Categorie
Curatore: M. J. De Lancastre
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1991
Pagine: VIII-217 p.
  • EAN: 9788806123451

recensione di Serani, U., L'Indice 1992, n. 3

Quando nel 1989 uscì per i tipi dell'Einaudi la traduzione italiana del "Faust" di Fernando Pessoa, in molti si chiesero perchè mai il libro non fosse stato pubblicato con il testo originale a fronte. Finalmente, due anni dopo, la Einaudi e la curatrice del volume, Maria Josè de Lancastre, pongono rimedio ed ecco uscire la nuova edizione completa del testo originale, nella trascrizione di Teresa Sobral Cunha, la studiosa che ha raccolto e dato forma a quei frammenti sparsi, destinati a comporre il testo drammatico, e li ha pubblicati in Portogallo nel 1988, con il titolo "Fausto. Tragedia Subjectiva."
Scritto tra il 1908 e il 1934 e mai completato, il "Faust" ci appare in una forma che, forse, potrà essere modificata così come è già accaduto al "Livro do desassosego", di cui nel 1991 è uscita in Portogallo una nuova edizione, sempre a cura di Teresa Sobral Cunha, che rivoluziona la prima struttura del testo e che pone nuovi interrogativi su quello che Pessoa aveva in mente e forse avrebbe fatto, se la morte non avesse posto bruscamente fine alla sua creazione poetica. Pertanto dobbiamo abituarci a considerare i testi pessoani dei 'work in progress' più di quanto lo stesso Pessoa, o i suoi eteronimi, non avessero già fatto. E questo vale, per noi, soprattutto per l'edizione italiana dei libri dello scrittore portoghese. Come è accaduto altre volte con altri curatori, Maria Josè de Lancastre scrive qui, nella nota previa alla sua traduzione di aver "eliminato molti testi compresi nell'edizione portoghese, specie quelli più lacunosi e frammentari". Dunque il "Faust" "italiano" è un altro rispetto a quello "portoghese" che a sua volta è già un'operazione di ricostruzione in cui la mano del curatore potrebbe andare oltre i propri compiti. Del resto sappiamo bene che, quando si affronta l'opera di Pessoa, l'intervento dell'editore del testo incide, per forza di cose, sulla struttura di quest'ultimo. Eppure nella sua incompletezza, nonostante le artificiose mutilazioni e, soprattutto, benchè manchi la revisione unitaria dell'autore su frammenti composti in quasi un trentennio, questo "Faust" conserva quel fascino che solo i grandi drammi posseggono.
Un dramma, o tragedia soggettiva come suggerisce Pessoa, in 5 atti e 4 intermezzi, in cui l'immaginario demoniaco legato alla vita di Georg Faust, capostipite di tutti i Faust letterari, è appena accennato (I atto) nell'intervento intriso di tragica impotenza di Lucifero. Nel testo pessoano non c'e nessun patto diabolico, perchè questo Faust non cerca nulla al di fuori di sè. Quando crede, per un momento, di poter cercare le risposte al di fuori di sè, in un elisir di qualcosa che lo stesso Pessoa non individua (e una delle tante lacune, dei tanti versi incompiuti) arriva all'omicidio. Ma neppure l'omicidio dona pace a Faust, giacchè tutta la sua sofferenza è legata alla coscienza della propria incapacita di vivere la vita. Una 'tragedia subjectiva' che Pessoa, nei suoi appunti, così riassumeva:
1| atto: conflitto dell'Intelligenza con se stessa. 2| atto: conflitto dell'Intelligenza con le altre Intelligenze. 3| atto: conflitto fra Intelligenza e Emozione. 4| atto: conflitto fra Intelligenza e Azione. 5| atto: sconfitta dell'lntelligenza.
Dunque è l'Intelligenza, l'ansia di conoscere il principio-motore dell'universo, che lo porta alla sconfitta e alla Morte; quella morte di cui inizialmente Faust ha timore perchè incognita, così come incognita è la vita da cui egli desidera fuggire perchè non la comprende. Alla fine, tuttavia, di fronte alla sconfitta dell'intelligenza, la Morte e liberazione: "Vieni dunque, Morte! / Sento i tuoi passi! Ti invoco! II tuo seno / sarà certo soave, e ascoltare il tuo cuore / sarà come sentire un'incerta e strana melodia / che rapisce al sonno, e va oltre il sonno. / Nulla, non posso più nulla, nulla, nulla...". Ed è impossibile non intravvedere nel cammino di Faust quello esoterico che il Pessoa uomo, nella sua ricerca di comprendere l'universo e i suoi principi, aveva cercato di percorrere nella sua vita reale e immaginata e in quella dei suoi fittizi eteronimi.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Michele

    28/09/2005 12.04.26

    "Definitivo" penso sia la descrizione più calzante...purtroppo.

  • User Icon

    Vito

    11/12/2004 20.33.01

    Magnifico, definitivo, assoluto.

Scrivi una recensione