Traduttore: A. Biavasco, V. Guani
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2010
Pagine: 417 p., Rilegato
  • EAN: 9788804601364
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Recensioni dei clienti

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    ginsengman

    27/09/2017 05:16:56

    Era la prima volta che leggevo qualcosa della Cornwell e sono rimasto un po' deluso. Certo, è un bel compitino scritto bene, ma la trama non ha colpi di scena; si tira avanti per oltre 350 pagine dove poco accade, con capitoli talvolta noiosi, per poi risolvere tutto in fretta nelle ultime pagine. Sembra quasi che l'autrice si sia stufata di scrivere e abbia deciso di finire li il romanzo... Riproverò con titoli più datati, cominciando magari da Postmortem, il libro che l'ha portata al successo.

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    Raimondo Tafani.

    19/08/2015 18:57:23

    è troppo tecnico.con riferimenti a dati ed uso sofisticato del computer e termini non comuni che lo rendono noioso ai non esperti.

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    stefy

    10/12/2012 08:52:20

    bello, bello. Lo puoi rileggere 10 volte e tutte le volte trovi qualcosa che prima non avevi notato. Benton è diventato più umano e meno simpatico. Bello, come sempre. Patricia ti adoro

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    Ilaria

    06/02/2011 23:53:52

    Non mi è piaciuto, l'ho trovato dispersivo, illogico, inconsistente, noioso. E pensare che sono molto legata a Kay e a tutte le sue vicende passate. Speriamo in un ritorno della vecchia Cornwell, prima o poi...

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    Paola

    03/11/2010 17:26:41

    Delusione. Mi chiedo solo se questo libro sia stato scritto davvero dalla Cornwell o da qualche informatico noioso, visto che non parla altro che di tecnologia senza quasi sviluppare alcuna idea.

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    zio fred

    23/10/2010 21:39:00

    sorry ma devo dissociarmi da questo coro di delusi. Tutto dipende da cosa ci si aspetta; a me pare un libro decente, meno bello ripetto ai primi che però il ricordo ha forse fatto lievitare oltre i meriti che avevano, legati più alla novità dei personaggi che alla qualità di scrittrice mai all'altezza di una P.D.James o una Elizabeth George per intenderci. Quindi se ai primi davo un quattro a questo dò un tre, non trovo un distacco di cinque ad uno; non resto deluso perchè non ho mai considerato Scarpetta all'altezza di Petra Delicado tanto per fare un paragone, naturalmente questo è un mio punto di vista ed in generale trovo la giallistica americana è troppo truculenta per i miei gusti. E' dunque strano che sia proprio io ad alzare la media dei voti, ma forse per altri lettori, fans della Cornwell si tratta di troppo amore ed eccesso di attese tradite? Anche voi siete in crisi come Lucy? Comunque ormai anche l'autrice dovrà trovare in futuro un nuovo filone di cattivoni visto l'esaurimento dell'attuale ramo dinastico e vediamo cosa saprà trovare.

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    vitt12

    27/09/2010 23:31:55

    Brutto, brutto, brutto e mi consola sapere che quasi tutti la pensan come me. Per fortuna non l'ho comperato e l'ho preso in prestito dalla biblioteca. Quando esce un nuovo libro della Cornwell lo apro sperando di trovare qualcosa dei primi scritti, ma ogni volta è una delusione.Con questo ho chiuso. Un consiglio solo all'autrice: alla prossima puntata faccia una bella prefazione con il riassunto delle puntate precedenti così perlomeno il lettore eviterà di sentirsi ripetere quanto sia stato carogna Marino nel suo tentativo di violenza, quanto sia buona lei, la tiritera di Benton sul perchè e per come era sparito e poi tornato, su cos'è successo a Lucy dalla nascita in poi ecc ecc ecc. Mi sa però che con una prefazione del genere le resterà poi ben poco da dire nel libro, visto che di idee ormai non ne ha proprio più

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    Mari 74

    20/09/2010 20:52:24

    Deludente, caotico,noioso e ripetitivo. Si arriva alla fine a fatica. Non sembra neanche scritto da lei. Peccato.

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    Anna Landi

    20/09/2010 14:50:47

    Leggendo i precedenti commenti, vedo che la mia delusione non è un fatto isolato. Già da alcuni romanzi (diciamo da quando Kay non narra più in prima persona), la Cornwell mi aveva deluso ma ora penso che veramente abbia toccato il fondo e questo sia l'ultimo suo libro che leggo. Sembra impossibile, ma in questo romanzo riesce a rendere insopportabili anche "i buoni"! tutti i personaggi che avevamo imparato a conoscere e ad amare nei primi romanzi sono andati via via peggiorando, fino a diventare degli psicopatici, noiosi, antipatici!! Ma, come se non bastasse, anche lo stile della Cornwell ha avuto una regressione incredibile, ora risulta perfino difficile seguire il filo del racconto tanto i periodi sono spezzettati e la narrazione è confusa, per poi risolversi tutto nelle ultime 20 pagine: ma allora tutto quello che c'era prima potevamo anche risparmiarcelo!!!! soprattutto, potevamo risparmiare 20€!!!

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    Antonio

    18/09/2010 15:41:18

    Libro deludente come gli ultimi che ha scritto. storie inverosimili, con personaggi ripetitivi ed operazioni al limite dell'assurdo. Lucy, che sembra wonder woman in grado di fare tutto oltre che miliardaria, è da anni a questa parte il personaggio centrale. la teconologia descritta nelle pagine è di una noia assurda con assillante pubblicità del blackberry. i primi romanzi erano spettacolari, con cattivi sempre diversi e senza legami con altri personaggi. Addio, Patricia

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    paolettapink81

    10/09/2010 22:17:07

    che disastro! libro comprato con tanta voglia di godermi un bel thriller, l'ho abbandonato al terzo capitolo... che delusione.Mi dispiace averlo fatto comprare anche ad un mio caro amico, a cui avevo parlato bene dei precedenti successi della cromwell. Forse è arrivata l'ora che smetta di scrivere la signora patricia?

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    erika

    02/09/2010 15:11:35

    Ogni volta spero di rileggere la "vecchia" Cornwell di "Insolito e crudele" ma rimango delusa. Questo libro è superiore solo al precedente, il più noioso e deludente da lei scritto, secondo me.

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    saramago

    01/09/2010 08:41:17

    e dire che me l ero serbato per le ferie!!! mamma mia, sempre peggio........ Ma che fine ha fatto Paticia, oppure che fine ha fatto "il primo ghost writer" che utilizzava????

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    Baldo

    31/08/2010 20:15:15

    E' il primo libro che leggo della Cornwell. Certo che se sono tutti come questo..... A tratti si ha, quasi, la sensazione di avere a che fare con un trattato di informatica più che con un thriller.La trama è per nulla avvincente e non in grado di creare una pur minima tensione emotiva. Ottimo per conciliare il sonno.

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    alester

    31/08/2010 17:53:27

    Mi è caduto un mito!!! Gli ultimi libri di Patricia mi hanno un po' deluso.. ma questo è senz'altro il peggiore in assoluto. Non è un buon libro non solo paragonato ai precedenti ma anche rispetto al genere letterario che rappresenta. La trama non segue un filo logico, i personaggi vengono catapultati nella storia e non si capisce nemmeno alla fine cosa c'entrassero! Storie già lette, nemici che ritornano, zero suspence, narrazioni interminabili che allungano la minestra e noia assoluta! Adoro i libri di Patricia e spero si riprenda con il prossimo!!!

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    Alessandro O.

    31/08/2010 14:59:07

    Patricia Cornwell dopo una serie di libri deludenti, sembrava avesse ripreso la retta via con "Kay Scarpetta", purtroppo però con "Il Fattore Scarpetta" siamo ripiombati nel baratro che era iniziato con Calliphora. I personaggi principali che ormai conosciamo si muovono attraverso una trama frammentata, a tratti irritante e priva di logica. Le atmosfere della sala autopsie, che la Cornwell ha sempre padroneggiato e reso convincenti si riducono a qualche capitolo iniziale, per poi svanire completamente a favore di una seconda vicenda che occupa l'intero libro con personaggi creati per "allungare il brodo" e che hanno la stessa consistenza del suddetto, e che agiscono in maniera assolutamente illogica senza che la Cornwell si degni di spiegare il perchè delle loro azioni. Il peggio però arriva nelle ultime 30 pagine dove la conclusione affrettata e puerile lascia perplessi..a anche un pò amareggiati.

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    fiordaliso

    31/08/2010 11:17:51

    Ho beneficiato di 20 euro le librerie feltrinelli, ma anche la cara Patricia che vive nel lusso grazie a noi, che continuiamo a comprare le cavolate che scrive o che SI FA SCRIVERE, il libro è mortalmente noioso e prolisso, pagine e strapagine intere a stabilire chi ha rubato sto blakbarry.. e basta Patricia falla finita, la tua vena di scrittrice si è esaurita non hai piu' niente da dire!

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    Luca

    28/07/2010 12:31:42

    20 euro buttati. Adios Patricia, prima ed ultima volta.

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    Claudio

    22/07/2010 16:56:17

    Quando e' uscito il libro ho resistito alla tentazione di comprarlo e di leggerlo perche' mi ero ripromesso che dopo l'ultima delusione non avrei piu' letto vicende di Kay scarpetta.Ma un'amica lo ha comprato e come il frutto proibito me l'ha offerto e ho ceduto.Ho iniziato a leggerlo.Ma non ce l'ho fatta neppure stavolta. Noioso.Ripetitivo.Vicende macchinose e personaggi stranoti.Penso sia un definitivo addio.Ogni cosa al suo tempo e questo penso sia (per me)finito.

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    marco

    21/07/2010 18:14:46

    L'inizio sembrava promettente ma più mi addentravo nella lettura più mi sembrava di essere all'interno di un gigantesco copia-incolla con precedenti romanzi dell'autrice: vicende (arcinote) dei protagonisti che vengono rispolverate per pagine e pagine ed inoltre il vecchio, caro "passato che ritorna", espediente molto utile ad autori in crisi creativa. Confuso ed a tratti delirante, non sarà certamente questo il romanzo che riporterà la Cornwell ai fasti di un tempo.

Vedi tutte le 28 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Kay Scarpetta non ha bisogno di presentazioni. Al diciassettesimo episodio della serie tutti i lettori affezionati di Patricia Cornwell hanno ormai imparato a conoscere i pregi e i difetti dell’anatomopatologa più famosa d’America. Il suo fiuto per gli indizi, la passione con cui si lancia in una nuova inchiesta e la forza d’animo con cui è dovuta uscire dalle situazioni più difficili, sono un marchio di fabbrica, pronto a imprimersi anche sul grande schermo con un film ispirato al celebre personaggio. Apparsa per la prima volta nel 1990 con il primo libro della Cornwell, Postmortem, Kay Scarpetta è una donna attraente e complessa, con la passione per la cucina italiana e un legame indissolubile con gli altri personaggi della serie. Comprimari, forse, ma sempre più spesso protagonisti insieme a lei di una serie di thriller dal successo planetario.
Come Pete Marino, il poliziotto da sempre amico di Kay, uno dei personaggi più incisivi e “drammatici” del libro e Benton Wesley, suo marito, lo psicologo forense con cui ha collaborato in molte inchieste, dalla Virginia a Charleston, in South Carolina, fino ad approdare a New York. Poi, naturalmente c’è Lucy Farinelli, la nipote di Kay, esperta di informatica e preziosa collaboratrice tecnica, che nel Vermont, sta seguendo la pista di un altro delitto insieme alla sua amica, il sostituto procuratore della contea di New York, Jaime Berger.
Kay Scarpetta, in questa nuova avventura, collabora come volontaria presso l’istituto di medicina legale di New York. Nei giorni che precedono Natale, il cadavere di una ventiseienne viene trovato tra le siepi di Central Park. Ha i vestiti stracciati e una sciarpa stretta intorno al collo, ma la causa del decesso, nota immediatamente Kay, non può essere ricondotta al soffocamento, ma a un forte trauma contusivo alla nuca. Forse l’assassino, dopo averla colpita, ha voluto accertarsi che fosse davvero morta impedendole di respirare al suo risveglio. Questa volta Kay Scarpetta ha poche certezze: gli elementi che è riuscita a raccogliere non sono sufficienti neanche per stabilire esattamente l’ora del decesso, che è avvenuto sicuramente da più di un giorno.
«Il DNA non è la lampada di Aladino», dice la dottoressa Kay Scarpetta, ed è una delle rare volte in cui il personaggio di un medical thriller mette in discussione la sua onnipotenza. In epoca di predominio delle conoscenze tecniche, uno scienziato s’interroga sul suo ruolo, sui risvolti mediatici e sociali del suo lavoro, sulla sovraesposizione del suo personaggio.
Mentre analizza il cadavere della giovane Toni Darrien, si chiede se abbia fatto bene a dare la sua disponibilità a partecipare a una trasmissione della CNN dedicata al Fattore Scarpetta cioè quello che viene definito come il complesso di abilità che ogni volta la fanno venire a capo dei casi più difficili. Il rischio è quello di rimanere intrappolati nello stereotipo del proprio personaggio, ma allo stesso tempo – pensa Kay – è arrivato il momento di mettere in chiaro troppe false credenze che la televisione divulga interpellando sedicenti esperti.
Così, mentre un anonimo telespettatore minaccia vendetta e mentre una bellissima multimiliardaria, Hannah Starr, misteriosamente legata al passato di Lucy, scompare nel nulla, Patricia Cornwell riflette sulle contraddizioni del sistema giudiziario americano, denunciando i tagli ai fondi pubblici e l’ingerenza sempre più forte delle compagnie private. Un nuovo capitolo della vita di Kay Scarpetta in cui l’autrice dimostra, ancora una volta, la sua straordinaria abilità di intrattenere e affascinare il lettore.