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Nicola Lagioia

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 411 p. , Brossura
  • EAN: 9788806229597
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Recensioni dei clienti

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    Federica

    03/01/2017 11.59.30

    Libro dallo stile impeccabile, mi ha ricordato i grandi classici. All'inizio un po' lento ma la magistrale struttura narrativa tiene incollati alle pagine che scorrono man mano che si procede. Non sono appassionata del genere ma questo libro è a mio modesto parere un capolavoro, e come tutti i capolavori parla della miseria umana. Erano anno che lo avevo adocchiato, da buona pugliese, ma solo adesso mi è capitato di leggerlo. Lo consiglio vivamente, ma solo per chi ha "palato fino".

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    Rosalba

    08/09/2016 19.14.33

    La trama all'inizio sembra intrigante,poi diventa ripetitiva e noiosa.Finito con tanta buona volontà

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    Domenico

    20/08/2016 16.23.46

    Abbandonato e ripreso,ripreso e poi riabbandonato, non lo so non riuscivo a comprendere niente scarsissimo è deludente

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    lettore4

    15/08/2016 12.30.23

    Una precisazione: il voto che avrei voluto dare al libro è più basso, ma di fronte a una media del 2, ho cercato di contribuire verso l'equità. Perché "La ferocia" ha molte qualità, assieme a indiscutibili difetti che già sono stati elencati da altri lettori e ai quali mi associo in parte. E' pedante? Sì, lo è. Lo stile è artificioso e involuto? Sì, talora. Ma, a mio avviso, tutto ciò non nuoce più di tanto all'intelligibilità della storia, avvincente e con un ritmo sostenuto. Direi, anzi, che in un momento storico in cui la cura formale degli autori è pressoché inesistente, questo romanzo viene a dare una speranza. Raramente l'autore si abbandona a un vocabolo trascurato o a un aggettivo banale e questa sua attenzione non è formalismo, è stimolo a fermarsi sulla frase e rileggerla per penetrare nel mondo descritto. Quindi non è affatto noioso il racconto, ben descritti sono alcuni personaggi. Non mi convincono, invece, alcuni punti e non mi spiacerebbe avere una risposta da chi ha apprezzato molto il libro: 1) gli episodi del passato: qualcuno ha capito quale sia stata la frase, detta dal corteggiatore di Clara che accompagnava lei e Michele in macchina, che ha tanto offeso la protagonista? Qualcuno ha capito che cosa sia successo di così tragico nella palestra mentre Clara usa la lampada UVA e l'uomo torna con le pizze? Piccolezze? Può darsi, ma se un autore le inserisce nella trama, ha il dovere di spiegarmele. 2) La trama e i fili che non si congiungono: mi spiegate perché Clara ha sposato Alberto? Perché in quella casa nessuno parla mai della sua morte? Perché, durante il funerale, l'amante accarezza il cadavere se è appurato che non la ama? Perché la sorella s'inventa l'account su Twitter per poi abbandonarlo= A che serve la figura del fidanzato? Mi fermo qui, ma i miei perché sono ancora tanti. Per mettere in luce un calderone di storie collaterali, personaggi inutili, descrizioni di paesaggi, animali etc che fanno gridare "E' troppo, basta!"

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    Clara

    09/08/2016 22.34.04

    Libro molto deludente, assolutamente non consigliato. È scritto in una maniera pesante e difficile da seguire, anche per un'appassionata di lettura come me. I personaggi sono così esagerati da essere completamente irrealistici, fuori di testa uno peggio dell'altro. L'unico aspetto vagamente interessante è la descrizione di Bari; per questo unico elemento comunque non vale certo la pena di leggere/comprare questo libro - soldi buttati e tempo perso!

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    Cristiano Cant

    03/08/2016 09.00.16

    Restio a correre dietro alle novità,al recente, all'ultimo,restio insomma al prendibile,al vicino,ad andar dietro ad autori viventi (adesso esagero, ma è la verità),come se la stella sul petto sia in letteratura un sigillo unicamente dato dal tempo(preconcetto estremissimo,tuttavia è spessissimo così..).Ma la vita distrae e sorprende con ironici smacchi dietro l'angolo, mosse elementari fuori da gesta eccelse o visioni o patine di leggenda esaltate o maledette.Romanzo splendido,magnifico quadro dei disastri sociali e interiori di una famiglia straniera a se stessa, una tavolozza umana schiava di morali colpevoli, di obbedienze avvilenti,nel ventre di un Sud come scolpito in un lerciume che vale oro colato.Il verme della diversità nella nobile accidia di Michele,l'arrivismo sordido di Ruggero,l'intelligentissima infelicità di Clara,nervo e asse di ogni movimento di pagina.Scirocchi e silenzi,sguardi come abusivi resi magistralmente,il taglio del peccato,della rozza vanteria borghese in una trama in cui il dover essere più tristemente malato accosta le geometrie del capolavoro.Come a tarare in una prosa sofferta i suoi anni di formazione,il visto, il toccato e respirato personali,Lagioia non spreca e non trattiene,misurando in una scrittura bellissima tutta la sapienza che la crudeltà umana chiama a testimone dei propri misfatti,"il debole inchiostro degli eventi".La necessità di ovattare ogni etica nel suono dell'affarismo,l'amore come una fredda comparsa nel gioco degli incontri:"il vero amore che non è pareggio di bilancio,non cura dell'altro né di se stessi.Dare all'amato ciò che non si ha e ritrovare nel nulla che si riceve il troppo che non sarà ricompensabile".Romanzo del Sud e del destino del Sud, di fioca pesantissima omertà e di impuniti sofismi,romanzo della"verità come numero mancante",di una ragnatela familiare come già uccisa dentro."I parenti di sangue non si stancano di interrogarci.Depositano in noi la loro voce,e questa parla mentre sono assenti".

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    Piera

    20/07/2016 09.33.41

    La maggior parte delle recensioni dei lettori mi sembrano negative mentre lo leggevo mi sono chiesta come fosse possibile aver vinto il premio Strega

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    MARIA ANDREINA

    08/07/2016 08.04.50

    Pesantissimo,presuntuoso,in una parola: brutto. Non sono riuscita a finirlo. Soldi buttati.

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    Domenico

    14/04/2016 21.55.24

    abbandonato molto presto e senza rimpianti. libro semplicemente brutto, inutile proseguire in una lettura orrenda.

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    Lena

    09/04/2016 23.18.38

    Il peggior libro che abbia mai letto, e io ne ho letti tanti. Se solo l'autore l'avesse sottoposto a un po' di editing... invece, lui che editor ci è, ha lasciato che la sua prosa involuta e inutilmente complicata avesse il sopravvento. La ferocia, che è poi rivolta soprattutto al lettore che incappa in questo romanzo, è la dimostrazione di quanto per vincere il premio strega sia necessario avere peso politico nella parrocchia letteraria, vale cioè più essere una personalità che scrivere un gran romanzo. Preferisco a questo punto di gran lunga Fabio Volo. A Volo almeno lo premiano i lettori. Quanti lettori premeriebbero questo romanzo? Gli amici degli amici di Lagioia?

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    Margherita

    03/03/2016 10.47.03

    Libro feroce, come feroci sono, ognuno a modo suo, i componenti della famiglia Salvemini. La prosa, che inizialmente può apparire disorientante, serve invece, secondo me, ad accompagnarti nel mondo reale e mentale dei personaggi. Credo proprio che Michele e Clara rimarranno con me per un po'.

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    Paola C

    15/02/2016 18.13.38

    Prosa pesantissima a trama confusa, più volte ho pensato di interrompere la lettura. Ora che sono riuscita con improba fatica a terminare il libro, oltre alla gioia di non dovermi più sottoporre a tanta tortura, mi è rimasto per giunta davvero poco. Lo sconsiglio vivamente.

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    ELSA

    06/02/2016 07.12.32

    Ho finito il romanzo solo perché era fissato per il nostro gruppo di lettura, altrimenti non avrei superato pag 30; e il fatto che sia uno Strega è il solo motivo per cui è stato scelto e letto. A giudicare dalle recensioni medie, forse i lettori non ne avrebbero altrimenti decretato la gloria e l'avrebbero archiviato con sollievo e senza nostalgia. Credo che questi premi funzionino da vestito dell'imperatore, visibile solo da un pubblico 'superiore', e che il desiderio di far parte di questi privilegiati influenzI più di qualche voto positivo. L'idea che un linguaggio involuto, confuso e volutamente criptico voglia essere contrabbandato per virtuosismo, non solo mi irrita, ma mi indigna apertamente. A questo proposito, il mio sospetto è che lo scrittore, se direttamente interpellato per spiegazioni su qualche passaggio, non avrebbe lui stesso idea di quel che voleva dire, ammesso che avesse voluto dire qualcosa. La ferocia, certamente connessa alle vicende e ai personaggi, è anche collegabile all'autore di cui a ogni pagina si coglie lo sforzo sovrumano di sottolineare quanto lui sia dotato di una superiorità intellettuale, stilistica e contenutistica che il povero lettore: o capisce e apprezza, o è condannato all'inadeguatezza di non capire interi passaggi, che tenta vanamente di rileggere. Da questo gioco perverso mi sono protetta considerando il romanzo come libro comico e leggendone a voce alta a mio marito i passaggi più altisonanti, circonvoluti e vuoti di significato, e ridendone insieme.

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    matteo

    13/01/2016 10.13.04

    Scritto bene. Originale la trama. Lettura abbastanza scorrevole. Uno dei pochi premi Strega che sono riuscito a leggere fino alla fine.

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    teresa

    03/01/2016 08.32.10

    (...) le biografie vengono scritte prima che il debole inchiostro degli eventi le renda attive e comprensibili" È un noir impegnativo. Nella Bari bene la famiglia Salvemini è ricca e molto opaca; si legge del male tramutato in ferocia, homo homini lupus. Ben scritto e " insolito"

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    Ettore Cappa

    23/12/2015 15.31.44

    L'autore lo ritrovo nel personaggio Michele, uno scribacchino psicolabile che per affascinare il lettore s'inventa una prosa lambiccata. Esempio: p.32'il bulbo che ruggiva';p.43'Gli angeli battuti a mano sul parafuoco del camino';p.49'l'ossessione computazionale';p.64'Il lievito dei sadducei' (rifer.alla CEI). Ed è tutto così da sembrare una comunicazione verbale da salotto del'700 senza ne capo ne coda. In questo tipo di scrittura involuta e saccente si dipana una storia slegata e improbabile di ferocia familiare e disgrazie a catena. Quanta fatica leggerlo e quanti sospetti per averlo premiato!

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    alida

    19/12/2015 18.58.48

    la lettura non è stata agevole, distensiva, piacevole. anzi. non mi ha appassionata, sebbene sia ambientato nei posti in cui sono nata e cresciuta. la trama non si capisce molto bene. i personaggi non riescono a fare breccia. io ho notato molta confusione e un che di inconcludente. non ultimo lo stile. ridondante, artificioso. mi spiace, ma non lo consiglio.

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    Chiara Sav

    28/11/2015 11.26.49

    A parte la trama che talvolta inchioda alla lettura, lo stile è pesante, allucinato ... ostile. Credo si possa fare meglio.

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    Marta Losi

    26/11/2015 20.48.14

    Romanzo terribile...ma chi ha osato accostarlo ai Buddembrook? Per dirla con Machiavelli è come voler far fare ad un asino la corsa di un cavallo.... Non c'è nulla che convinca nè l'impianto narrativo, appesantito da troppi e noiosi salti temporali,nè la caratterizzazione dei personaggi, per lo più scontati e privi di spessore e nemmeno lo stile, pretenzioso supponente, involuto... Avete provato a rileggere i passaggi involuti? E' del tutto inutile ...uno spettacolo pirotecnico a pura soddisfazione dell'autore. La virata finale verso il genere noir è del tutto gratuita,una sorta di escamotage per convincere il lettore - che avrebbe voluto mollare il libro già a pg. 100 - ad arrivare fino in fondo. Meglio così ...perchè almeno a lettura ultimata si può dire con qualche argomento in più che se questo è un Premio Strega siamo proprio mal combinati in Italia anche sul versante letterario.

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    PoorItaly

    18/11/2015 09.24.06

    Ormai non si riconosce più l'artificio dalla ricerca e dalla spontaneità. L'eccesso di individualismo e narcisismo pretenzioso stanno distruggendo l'Italia in ogni campo.

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