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Vincenzo Cerami

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 235 p. , Brossura
  • EAN: 9788804559702

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    zombie49

    19/06/2015 10.15.08

    Il libro rievoca quattro fatti di cronaca nera, avvenuti a Roma negli ultimi trent'anni del ventesimo secolo. Cerami ricorda gli atti processuali, la descrizione dei crimini con le parole degli imputati e dei testimoni, ma anche i tratti psicologici e le situazioni ambientali che portarono assassini e vittime al loro tragico destino. Pur riportando fedelmente gli eventi, l'autore dà una sua interpretazione morale, lasciando capire che anche le vittime hanno spesso dei torti, anche gli assassini ragioni. Il confine tra una vita normale e il crimine è sottile, basta un passo x superare quel limite invalicabile che non consente ritorno. Il male è in agguato e può colpire ciascuno di noi, o chi ci cammina accanto. Certo il libro non è un capolavoro di letteratura, sono storie che potrebbero apparire sulle pagine di un rotocalco, ma intrigano perché risvegliano la parte oscura che è in noi, il sadico primitivo attratto dal sangue e dal delitto, purché non ci riguardi direttamente. Comune denominatore dei quattro fattacci è il rapporto tra vittime e assassini, legati fra loro da un morboso rapporto sadomasochistico. Diverse però le implicazioni morali: nei casi del canaro e del nano gli uccisi sono più spregevoli dei loro carnefici. Il movente è la vendetta di persone umiliate, soggiogate, ricattate attraverso un ambiguo rapporto di dipendenza psicologica o sessuale, in un ambiente di degrado e sottocultura urbana. Meno coinvolgente è la storia del boia di Albenga, un assassino sadico con evidenti turbe psichiche, sullo sfondo di un'Italia in cui tradimento e abbandono del tetto coniugale erano ancora reato. Nella vicenda dei marchesi Casati il movente e il delitto sono banali, colpisce invece la deviata sessualità della coppia, in un ambiente ipocrita e chiuso, dove tutto si può ottenere con il denaro.

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