ora ricomincia il conto alla rovescia per il prossimo episodio, che personalmente già aspetto con ansia.

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    massimo r.

    14/10/2018 10:06:37

    Sempre bravo Manzini, però dovrebbe lealmente avvertire che quello di Schiavone è un romanzo a puntate, così uno si regola... Qui poi fornisce ben presto (volontariamente?) gli elementi per intuire il colpevole , ma rimanda ad altra data la soluzione completa del caso.

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    Libro da leggere

    11/10/2018 11:22:11

    Leggere questo libro ti fa capire tante cose della vita ci insegna ad aprire gli occhi verso le persone che ci circondano lo consiglio a tutti

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