Favole della vita. Una scelta dagli scritti - Giuseppe Farese,Peter Altenberg - ebook

Favole della vita. Una scelta dagli scritti

Peter Altenberg

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Curatore: Giuseppe Farese
Editore: Adelphi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,37 MB
Pagine della versione a stampa: 412 p.
  • EAN: 9788845980893

€ 10,99

Punti Premium: 11

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Gaia la libraia

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Peter Altenberg apparve nella Vienna fine secolo come una strana pietra caduta dal cielo, ma composta di materiale affine al terreno su cui era capitata. Karl Kraus e Hugo von Hofmannsthal, allora giovanissimi e già del tutto opposti, concordarono però subito nel riconoscerlo e onorarlo: entrambi sentirono fin dall’inizio il suono giusto di Altenberg, nei suoi vividi schizzi, nei suoi romanzi che durano pochi secondi, nelle sue arabescate divagazioni, nel suo «stile telegrafico dell’anima». I libri di Altenberg si presentavano come la somma di tanti foglietti, per lo più vergati rapidamente al caffè, che dovevano contenere altrettanti «estratti di vita». Il dono più evidente che mostravano era l’immediatezza, la capacità di evocazione istantanea. Ma era solo una certa vita, certi luoghi, certe scene, certi personaggi che facevano vibrare quella prosa: un lungolago abbandonato o il giardino di un caffè concerto, una bambina stupenda e annoiata accanto ai genitori, un pianoforte che suona dietro una finestra aperta, una soubrette dalla inesplicabile grazia, una conversazione fatta di inezie che sottintendono cose terribili, un punto del Prater, la fotografia di una ragazzina nuda... In tutto questo Altenberg riconosceva quella zona della vita a cui egli stesso totalmente apparteneva: il suo eccesso inutile, la sua schiuma iridata. Come eterno feticista e cantore di «quella» vita, che sempre più minacciava di essere soffocata dallo «strisciante ‘necessario’», Altenberg sedeva per ore al caffè, lanciava fulmini di condanna ed enormi insolenze, si confidava con vetturini e prostitute, adorava fanciulle che dovevano restare mute per non guastare l’incanto. Chi lo conobbe, chi lo ammirò in quegli anni – e non solo Kraus e Hofmannsthal, Polgar e Loos, dei quali pubblichiamo qui le memorabili testimonianze, ma anche Alban Berg, che mise in musica alcune «cartoline illustrate» di Altenberg – ci ha lasciato di lui immagini di una eccentrica grandiosità. «Non c’è punto fermo migliore di questa inattendibilità» scriveva Kraus. Nella costellazione della «Vienna del linguaggio», Altenberg è l’elemento più imprevedibile e stravagante, lo scrittore che non sondava alcuna «crisi dei fondamenti» se non quella della vita stessa, di cui sempre si mostrò eccessivamente innamorato, come soltanto può un «invalido della vita», tarlato dall’ipocondria e dall’angoscia. Ma la sua voce affascinò totalmente i suoi celebri amici, e continua ad affascinarci oggi, come quella di una irriducibile infanzia. Hofmannsthal lo avvertì: «Sentirsi bambini, comportarsi come bambini è l’arte commovente degli uomini maturi».
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    Cristiano Cant

    25/02/2014 07:54:21

    E' sorprendente che un libro tanto geniale, brillante, pregno della più alta impertinenza umana, dei tocchi, dei brillii, delle brevi bave rancorose e salaci di un signore che deliziava col suo sorriso paffuto i caffè viennesi, restasse senza qualche parola nel vasto mondo recensorio qui offerto a noi tutti. "E' triste essere un'eccezione, ma ancor più triste è non esserlo". Basterebbe tanta consapevole amarezza per affondare nel realismo di un'anima così grande, conscia del suo valore e al tempo esattamente colma di quella segreta e nascosta sventura, quel capire tutto, quel suono di sensibilità colossale e fragilissima che abita e può abitare solo nei bambini o negli angeli. Deliziato da tanta grandezza elevo al cielo questo libro la cui materia è puro incanto.

  • Peter Altenberg Cover

    (Vienna 1859-1919) scrittore austriaco. Curioso personaggio della Vienna di fine secolo, condensò osservazioni di costume, spiritosi aforismi, evocazioni di fragili particolari nei quali si nasconde l’autenticità, in brevi e raffinate prose, talvolta semplici «cartoline» spedite agli amici (Alban Berg ne musicò alcune). Raccolse queste divagazioni frammentarie nei volumi Come la vedo io (Wie ich es sehe, 1896) e Ciò che ogni giorno nuovo mi dona (Was der Tag mir zuträgt, 1901). Approfondisci
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