Favole fuorilegge

Nicolai Lilin

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 28 febbraio 2017
Pagine: 136 p., Brossura
  • EAN: 9788806195533
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Descrizione

Da sempre in Siberia i destini dei grandi imperi si sono intrecciati a quelli degli uomini, componendo un unico tessuto narrativo alla base di molte leggende.

Ma la Siberia, nei racconti dei vecchi, è soprattutto un luogo mitico: terra di liberi cacciatori, allevatori e nomadi, fuorilegge e briganti, anarchici per eccellenza, che ripudiano qualsiasi forma di potere che tenda a incatenare l'uomo.

Dalle fiabe siberiane di Lilin emerge un mondo raccontato al contrario, dove i concetti di bene e male perdono le loro connotazioni abituali per acquistarne di nuove. Dove un vecchio lupo può insegnare il senso del concetto di dignità. Dove l'immagine di una madonna siberiana può parlare a un oppresso e convincerlo ad uccidere gli oppressori. Dove una bella ragazza, per non sposare un vecchio e ricco mercante, può scegliere di diventare una brigantessa. Il potere è rappresentato come un sistema corrotto che impone leggi vessatorie. Ricchi mercanti e i loro eserciti privati, emissari dello zar, preti con vizi inimmaginabili si scontrano con i cacciatori e i fuorilegge che vivono nel rispetto delle leggi di Dio e in armonia con la natura, lottando contro la prepotenza dei tiranni. E nella loro lotta sono aiutati da Dio, dai santi della religione cristiana, dagli dei pagani e dalle creature magiche dei boschi. Sullo sfondo di questa infinita e variopinta processione umana si stende un luogo immenso, dominato da una natura primordiale, pura e dura, che lascia nelle anime delle persone un segno profondo, a volte paragonabile a una ferita. Una ferita indelebile come quella dei tatuaggi che i siberiani praticano da sempre.

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Recensioni dei clienti

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    Elena

    23/09/2018 13:15:24

    Queste brevi narrazioni hanno il tempo sospeso delle favole, il lessico delle favole, ma la morale di chi vive ai confini della giustizia, ricche di enormi contraddizioni e paradossi. Sacro e profano si mischiano al punto tale da dare un contesto all'affige di una Madonna che imbraccia due pistole. Alle favole si alternano delle illustrazioni che sembrano quasi tatuaggi, come se le figure della tradizione siberiana ti si volessero infiltrare sottopelle.

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    Demetrio

    07/03/2017 17:09:24

    Educazione siberiana era un romanzo divertente, non sono rimasto deluso neppure dopo che Lilin ha ammesso di aver mescolato realtà e fantasia. Ora però sono anni che i suoi editori ciurlano nel manico pubblicando in continuazione prodotti di marketing più che libri. Favole fuorilegge è una raccolta di storie senza capo nè coda, pare che serva solo a rinfocolare la veridicità di questa presunta organizzazione segreta degli Urka e a attribuire a Lilin ancora l'aurea di misterioso guerriero siberiano che l'ha reso famoso e mi ha convinto a leggerlo. Coltelli firmati, tatuaggi, ora pure una linea di gioielli... la narrativa è finita da un pezzo ed è rimasta solo la pubblicità.

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    Grazia

    05/03/2017 16:37:54

    Godibile raccolta di fiabe in formato tascabile. Le fiabe sono brevi, due, tre paginette al massimo e quindi perfette per essere lette durante una piccola pausa durante la giornata: vi strapperanno un sorriso e vi spiegheranno il senso di alcuni motti della cultura siberiana. Il testo è arricchito da disegni dell'autore.

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Una ghiottissima operazione targata Einaudi. Una bell’antologia di fiabe siberiane raccontate da Lilin - il celebre autore di “Educazione Siberiana” - corredate da illustrazioni di tatuaggi che non sfigurerebbero su esponenti della Organizacija, la mala russa.

Questo libro è materiale perfetto per far colpo su una ragazza. Prima la stupisci abbozzando un’esegesi iconografica dei tattoo, vergati dalla abile mano di Lilin stesso, e poi la stendi con qualche aneddoto di folklore siberiano, tra cui spicca la storia della Madonna armata di revolver, protettrice dei criminali (in)giustamente vessati dagli zar.

Il fil rouge che lega tutte le brevissime favole è la mitopoiesi della criminalità siberiana, la cui origine risiederebbe nell’indefessa difesa dei valori della taiga, minati dal sopraggiungere di quella civiltà moscovita che colonizzò la steppa nel corso del secolo Decimo Ottavo. Raffigurata spesso nella figura del grasso zar che si nutre di animali sacri, la Russia europea è il nemico che svuota la Natura dei suoi elementi mistici e soprattutto le tasche dei poveri contadini siberiani, depauperati dalle tasse. Inutile dire che in queste fiabe lo zar fa sempre una brutta fine. Trasformato in orso, uccellato da un ladro, bruciato vivo da un anziano del viaggio, la sua triste sorte ci ricorda, con simpatia sia chiaro, l’allergia siberiana nei confronti del potere costituito.

Questa breve selezione di fiabe ci ricorda anche le mille estraneità che compongono tuttora il vasto mosaico russofono, un’etichetta che sta stretta a un numero elevato di minoranze dimenticate.  Uiguri, tagiki, siberiani, circassi, ceceni, khazari. Un mondo ancora da scoprire, per cui ci vorrebbe un equivalente indigeno di Lilin per portare il loro folklore alla ribalta.

Per gli appassionati di fatti russi e dell’iconografia ortodossa questo denso libello è da avere a tutti i costi, per tutti gli altri vale la pena l’acquisto anche solo per scoprire il talento grafico di Lilin.

Recensione di Matteo Rucco