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Ugo Pirro

Collana: La memoria
Anno edizione: 1999
Pagine: 172 p.
  • EAN: 9788838915208

I treni e le stazioni sono stati semmai gli sfondi di vicende romanzesche e letterarie (e da tempo anzi tendono addirittura a sparire dalla nostra immaginazione, come il nerofumo o il rumore della rotaia è sparito dal nostro viaggiare). Ma in Figli di ferroviere il rapporto è invertito. Come in una piccola epopea di un popolo scomparso, i tre bambini e le altre tribù di ferrovieri («A noi figli di ferroviere piaceva cambiare città, casa; allontanarci dai luoghi in cui stavamo e che non sentivamo mai nostri. Come se vivessimo sui treni, alla pari dei nomadi») intrecciano a tal punto le loro storie dal «secolo breve » col mondo ferroviario che sembrano queste lo sfondo, su cui, sommessamente, nostalgicamente, i treni e le stazioni chiedono di acquistare vita.

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    Pino Chisari

    24/02/2015 13.19.42

    Noioso. Proprio come le sue lezioni del corso di sceneggiatura degli anni '80. Difficile conciliare questo testo (ed il relatore del corso di allora) con lo sceneggiatore di film assai belli e interessanti. La narrazione è piuttosto piatta e monotona, le descrizioni approssimative, il ritmo narrativo assente. Giusto nel finale, con gli episodi relativi alla guerra, si trova una qualche vivacità. Ma decisamente troppo poco.

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