Categorie

Frédéric Lenoir

Traduttore: A. M. Lorusso
Editore: Bompiani
Collana: PasSaggi
Anno edizione: 2014
Pagine: 337 p. , Brossura

34 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Filosofia - Filosofia popolare

  • EAN: 9788845277054


- Prologo

1. Amare la vita che si conduce
2. Nel giardino dei piaceri, con Aristotele ed Epicuro
3. Dare senso alla propria vita
4. Voltaire e l'imbecille felice
5. Ogni essere umano auspica di essere felice?
6. La felicità non è di questo mondo: Socrate, Gesù, Kant
7. Dell'arte di essere se stessi
8. Schopenhauer: la felicità sta nella nostra sensibilità
9. Il denaro fa la felicità?
10. Il cervello delle emozioni
11. Dell'arte di essere attenti... e di sognare
12. Siamo quello che pensiamo
13. Il tempo di una vita
14. Si può essere felici senza gli altri?
15. Il contagio della felicità
16. Felicità individuale e felicità collettiva
17. La ricerca della felicità può rendere infelici?
18. Dal desiderio alla noia: la felicità impossibile
19. Il sorriso di Buddha e di Epitteto
20. Il riso di Montaigne e di Chuang-tzu
21. La gioia di Spinoza e di Mâ Anandamayî

- Epilogo

Note
Letture consigliate

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    luciano

    31/01/2015 21.31.02

    Qualcuno dice che la felicità è una questione di geni, qualcun altro la lega al libero arbitrio ( ma gli impulsi inconsci dove li mettiamo?), qualcun altro la lega allo spirito, altri ancora alla ricerca di Dio, alla filosofia, alla saggezza, all'aldilà... Lenoir la affronta da tutti questi punti di vista, e non solo, e, poiché noi siamo anche esseri spirituali, condivido le conclusioni a cui giunge lo scrittore: "L'esercizio dello spirito consiste nell'eliminare tutto ciò che dentro di noi rappresenta un ostacolo alla gioia di vivere. Noi invece procediamo esattamente all'inverso; cerchiamo di essere più felici eliminando gli ostacoli esterni. Ci impegniamo nell'aumentare il nostro comfort materiale, nel migliorare sul piano professionale, nell'essere circondati da persone che ci dispensano piaceri. Concentriamo tutti i nostri forzi sull'esterno e trascuriamo il lavoro interiore: la conoscenza di sé, il controllo delle pulsioni, l'eliminazione delle emozioni perturbatrici o delle rappresentazioni mentali erronee... Il lavoro interiore è indispensabile per colui che aspira a una felicità più stabile e profonda a vivere meglio. La conoscenza filosofica, intesa come esercizio spirituale, ( qui mi ricorda Pierre Hadot ) permette la liberazione della gioia sepolta nel cuore di ognuno...Essere felici, per i greci, significa anzitutto essere in accordo con il nostro genio buono o con la parte di divinità che è in noi. Direi: vibrare col nostro essere più profondo. ".

Scrivi una recensione