Figlio della fortuna

Anne-Laure Bondoux

Traduttore: F. Capelli
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 1 marzo 2010
Pagine: 206 p., Rilegato
  • EAN: 9788821568091

Età di lettura: Da 13 anni

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Descrizione

Il nuovo romanzo di Anne-Laure Bondoux, un viaggio alla ricerca delle radici e della felicità. Kumail è un ragazzino che vive in un vecchio edificio diroccato nel cuore del Caucaso infestato dalla guerra. A prendersi cura di lui c'è Galya, che lo ha salvato da morte certa quando era ancora in fasce. Kumail non si chiama veramente Kumail, ma Blaise Fortune ed è cittadino francese. Quando scoppiò la guerra il treno su cui viaggiava insieme a sua madre fu vittima di un attentato terroristico e i due vennero separati; ma Galya ha promesso di riportarlo a casa, a Parigi. Il confitto divampa e Kumail e Galya si mettono in cammino: tra mille pericoli e peripezie, dopo aver viaggiato, essere stati traditi e abbandonati, i due trovano il modo di arrivare fino in Francia, ma a giungere a destinazione è solo Kumail, che viene spedito in un orfanotrofio: che fine hanno fatto Galya e sua madre? Per ottenere le risposte che cerca Blaise dovrà tornare in Caucaso, da adulto, da cittadino francese. Anne-Laure Bondoux è nata nel 1971 e vive nella provincia di Parigi. Età di lettura: da 13 anni.

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Recensioni dei clienti

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    ru

    23/04/2011 15:26:42

    Un romanzo che parte in punta di piedi e ti trascina nel suo cammino facendoti vivere mille emozioni!!!!!

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    gianluca guidomei

    02/05/2010 11:37:32

    Una meraviglia. Anne-Laure Bondoux non si smentisce. Le sue opere raccontano sempre il cammino. E il cammino di un bambino è forse il modo migliore per raccontare la vita. Un romanzo è sempre un'invenzione, ma il grande scrittore lo trasforma in realtà, in verità. Pinocchio non era un burattino. E Blaise Fortune non è il personaggio di un libro. Come Momo non era il protagonista di "La vita davanti a sé" di Romain Gary. Sono più veri della realtà. Blaise Fortune fugge da una delle tante guerre caucasiche. Lo accompagna Galya, la ragazza russa che l'ha cresciuto con il racconto della sua infanzia, del suo salvataggio miracoloso dopo il "Terribile Incidente". E' un cittadino francese, e Galya è là che vuole portarlo. E allora camminano, si raccontano, incontrano persone che li accolgono, che li tradiscono, che li aiutano. Conoscono solidarietà, fame, freddo, paura, quel po' di calore umano necessario a non cadere tra le braccia della "disperanza". Che cos'è questa "disperanza"?: "E' invisibile e si insinua ovunque. Se non fai niente, se non reagisci, ti rosicchia l'anima fino all'osso." Il "nostro" mondo è attanagliato dall'apatia; siamo vecchi, stanchi, talmente pigri da reinventarci cammini spirituali, per non annoiarci, perché non abbiamo bisogno di metterci in viaggio, di scappare dalla guerra, dalla paura. E quando incontriamo qualcuno che vive scappando lo chiamiamo clandestino, zingaro, extracomunitario, negro. Abbiamo dimenticato che: "Bohème è una parola che indica che si è sempre liberi e che si possono varcare tutti i confini". E' incredibile che nel terzo millennio sia più facile attraversare i confini fisici di uno stato, che abbattere gli steccati dei recinti mentali degli uomini. Ma Bondoux non si fa vincere dalla "disperanza":"Vedi", mi sorride Galya,"non bisogna mai smettere di credere nel genere umano. Per uno che ti fa lo sgambetto, se ne trovano a decine che ti aiutano a rialzarti. Essere felici è sempre caldamente raccomandato, Monsieur Blaise!".

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