Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 31 marzo 2016
Pagine: 156 p., Brossura
  • EAN: 9788893440028
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Recensioni dei clienti

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    lia76

    18/01/2018 15:43:26

    Il tema è quello del tradimento e la Stancanelli riesce a sviscerarlo con forza, con lucidità (il dolore lancinante e le ossessioni anche ridicole, il folle desiderio di vendetta). La storia si legge bene e scorre almeno per 3/4, poi si perde, senza ritrovarsi. Peccato. A un mese di distanza dalla lettura sono ancora incerta se consigliarlo o no.

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    cristina

    26/02/2017 17:32:46

    Ha il solo merito di scorrere veloce nella lettura, ma la storia in sé è banale e inutile. Non capisco tutti i commenti entusiastici della critica e di Piccolo; non capisco come possa essere stato candidato allo Strega. Non credo proprio che sia rappresentativo delle donne emancipate di oggi; non credo proprio che possa offrire uno spunto di riflessione sul corpo delle donne e sul loro posto nel mondo. Concordo con quanti segnalano la brutta veste grafica della copertina di questo libro così come di tutti i titoli della Nave di Teseo.

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    rejectedfrogs

    24/11/2016 15:21:25

    Per due terzi del libro non ho fatto che pensare: “che brano straordinario, devo trascriverlo”; “una pagina incredibile, devo fotografarla”. Una storia densa di sofferenza e di riflessioni, che scava dentro le viscere. Quella narrata nel libro è una storia d'amore come tante: nata un po’ per caso, non un amore da film ma un amore vero, imperfetto, fatto di consuetudini, di convivenza e di tradimenti. E qui c'è il “punto caldo” del romanzo: non tutti i tradimenti sono uguali, né hanno lo stesso peso. Il vero tradimento è quello che incide sulla quotidianità del rapporto ufficiale; e non conta nemmeno tanto leggere che Davide scrive all'altra che la ama, perché è più grave il fatto che con l'altra lui scopi bene come con Anna non ha mai fatto. Che bella questa riflessione, ho pensato leggendola. La Stancanelli mi stupisce, esce dagli stereotipi e fa un ragionamento considerato tradizionalmente “da uomo”. Perché Anna, a quella cosa detta da un amico a Davide (che una volta che trovi una con cui scopi così bene non riesci più a tornare indietro) ci crede. Allora perché nel finale il libro si perde in una inutile violenza che vorrebbe probabilmente essere catartica ma che io trovo, appunto, inutile? E perché Anna diventa di fatto una ninfomane? Non so, questa cosa non mi convince. Se il sesso deve essere condivisione, anche fine a se stessa e senza altro innamoramento che non sia quello del corpo, non può essere comunque una condivisione con chiunque, altrimenti cesserebbe di essere così speciale.

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    Erika

    15/09/2016 16:39:02

    Ormai il Premio Strega è diventato un modo per conoscere i libri da non leggere. 'La femmina nuda' è di una banalità, sia a livello contenutistico sia di stile, sconcertante. Va bene il diario privato che diventa pubblico, ma questo è davvero troppo. Non perdete tempo, leggete altro.

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    Floriano

    28/07/2016 08:04:35

    Una baggianata colossale, del tutto dimenticabile e sconsigliabile

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    Deborah7070

    22/07/2016 11:27:19

    La storia ha il merito di entrare subito nel vivo. Racconta la caduta all'inferno di una donna, non più giovanissima, a causa della fine del rapporto con il suo compagno che l'ha tradita. Descrive, attraverso le parole scritte all'amica Valentina i suoi sentimenti e le sue azioni che la portano a percorrere strade mai battute prima. Il linguaggio forte è parte integrante del racconto. La scurrilità e le immagini di sesso descritte sono un mezzo per farci intuire il suo stato d'animo e il cambiamento che sta avvenendo in lei. Il ritmo è incalzante ed è impossibile non lasciarsi coinvolgere dagli stratagemmi che inventa per pedinare, spiare ed entrare furtivamente nei profili on-line di Davide il suo ex compagno. Più sono i dettagli che scopre maggiori sono i colpi che infligge al suo corpo. Meno credibile la seconda parte, dove mette in atto un piano per avvicinare, senza rivelare la sua identità, la nuova compagna del suo ex. Consigliato.

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    L.

    16/07/2016 19:21:12

    Non vale la carta su cui è stampato.

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    Giuseppe Magnone

    11/07/2016 11:30:17

    Protagonista della storia Anna una donna sulla quarantina e voce narrante che racconta alla sua amica Valentina tutte le sue vicissitudini, che affronta a seguito della scoperta della fine della sua relazione con Davide, suo fidanzato. Il titolo rende l'idea di come Anna, subendo l'allontanamento di Davide, si spogli in pieno di tutto, no solo dal punto di vista fisico ovviamente, si svilisca nel suo profondo, si accanisca in maniera patologica ossessiva, complessiva, nel cercare di capire le ragioni di un rifiuto, di una rottura che implica una ricerca continua sia dentro di se che fuori di se. La storia di Anna è una storia comune, un dramma reale, di donna abbandonata dal partner, raccontata con precisione millimetrica dall'autrice. Unica nota che mi permetto di fare è relativa al linguaggio utilizzato, spesso troppo scurrile, adatto solo ad un lettore adulto e maturo nell'apprenderne il vero significato. Termino dicendo che questo romanzo era finalista allo Strega 2016, non ha vinto il premio come sappiamo, ma l'autrice merita un plauso per aver saputo affrontare, spogliandolo in toto, un tema molto difficile come quello delle conseguenze subite dalla fine di una storia d'amore. Consigliato Di Giuseppe Magnone

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    Mario

    04/07/2016 00:41:59

    Irriverente e sboccato, ma anche delicato e sensibile. La storia del processo di autodistruzione e rinascia di una donna che scopre il lato più vile di se stessa in seguito alla fine di una relazione. In un crescendo di pathos, tragedia e ironia, Elena Stancanelli ci conduce verso la catarsi di un lieto fine crudele.

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    Donatella

    29/06/2016 08:00:30

    Come certi testi possano diventare finalisti del Premio Strega è un vero e prorpio mistero! Tema scontato e inflazionato ( il tradimento ), volgarità inutili e ripetutamente ostentate, stile da principianti.

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    Rory

    31/05/2016 10:17:15

    Spesso volgare e anche poco gradevole.

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    Alessandra

    06/05/2016 11:15:01

    L'ho letto appena un paio di settimane fa e vorrei recensirlo, ma non ricordo più di cosa parla. Non una frase, non una scena degna di rimanere in mente per più di qualche ora. Decisamente anonimo, per giunta un po' volgare. Non è con titoli come questo che la "Nave di Teseo" può prendere il largo.

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    lina

    04/05/2016 20:56:00

    veloce, crudo, disincantato. estremo eppure verosimile (se ci siete passati lo capirete). il dolore del tradimento con la sua faccia più disturbante, ma con in più quel pizzico di autoironia che addolcisce l'amaro boccone.

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    Dora

    18/04/2016 14:10:23

    Imbarazzante. Tirato via, scontato, scritto male e anche un bel po' presuntuoso. Il tutto coronato dalla più brutta veste grafica mai vista negli ultimi anni (cosa che condivide con gli altri libri Nave di Teseo, inconcepibile che si possa lanciare una nuova casa editrice senza darsi una veste grafica decorosa). Molto male.

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Il nostro presente multimediale ha unito le più avveniristiche tecnologie con il più arcaico, eruttivo, incostante e inspiegabile dei sentimenti umani: l’amore. Con implicazioni in molti casi seduttive, in altri ossessive e disfunzionali, a volte fortemente limitative della complessità che ci portiamo dentro. Intorno a questo nodo di problemi Elena Stancanelli ha costruito il suo quarto romanzo. Vi ritroviamo Anna e Davide, che nel precedente libro della scrittrice fiorentina, Un uomo giusto, avevamo visto affrontare i momenti che precedono una relazione sentimentale, fino a mettere le rispettive vite l’uno nelle mani dell’altra. Cinque anni dopo, ormai ultraquarantenni, la loro relazione è finita. A raccontarlo è Anna nella lunga lettera-confessione alla sua amica Valentina, che compone il romanzo. Davide l’ha tradita più volte, in particolare con una ragazza più giovane, che lei chiama Cane, perché possiede un cagnolino, un meticcio, di nome Cane. Ad Anna non resta allora che “cullare” il “cadavere” del suo amore e andare incontro a una mutazione da “donna razionale, complicata, solitaria” a donna disfunzionale. Smette di mangiare e di dormire. Usa e abusa di alcool e psicofarmaci. Inizia per Anna “un anno nel regno dell’idiozia”, in cui compie “cose orribili e dementi”. Diventa una cyberstalker, utilizzando tutti gli strumenti di potere forniti da internet: entra nella casella di posta di Davide, poi nel suo account Facebook e passa le giornate a leggergli le chat. Ma soprattutto fa della rivale Cane il suo fantasma personale, una sorta di mostro, ricavato dall’assemblaggio di immagini e di informazioni riprese dalla rete, oltre che dalle proprie fantasie. un “mostro” da eliminare, che Anna identifica per lo più con la foto della sua vagina, oggetto di traffici di sexting con Davide, finalizzato non tanto a trasmettergli eccitazione, quanto a fornire “un’indicazione di disponibilità, una proroga della disponibilità”. L’unica ancora di salvezza dinanzi a questa deriva virtuale è il corpo in tutta la sua materialità, in tutta la sua “nudità”, come ricorda il titolo del romanzo.

Se la società occidentale moderna ha cancellato tutte le manifestazioni concrete del corpo, riducendolo a simulacro e privilegiando le strategie di distanziamento da esso, e quindi il senso dello sguardo, a scapito dell’olfatto e del tatto, se internet e i social costringono gli utenti a costruire identità fittizie a danno della propria, non resta, ci avverte Stancanelli attraverso le parole del suo personaggio, che tornare al corpo stesso, eleggendolo a unico principio di responsabilità: “Senza il corpo, cioè nude anime o nudi niente, contro cosa dovremmo sbattere per fermarci? (...) Il corpo scarta. Si ammala, ti molla in mezzo alla strada, ti stordisce. Ma a volte, senza che tu te ne accorga, ti porta in salvo, lontanissimo”.

Recensione di Vito Santoro


Finalista al LXX Premio Strega. Vincitore del Premio Caccuri - Narrativa 2016. Presentato da Francesco Piccolo e Silvia Ronchey.

Il nuovo, atteso romanzo di Elena Stancanelli è la storia di una donna che, nella forma di una confessione spudorata alla propria migliore amica, racconta il lato oscuro di ogni donna.

«Questo romanzo non è perbene, e contiene una verità che ci riguarda (...)». Annalena Benini, "Il Foglio"

«L'autopsia di un corpo vivo. L'esame dell'anatomopatologo su un cuore che pulsa, però altrove.» Concita De Gregorio, "La Repubblica"

«La femmina nuda è il libro più bello di Elena Stancanelli.» Francesco Piccolo, "La Lettura" del "Corriere della Sera"

Le hai scritto ti amo, gli ho detto. Ti amo da impazzire, ti rendi conto? Per quale ragione continui a dire di essere innocente e per quale ragione vorresti stare con me se sei innamorato di un’altra? Ti amo non vuol dire un c***o, mi ha detto. Come sarebbe non vuol dire un c***o. Niente, è solo un modo di dire.

Questo fulmineo racconto è il disilluso rapporto autoptico della fine di un amore, ma anche un riuscito affresco delle manie della donna italiana, interpretate con amarezza e cinismo dalla Stancanelli. Il merito dell'autrice sta nell'essere riuscita a rappresentare con grande ironia lo stereotipo, in negativo, della donna contemporanea, dinamica ed emancipata, in grado di commettere adulteri innocenti poiché portatrice di una sensibilità femminile moderna, in cui il tradimento è ammesso come riscossa di genere, una colpa livellatrice che equipara i generi verso il basso.

La protagonista del romanzo è Anna, una donna realizzata e indipendente, capace di qualche innocua scappatella, un personaggio talvolta sgradevole che si scopre improvvisamente incapace di vivere oltre il riflesso di una relazione malsana con un uomo a sua volta adultero.
Il rapporto aperto pareva funzionare in teoria, nella sua disfunzionale complessità, ma quando Anna scoprirà l'identità di un flirt del compagno, in lei si scatenerà un trauma in grado di innescare una graduale discesa verso gli inferi di un’ossessione morbosa.
Un incubo fatto di accessi non autorizzati agli account del social network del compagno e di ore passate davanti allo schermo a monitorarne gli spostamenti per studiare la geografia dell’adulterio, fino ai pedinamenti della rivale, chiamata con disprezzo Cane. La contendente è una ragazza come tante altre, un’ulteriore fonte di frustrazione per Anna, incapace di carpire le ragioni del tradimento. Cosa avrà di tanto speciale quella insulsa ragazzina dotata di quel mostruoso chihuahua ibridato a chissà quale altre cagnetto? Nel frattempo l’anoressia è alle porte, l’alcol e gli psicofarmaci come unico sostentamento, l’assuefazione all’insonnia conclamata. L’orgoglio invece irrimediabilmente vilipeso.
Il testo si presenta come una lunga lettera all’amica Valentina, la destinataria del minuzioso resoconto delle follie commesse dalla protagonista per gelosia, la testimone dell’ammissione di un reato, lo stalking, perpetrato ai danni di Davide, il compagno fedifrago.
La confessione ha finalità terapeutiche, uno sfogo per esorcizzare una femminilità umiliata, come se Anna avvertisse di avere offeso non solo se stessa ma l’intero genere. Infatti Valentina non ha contorni reali, pare immaginaria, quasi a voler incarnare l’universo sesso femminile, un interlocutore astratto a cui chiedere perdono per le bassezze compiute e per l’incapacità di vivere senza un uomo.
Davide, come l’amica Valentina, non è tratteggiato a sufficienza per suggerire al lettore una psicologia dettagliata del personaggio. Sembra anch’egli un simbolo più di una reale persona, un archetipo dell’uomo inconsciamente erotomane, quasi non avesse colpe per quello che è, in quanto fatalmente maschio.

Da questo brevissimo libro della Stancanelli, un certo tipo di donna italiana – di mezza età, lavoratrice, mediamente acculturata - esce a pezzi, canzonata con enfasi e ironia per il conformismo, per il linguaggio fintamente trasgressivo e l’incapacità di immaginarsi sobriamente single, ma l’autrice sembra voler offrire una via d’uscita nel recupero di una solidarietà di genere, l’unica ancora di salvezza capace di tutelare la donna dall’anaffettività del moderno rapporto di coppia.