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La fine è il mio inizio

Tiziano Terzani

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Editore: Longanesi
Collana: Il Cammeo
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 17 aprile 2014
Pagine: 466 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788830440067

15° nella classifica Bestseller di IBS Libri Classici, poesia, teatro e critica - Storia e critica - Studi generali - Dal 1900

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Scelto da IBS per la Libreria ideale perché il viaggiare consapevole di Terzani è un modello tutt'ora validissimo di etica nella conoscenza dell'altro.

Tiziano Terzani, sapendo di essere arrivato alla fine del suo percorso, parla al figlio Folco di cos'è stata la sua vita e di cos'è la vita: "Se hai capito qualcosa la vuoi lasciare lì in un pacchetto", dice. Così racconta di tutta una vita trascorsa a viaggiare per il mondo alla ricerca della verità. E cercando il senso delle tante cose che ha fatto e delle tante persone che è stato, delinea un affresco delle grandi passioni del proprio tempo. "Se mi chiedi alla fine cosa lascio, lascio un libro che forse potrà aiutare qualcuno a vedere il mondo in modo migliore, a godere di più della propria vita, a vederla in un contesto più grande, come quello che io sento così forte."
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    Samantha

    14/02/2021 08:01:49

    Dopo aver letto "Un indovino mi disse", ho deciso di intraprendere la lettura degli altri libri di Terzani, a partire da questo, come a dire, "a ritroso". Non è solo il racconto di un padre al figlio "del grande viaggio della vita", ma è anche un lascito prezioso per ogni lettore. Dall'essere coscienti di ciò che ci succede e non prenderlo alla leggera fino all'immagine, per me suggestiva, delle foglie della betulla che "tremolano così misteriosamente e amorevolmente nel vento", simbolo di una Natura maestosamente distaccata dagli eventi e dai desideri umani, Terzani invita a considerare il tutto in divenire, ed ecco che la sua fine diventa subito un nuovo inizio.

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    francy

    28/09/2020 18:40:00

    Meraviglioso Terzani. Un uomo saggio che ha vissuto la vita con intensita' ed entusiasmo

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    angelo

    04/09/2020 15:13:52

    Ingredienti: un padre 66enne pronto a lasciare il mondo, un figlio 35enne che ne raccoglie il testamento spirituale, una vita spesa in giro per l’Asia ad inseguire la Storia, una morte serena attesa nei luoghi natii per chiudere il cerchio. Consigliato: a chi vuole scoprire l’essenza del vero giornalista, a chi ama cercare viaggiando la bellezza e la diversità.

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    Roberto

    18/08/2020 23:14:34

    È stato il mio primo libro con Tiziano Terzani, letto in un momento di vita difficile. Nelle sue parole e pensieri ho trovato il coraggio di introdurre un punto di vista diverso nel mio modo di guardare il mondo. Per me è stato uno di quei famosi libri che ti cambiano la vita e lo consiglio a tutti coloro che sono alla ricerca di una prospettiva diversa.

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    Ivano U.

    06/08/2020 14:24:18

    Magistrale epilogo di una grande carriera e di una vita avventurosa di un Giornalista con la G maiuscola. Lo ho trovato di ispirazione e significativo per molti aspetti. Lo consiglio ai giovani e a chi non ha mai letto alcun libro di Terzani, da questo volume si possono trovare tutti gli spunti per prendere in mano i suoi lavori precedenti e capire chi era. Un uomo che prima di altri ha sollevato riflessioni su aspetti che solo adesso sono tornati di rilievo per i cittadini.

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    alice_intranslation

    17/05/2020 17:59:21

    Ho letto questa perla meravigliosa in un momento molto difficile per me, all'età di 21 anni, e gli devo molto. È stato per me un dono del cielo. La testimonianza di questo uomo straordinario, maestosa e limpida nella sua semplicità, mi ha dato un esempio potentissimo per trovare il coraggio di cambiare quello che credevo per me fosse già scritto.

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    Roberto

    16/05/2020 09:49:59

    Un libro che ripercorre la vita di questo grandissimo personaggio attraverso un dialogo con il figlio. Ricco di insegnamenti, ricco di episodi interessanti. Un libro che ti apre gli occhi sul mondo, sulle sue complesse diversità, ma che allo stesso tempo ti fa capire come, dall’inizio alla fine del nostro cammino, siamo tutti uguali.

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    Limin

    15/05/2020 01:59:45

    Stupendo a dir poco. Un libro leggero per come è strutturato, che ci dà la sensazione di conversare direttamente con Tiziano. Ovviamente per comprendere il libro bisogna leggermente essere informati sulla Storia della seconda metà del '900, e io che sono appassionato di Storia vedo la possibilità di rivivere certi avvenimenti epocali attraverso i suoi occhi, quelli di un giornalista, che come dice lui non sono obiettivi, ma soggettivi e quindi impregnati di umanità e pathos. Appassionante.

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    damiana86

    13/05/2020 13:46:44

    molto interessante, racconta la storia e la vita di Terziani! Scritto bene, abbastanza scorrevole, descrive nel dettaglio quello che ha fatto nella sua vita, sembra quasi di essere lì con lui

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    Sara

    12/05/2020 06:25:17

    Un dialogo tra padre e figlio che fa emergere le esperienze di vita di uno dei più grandi giornalisti del Novecento. Un libro che ti apre gli occhi sul mondo e che fa apprezzare la diversità dei diversi luoghi della Terra. Una diversità legata da un filo sottile, che questo grande uomo fa cogliere in ogni pagina.

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    Giancarlo Taboni

    25/09/2019 10:35:18

    Immenso. Ho conosciuto Terzani attraverso il film ispirato da questo libro e da subito mi ha conquistato. Impossibile non restare affascinati dalla sua vita, dalle sue esperienze e dalla sua cultura. Ma quel che più resta impresso, è il modo delicato in cui si è avvicinato alla sua fine terrena grazie, anche, alla sua fede buddhista. Queste sue memorie andrebbero lette anche in quest'ottica. Ho apprezzato molto di più il libro, nonostante il film sia molto bello, semplicemente perché la lettura mi ha permesso di immergermi nei dettagli che, nel film, per forza di cose non sono stati evidenziati. Consigliato a tutti. Soprattutto a quelli che ancora non conoscono Terzani.

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    Dani

    20/09/2019 12:30:46

    Un libro che infonde sererenità, un addio lucido e consapevolezza attraverso il dialogo con il figlio. Che in attraverso la scrittura del libro riscopre il rapporto con un padre tanto "ingombrante".

  • Una lettura di un viaggio dell'uomo nel suo divenire. Un dialogo tra padre e figlio di anni di storia che ha vissuto da giornalista inviato.. di ricordi di una storia vissuta in primo piano.. diciamo no la solita storia che si studia. Una bellissima lettura

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    Marinella

    21/02/2019 15:36:34

    Splendido dialogo tra padre e figlio. Anni di storia che vengono descritti sorprendendo il lettore che vede fatti eclatanti da una prospettiva diversa da quella che ha studiato a scuola. Condivido molte considerazioni fatte da Terzani, non mi sento di condividere la necessità di andare all'estero, di andare in India o in Himalaya per trovare il senso profondo della vita. Secondo me anche chi resta a vivere dove è nato, vi cresce i figli, si incammina verso la vecchiaia tenendo per mano la persona che ama da tutta la vita, può trovare la grandiosità del silenzio e dell'abbandono nell'umile quotidianità, considerata noiosa e banale da tante persone che per trovare se stesse hanno bisogno di andare altrove...per poi capire che sarebbe bastato restare dov'erano le loro radici. Libro da leggere non solo una volta. Lo consiglio vivamente.

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    Francesco

    26/01/2019 21:51:25

    In quest'ultima opera, Terzani ripercorre la carriera di giornalista attraverso il dialogo col figlio Folco. Questo è un ultimo viaggio fatto attraverso i ricordi. Bellissima opera.

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    Rosaria Alessia

    29/12/2018 19:15:27

    Bellissimo

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    sergio

    11/12/2018 19:55:52

    "Quando eravamo piccoli tu partivi spesso e poi ritornavi con tante storie e le valigie piene di strana roba. Una volta, mi ricordo, siamo andati a prenderti al porto di Singapore. Portavi sulle spalle una grande statua colorata di un uomo che lottava con un coccodrillo. Ci raccontasti che il coccodrillo era salito sulla nave e che l'uomo, un malese fortissimo, lo aveva strangolato con le sue braccia."

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    Letizia

    22/09/2018 12:19:54

    E' stato il primo libro di Terzani che ho letto, avevo solo 13 anni e ricordo che mi destabilizzò tantissimo: posso affermare che sconvolse la mia esistenza, aprendomi a un mondo sia geografico (l'Oriente) sia etico-morale di cui prima non avevo mai avuto esperienza, e che cambiò il mio sistema di valori e i progetti che avevo intenzione di intraprendere. Da lì ho poi letto altri suoi libri: lui è sempre chiarissimo e accattivante, le parole sembrano uscirgli con una spontaneità disarmante; impossibile resistergli. Non aggiungo altro, leggetelo!

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    Francesco

    19/09/2018 17:10:45

    La fine è il mio inizio, opera postuma del grande giornalista Tiziano Terzani, ci offre una visione completa della sua vita umana e professionale, raccontata al figlio Folco nel tentativo di giustificare e spiegare il perché di certe scelte fatte durante i loro spostamenti in Asia. Bastano poche pagine per assaporare un Terzani libero dalle paure e dalle angosce della malattia, che ripercorre, in quel suo modo preciso e reale, tutti gli avvenimenti che lo hanno reso celebre.

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    Domenico

    18/09/2018 07:21:58

    Un volume meraviglioso. Tiziano Terzani racconta tutta la sua vita in quasi 500 pagine, che si divorano tutte d'un fiato. Un'esperienza, la sua, che invita a riflettere profondamente sui valori fondanti della nostra civiltà occidentale.

Vedi tutte le 22 recensioni cliente


«… e se io e te ci sedessimo ogni giorno per un'ora e tu mi chiedessi le cose che hai sempre voluto chiedermi e io parlassi a ruota libera di tutto quello che mi sta a cuore dalla storia della mia famiglia a quella del grande viaggio della vita?»

Con queste parole Tiziano Terzani invita il figlio Folco ad ascoltare il suo ultimo racconto. Nasce così La mia fine è il mio inizio, una biografia parlata in forma di dialogo, ma anche il testamento di un padre che cerca di trasmettere al figlio l'essenza di quello che ha imparato nella vita. L'ultimo libro che il giornalista e scrittore fiorentino ci ha lasciato è l'ultima tappa di un lungo cammino per il mondo alla ricerca della verità, l'ultimo capitolo di un'esistenza ricca di passioni, avvenimenti e d'amore, che si conclude nella serenità di chi è pronto ad affrontare una nuova grande avventura con la consapevolezza di avere vissuto intensamente e di poter trasmettere un'eredità, non solo di fatti e ricordi personali, ma anche e soprattutto di riflessioni, sentimenti e ideali.
Ecco allora che, nel ritiro di montagna all'Orsigna, Tiziano e Folco si siedono sotto un vecchio albero e dialogano della vita passata, delle passioni, dei successi e delle difficoltà del lavoro, della famiglia e dei divertimenti. Terzani racconta momenti della sua vita di cui non aveva mai parlato nei libri precedenti: l'infanzia in un quartiere popolare di Firenze, la povertà della famiglia d'origine, gli studi al liceo, i primi pantaloni lunghi di velluto comprati a rate, l'incontro con la moglie Angela, compagna di tutta una vita, la scoperta dell'amore per i viaggi e per la Cina, gli anni all'Olivetti, il praticantato a «Il Giorno» di Milano diretto da Italo Pietra. E poi le grandi avventure della sua carriera, che lo ha portato ad attraversare gli eventi della storia, le guerre e i grandi temi politici degli ultimi cinquant'anni: le corrispondenze per «Der Spiegel», la guerra in Vietnam, la delusione del comunismo in Cina, l'espulsione dal paese asiatico, l'orrore del futuro visto in Giappone, l'India e il ritiro nell'eremo dell'Himalaya, a cui si alternano i ricordi familiari e personali di viaggi avventurosi in zone proibite, di incontri con spie e di passioni che lo hanno portato a collezionare migliaia di libri, statue tibetane e gabbie piene di uccelli esotici.
Parola dopo parola, ricordo dopo ricordo, con l'inimitabile spontaneità e irriverenza della sua parlata, Tiziano Terzani si rivela, in tutta la sua pienezza e umanità: viaggiatore d'eccezione, giornalista di qualità, testimone delle grandi passioni del proprio tempo, uomo animato dalla curiosità per il diverso e da una profonda e sofferta spiritualità.

A cura di Wuz.it


Le prime frasi

Folco, Folco, corri, vieni qua! C'è un cuculo nel castagno. Non lo vedo, ma è lì che canta la sua canzone:

Cucù, cucù, l'inverno non c'è più
E ritornato il maggio col canto del cucù


Bellissimo, senti!
Che gioia, figlio mio. Ho sessantasei anni e questo grande viaggio della mia vita è arrivato alla fine. Sono al capolinea. Ma ci sono senza alcuna tristezza, anzi, quasi con un po' di divertimento. L'altro giorno la Mamma mi ha chiesto «Se qualcuno telefonasse e ci dicesse d'aver scoperto una pillola che ti farebbe campare altri dieci anni, la prenderesti?» E io istintivamente ho risposto «No!» Perché non la vorrei, perché non vorrei vivere altri dieci anni. Per rifare tutto quello che ho già fatto? Sono stato nell'Himalaya, mi sono preparato a salpare per il grande oceano di pace e non vedo perché ora dovrei rimettermi su una barchetta a pescare, a far la vela. Non mi interessa.
Guarda la natura da questo prato, guardala bene e ascoltala. Là, il cuculo; negli alberi tanti uccellini - chi sa chi sono? - coi loro gridi e il loro pigolio, i grilli nell'erba, il vento che passa tra le foglie. Un grande concerto che vive di vita sua, completamente indifferente, distaccato da quel che mi succede, dalla morte che aspetto. Le formicole continuano a camminare, gli uccelli cantano al loro dio, il vento soffia.
Che lezione! Per questo io sono sereno. Da mesi dentro di me c'è un centro di gioia che irradia in ogni direzione. Mi pare di non essere mai stato così leggero e felice. E se mi chiedi: Come stai? ti dico: Io sto benissimo, la mia testa è libera, mi sento meravigliosamente. Solo che questo corpo fa acqua, letteralmente fa acqua da tutte le parti, marcisce. E l'unica cosa da fare è staccarsene e abbandonarlo al suo destino di materia che diventa putrescente, che torna polvere. Senza angoscia, come la cosa più naturale del mondo.
Però, proprio perché mi rimane poco tempo, un'ultima cosa forse mi piace ancora farla ed è parlare con te che sei stato parte e spettatore della mia vita per trentacinque anni, trentaquattro - quanti ne hai? -, di questo lungo viaggio che io ho fatto e che tu hai visto dal basso, dalla prospettiva del figlio. Eri sempre lì, ma so benissimo che non conosci tutta la mia vita. Come in fondo io non conoscevo la vita di mio padre e mi rammarico alla fine di non aver passato del tempo con lui a parlarne.

FOLCO: Allora, Babbo, hai proprio accettato di morire?

TlZIANO: Vedi, questa di «morire» è una cosa che vorrei evitare. Mi piace molto di più l'espressione indiana, che conosci come me, «lasciare il corpo». Infatti, il mio sogno è di scomparire come se non esistesse questo momento del distacco. L'ultimo atto della vita, che è quello che si chiama morte, non mi preoccupa perché mi ci sono preparato. Ci ho pensato.
Ora, non dico che sarebbe la stessa cosa alla tua età. Ma alla mia! Ho sessantasei anni, ho fatto tutto quel che volevo fare, ho vissuto intensissimamente, per cui non ho alcun rimpianto. Non ho da dire «Ah, mi ci vorrebbe ancora tempo per fare questo!» E poi non mi preoccupo grazie alle due o tre cose, secondo me fondamentali, che tutti i grandi e i saggi del passato avevano ben capito.
Che cos'è che ci fa così spavento della morte?
Quello che ci fa paura, che ci congela davanti a quel momento è l'idea che scomparirà in quell'attimo tutto quello a cui noi siamo tanto attaccati. Prima di tutto il corpo. Del corpo ne abbiamo fatto un'ossessione. Tu pensa: uno cresce con questo corpo, ci si identifica. Guarda te, sei giovane, sei forte, pieno di muscoli. Oh, ero così anch'io! Ogni giorno correvo dei chilometri per tenermi in forma, facevo ginnastica, avevo delle gambe dritte, avevo i baffi e la testa piena di capelli corvini. Ero un bel ragazzo. Uno dice «Tiziano Terzani» e pensa a quel corpo lì.
Tutto da ridere! Guardami ora. Pelle e ossa, magrissimo, le gambe gonfie, la pancia come un pallone. Mi si è rovesciata la geometria del corpo. Prima uno ha le spalle larghe e la vita stretta; ora ho delle spalline strette strette e una vita enorme. Allora non posso essere attaccato a questo corpo. E poi, quale corpo? Un corpo che cambia tutti i giorni, che perde i capelli, che si azzoppa, che si acciacca, che viene tagliato a pezzi dal chirurgo?
Il corpo non siamo noi. Allora cosa siamo?
Crediamo di essere tutte le cose che ci preoccupa di perdere morendo. Con l'identità - giornalista, avvocato, direttore di banca - ti ci sei identificato e l'idea che tutto questo scompaia, che tu non sia più il grande giornalista, il bravo direttore di banca, che la morte ti porti via tutto questo ti sconvolge. Tu possiedi la bicicletta, l'automobile, un bel quadro che hai comprato con i risparmi di tutta una vita, un campo, una casetta al mare. È tua! E ora muori e la perdi. La ragione per la quale si ha tanta paura della morte è che con quella bisogna rinunciare a tutto quel che ci stava tanto a cuore, proprietà, desideri, identità. Io l'ho già fatto. Negli ultimi anni non ho fatto che buttare a mare tutto questo e non c'è più nulla a cui sono legato.
  • Tiziano Terzani Cover

    Scrittore e giornalista italiano. Corrispondente per trent’anni dall’Asia per il settimanale tedesco «Der Spiegel», grazie al proprio stile diretto e divulgativo ha fatto conoscere a un vasto pubblico l’universo variegato e in continua evoluzione del continente asiatico. I suoi libri nascono dalle sue esperienze sui fronti «scomodi»: dei due anni trascorsi nel Vietnam in guerra raccontano Pelle di leopardo (1973) e Giai Phong! La liberazione di Saigon (1976); La porta proibita (1984) raccoglie l’esperienza cinese, durata cinque anni e conclusasi con l’arresto e l’espulsione per attività controrivoluzionarie; il lungo viaggio nell’Unione Sovietica (1991-92) è restituito in Buonanotte, Signor Lenin!, testimonianza... Approfondisci
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