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Lois Lowry

Traduttore: S. Congregati
Editore: Giunti Editore
Collana: Y
Anno edizione: 2013
Pagine: 384 p. , Rilegato

Età di lettura: Young Adult.

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31 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Fantascienza - Fantascienza

  • EAN: 9788809776999

Recensioni dei clienti

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    Stefania

    21/03/2013 09.45.07

    Mi si spezza sempre un po' il cuore quando una serie si conclude. "Il figlio" infatti è il quarto volume della tetralogia distopica "The Giver" nata dalla penna della statunitense Lois Lowry. Questo è il quarto, e forse il più toccante dei quattro capitoli. Incentrato prevalentemente su Claire, va a chiudere l'intreccio dei fili creati dalle vite dei diversi personaggi incontrati in precedenza. Ritroviamo infatti Jonas e Kira e anche Gabriel, tre dei personaggi a cui ci siamo maggiormente affezionati nei volumi precedenti, ma incontriamo di nuovo anche una presenza inquietante comparsa ne "Il Messaggero" (il direttore del baratto). Un romanzo che parla d'amore, della forza e della tenacia di una madre decisa a proteggere e riprendersi suo figlio. Una serie definita young adult che può venire apprezzata benissimo anche da un pubblico di lettori più maturo proprio per le tematiche affrontate. Mi è piaciuta molto e piacerà senz'altro anche a voi se cercate dei romanzi che rompano gli schemi dei classici ya: qui non troverete la solita cotta adolescenziale o il solito amore impossibile, ma la vera forza dei sentimenti di fronte alla coscienza di un futuro votato alla scienza e alla tecnologia... Arrivata all'ultima pagina sono contenta di aver letto tutta la serie. È servita per riflettere e farmi emozionare. Pensate che addirittura The Giver è entrato a far parte dei programmi scolastici di Stati Uniti, Canada e Australia. Vi consiglio vivamente di leggere tutta la serie.

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    Sara Booklover

    13/03/2013 17.48.01

    Quarto e ultimo romanzo per la serie distopica "The Giver" che come di consueto è incentrato su un protagonista inedito, per poi riallacciarsi con personaggi già conosciuti nei precedenti libri. Il romanzo è diviso in tre parti. Nella prima parte, quella introduttiva, facciamo un passo indietro nella storia, ritorniamo al mondo di Jonas, quel mondo apparentemente perfetto ed asettico del primo libro, ma questa volta il punto di vista cambia completamente prospettiva, portando il lettore a conoscere Claire, una ragazza designata dalla sua società con il compito di "anfora", ovvero una partoriente. Chi ha già letto e apprezzato "The Giver" avrà modo di rivivere alcune scene secondo un altro punto di vista. Lo stile dell'autrice è inconfondibile, tratta argomenti interessanti intessendo una trama complessa ma di facile apprendimento, come di consueto non delude e offre spunti di riflessione che portano il libro ad essere categorizzato non solo come un distopico ma anche come un romanzo di formazione, anche se devo ammettere che rispetto ai libri precedenti in questo ho notato un segno di stanchezza in più, in quanto a mio avviso, la seconda parte del romanzo che dovrebbe esserne il fulcro, si trascina un po' e appare un po' meno geniale e avvincente rispetto a quello che mi aspettavo. Nella terza parte ho invece notato un miglioramento, qui tutti i fili si riallacciano all'intera trilogia, si ritrovano i protagonisti e i personaggi principali dei volumi precedenti e la storia chiude quindi il cerchio con un epilogo adeguato ad ogni auspicio, aggiungendo anche una piccola componente fantasy, caratteristica forse un po' stonata rispetto al resto della storia, ma essendo un elemento presente in piccola parte anche negli altri libri, l'ho trovato coerente con lo stile generale dell'intera serie. In definitiva un buon romanzo YA, non eguaglia la magnificenza del primo libro ma è da leggere per tutti coloro che già conoscono l'autrice e gli scorsi romanzi.

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    Eleonora89

    12/03/2013 14.06.37

    E' una poesia, quest'ultimo capitolo della saga distopica di Lois Lowry. I personaggi e le storie dei tre volumi precedenti si riuniscono qui in un unicum che spiega molte cose, chiarisce i punti rimasti in sospeso e dà un senso (morale, soprattutto) all'intera vicenda. Mi piace molto l'idea di collocare questi piccoli mondi - la Comunità, il Villaggio, la cittadina di pescatori dove vive Alys - in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio: in tal modo, è come se l'autrice dichiarasse che tutto ciò che è raccontato, tutti gli orrori - ma anche le gioie - che si verificano in quei luoghi, possono avvenire ovunque, in qualunque momento. Questo quarto volume mi è sembrato un po' più lento, ma anche più poetico e delicato, dei precedenti. L'amore materno la fa da padrone, governa la storia e ne tira le somme e - cosa meravigliosa - la Lowry racconta quest'amore attraverso la sua assenza. Sia Claire che Gabe (suo figlio) amano ardentemente una grande mancanza - il figlio per l'una, la madre per l'altro. Ecco, bisogna essere nella giusta disposizione d'animo per leggere questo libro. Prendetevi il vostro tempo e entrate - "immedesimatevi", come fa Gabe - nei personaggi. Vivete questa storia, perché merita e perché ha moltissimo da dire - da dare.

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    Monica

    11/03/2013 11.49.54

    Ebbene siamo arrivati al quarto episodio della saga di The giver, e il cerchio si chiude. Il figlio è il romanzo di chiusura di questa splendida quadrilogia di Lois Lowry (gli altri: The Giver, Gathering Blue e The Messenger). Ritroviamo subito la società del primo libro della serie, dove regnano incontraste l'obbedienza cieca alle regole, il conformismo, la passività, la freddezza, l'apatia e l'indolenza, ma nella seconda (e terza) parte del libro c'è spazio anche per un pò di speranza, altre comunità che non sono certo perfette (ricordiamoci sempre che l'autrice ambienta questa storia in un futuro distopico), ma almeno vi si trova un briciolo di umanità e benevolenza, e proprio per questo il Male cerca in tutti i modi di farsi spazio, tentando e ingannando. Il libro è scritto molto bene, l'autrice sa coinvolgere il lettore, ha uno stile semplice e meraviglioso ed è impossibile non rimanere incollati alle pagine. L'unico appunto, come ha fatto notare una nostra cara amica, è quel piccolo elemento fantasy, che non rovina il libro, ma crea un pò di contrasto. Roba di poco conto comunque che non rovina la godibilità del testo. Emozionante, coinvolgente, speranzoso, un libro che è catalogato come young adult ma che può essere letto dai 14 ai 100 anni, ci sono molti spunti di riflessione che possono essere applicati alla nostra società; un libro intenso, dove in un mondo in rovina vince l'amore più grande che possa esistere. Spero vivamente che la Lowry possa scrivere altro e non fermarsi a questo quarto libro anche se l'autrice ha dichiarato che sarebbe stato conclusivo della serie. Me lo auguro perchè questi quattro libri sono di una bellezza assoluta, probabilmente i migliori che ho letto negli ultimi anni.

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    Sara

    02/03/2013 14.38.31

    Ho un unico appunto da fare a Il figlio: le ultime venti pagine, che si ricollegano a Il messaggero e riportano al centro della vicenda l'elemento fantastico. Ma sono venti pagine su quattrocento: e le restanti sono bellissime, di una malinconia, di un orrore, di una bellezza pari a quelle di The giver. Con l'aggiunta di tanto, tanto amore: perchè Claire, la protagonista di questo romanzo (prima bambina, poi ragazza, poi donna), ama: in un certo senso scopre di amare, come scopre molte altre cose; e per amore è disposta a rinunciare a tutto. Un bellissimo capitolo finale, in cui tutti i fili convergono in un arazzo complesso e ricco di colori, con una piccola pecca: ma i tessitori di tappeti persiani lasciano sempre un difetto nelle loro opere, per non tenerne imprigionata l'anima: che la Lowry abbia fatto lo stesso?

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    Flynn

    26/02/2013 15.23.05

    Questa serie per me è sempre stata molto bella, in qualche modo sofisticata e raffinata, fin dal primo libro. Più andavo avanti e più si scoprivano ed emergevano gli intrecci ed i punti di contatto tra i vari personaggi e le loro vicende, più mi intrigava e affascinava. Questi collegamenti, prima nascosti o solo accennati e poi sempre più evidenti e rivelati, sono stati in alcuni casi inaspettati e sorprendenti e mi hanno coinvolto ed appassionato moltissimo. In questo romanzo in particolare Claire è alla ricerca del figlio che ha partorito e che le è stato sottratto, così come previsto dalle regole della società in cui vive. La società provvede a tutti i bisogni, perciò per la prima volta in vita sua, Claire si ritrova a desiderare qualcosa: suo figlio. Il legame che Claire ha con lui, pieno di sfumature e di amore profondo, mi ha toccato davvero molto ed è trasmesso in modo veramente intenso e dolcissimo. Nell' incredibile avventura che vivrà Claire, ricca di esperienze e scoperte fatte durante il percorso anche interiore, si scopre un' altra parte del mondo creato da Lois Lowry in questa serie. Il romanzo risulta un po' più movimentato ed avventuroso degli altri e pur essendo comunque profondo l'ho trovato meno cupo e angosciante, più positivo, si vede chiaramente una speranza, cosa che negli altri romanzi non sempre ho percepito. Oltre al meraviglioso e commovente legame tra Claire ed il figlio, ci sono anche altri aspetti ed argomenti di interesse: l'amore in varie forme, l'avventura, il bene e il male, doni particolari, quasi magici, ecc... La vicenda qui narrata temporalmente inizia in contemporanea con quella di "The Giver. Il donatore", per poi farci rincontrare anche i vari personaggi di "La rivincita. Gathering Blue" e di "Il messaggero. Messenger" e proseguire ulteriormente, dando così una conclusione a tutte queste storie, che in realtà sono una bellissima storia unica.

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