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    Michele Bettini

    25/03/2017 14.29.18

    Più che neorealista, terrmine che per me non ha alcun significato, direi che è verista. Senza infamia né gloria. Da vedere, anche se poteva essere migliore. Non saprei come. Germi ha fatto di meglio, ma anche di peggio, Anche come attore. Da riconoscere che è sincero e onesto.

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    Gianfranco Baldisserri

    20/01/2008 17.24.49

    Uno dei più bei film della mia vita. Oltre alla maestria "tecnica" di regista e attori, un film di grande valore etico.

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    HULK

    12/12/2007 13.59.20

    Oltre al contenuto ben documentato e descritto, nei commenti precedenti. Si tratta dello stile che fa del ferroviere un film modernissimo, lotanissimo dalle istanze del piano sequenza, visto come segno cinematografico neorealista. Prondità di campo, uso quindi di grandangoli, il locomotore è vivo, Germi risalta come il capitano di un translatantico. Un film dallo stile 'Americano' nel senso nobile del termine, grande maestria tecnica che passa sempre in secondo piano, quando si tratta di Germi.

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    Silvano

    19/11/2006 21.11.19

    Un vero capolavoro. Una interpretazione realistica ve lo posso assicurare. La vera vita di un ferroviere macchinista, il lavoro, l'incidente, il sindacato, il rapporto con i compagni. Nel guardare il film rivivo (nella parte di lavoratore) i miei 30 anni di lavoro di vero macchinista (ora in pensione).

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    SerJoe

    09/05/2006 16.21.18

    In una povera Italia del dopoguerra che appena comincia a lasciarsi alle spalle la primitiva cultura contadina, il film apre un crudo spaccato sulle miserie che ancora circondano la famiglia operaia e sottoborghese che, sebbene di stampo ancora patriarcale, già accusa i primi desideri di emancipazione dalla figura del padre-padrone. In una casa in cui la donna è solo una silente cenerentola si consuma il dramma di un macchinista ferroviario avvinazzato e violento il quale, dopo avere investito col treno un suicida sui binari e sfiorato il disastro ferroviario, assistito al tradimento della propria figlia nei confronti del marito ed alla conseguente separazione nonché fallito con l’educazione del figlio maggiore, si isola dalla famiglia e dagli amici, perde il rispetto di se stesso e si comporta da crumiro nel corso di una lotta sindacale chiudendosi quindi in una straziante solitudine interiore dalla quale, ormai già minato da grave malattia, riesce infine ad uscire proprio grazie all’amore ed alla solidarietà di coloro che aveva maggiormente respinto e sottostimato, concludendo la propria disgraziata esistenza in un momento di finale serenità e riacquistata speranza. Un granitico Pietro Germi, vero operaio degli anni cinquanta, che meglio non avrebbe potuto attagliarsi alle caratteristiche fisiche ed umane del personaggio, insieme allo struggente motivo musicale conduttore di Carlo Rustichelli, faranno versare più di qualche lacrima a coloro che, avendo i capelli d’argento, potranno avere visto e forse vissuto le drammatiche contraddizioni del periodo storico in cui il film è ambientato, mentre i giovani, se saranno in grado di capirlo ed apprezzarlo, non potranno che trarne una grande lezione di vita. "Il Ferroviere" era, e rimane comunque, un capolavoro del cinema che merita, forse oggi più che mai, di essere visto. Sergio P. Di Stefano

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    Marla

    25/04/2006 04.14.24

    Un film italiano del 1956 che parla di mancata comunicazione nella famiglia, di disagi, rancori accumulati, alcoolismo, veramente un film insolito per quegli anni. Il ferroviere Andrea Marcocci affronta una crisi sul lavoro ed in famiglia e ne uscirà rinnovato, il suo ultimo Natale per riconciliarsi finalmente con la vita prima di lasciarla. Notevole la descrizione della moglie di Andrea, per gli anni in cui il film è girato, donna rassegnata vittima del marito che conosce e consiglia anche alla figlia la via della sopportazione.

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    I Galiza

    23/10/2005 22.03.07

    Meraviglioso. Bellissima arte.

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    Lorenzo Catania

    23/10/2005 14.59.52

    Subito dopo la popolarità e i consensi della critica conquistati con i film "In nome della legge" e "Il cammino della speranza", inizia per Pietro Germi un periodo di profondo disagio e di crisi artistica superati con la regia del film "Il ferroviere". Critico nei confronti del cinema del "neorealismo rosa" e della cosiddetta "arcadia romanesca", attardato a una rappresentazione falsamente popolare e artificiale dell'esistenza, improbabile, nel "Ferroviere" gli operai osservati nel loro "privato" e nei luoghi di lavoro, alle prese con vertenze sindacali e scioperi cominciano ad avere spazio adeguato e non convenzionale. Diventano i protagonisti di un universo metropolitano dove si scatenano conflitti familiari e sociali laceranti e irrisolti, che trovarono spettatori attenti tra gli intellettuali comunisti meno condizionati dall'ambiente cinematografico zdanovista-alicatiano. Il giovane Elio Petri, in seguito autore di "La classe operaia va in paradiso", affascinato dalla sincerità e dall'umanità con cui Germi rappresentava gli operai, sfidando il conclamato anticomunismo del regista, gli aveva scritto una lettera aperta apparsa sul quindicinale comunista in odore di eresia "Città aperta" del 27 maggio 1957, per coinvolgerlo nella comune battaglia per un tipo di cinema attento ai problemi del tempo e ai bisogni del pubblico dopo l'esaurirsi della stagione del neorealismo. Antonello Trombadori, direttore di "Il Contemporaneo", insieme al critico letterario Carlo Salinari e allo storico Paolo Spriano, mandava a dire a Togliatti, in una lettera rimasta inedita:"Veniamo proprio in questi giorni dall'aver visto un film italiano assai bello e commovente: Il Ferroviere... è un film pervaso in ogni sua parte di sincero spirito socialista... attraverso le personali vicende di un macchinista delle Ferrovie dello Stato esprime un'opinione sincera sulla vita e sui rischi del lavoro nell'Italia del 1956".

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  • Produzione: Surf Video, 2005
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Durata: 120 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 1,33:1
  • Area2
  • Contenuti: trailers; foto; biografie: biofilmografia di Pietro Germi