Il fiume della coscienza

Oliver Sacks

Traduttore: I. C. Blum
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2018
Pagine: 224 p., Brossura
  • EAN: 9788845932540

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Scienze, geografia, ambiente - Biologia, scienze della vita - Argomenti d'interesse generale - Neuroscienze

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Descrizione
Una raccolta di scritti che ci offre la sintesi di tutte le tensioni conoscitive di Sacks nell'ampio ventaglio di discipline che si intersecano con la neurologia.

"Conoscere la mia unicità e la mia antichità biologica, sapere che sono biologicamente imparentato con tutte le altre forme di vita, mi riempie di gioia. Questa conoscenza mi radica, permette che io mi senta a casa nel mondo della natura, che io abbia una percezione del mio significato biologico - quale che sia il mio ruolo nel mondo degli esseri umani e della cultura. E benché la vita animale sia di gran lunga più complessa di quella vegetale, e la vita umana di gran lunga più complessa di quella degli altri animali, io riconduco questa percezione del significato biologico all'epifania di Darwin sul significato dei fiori, e agli indizi che io stesso ne colsi, in un giardino londinese, ormai quasi una vita fa."

Rimasta sulla scrivania di Oliver Sacks fino a due settimane prima della morte, questa raccolta di scritti ci offre la sintesi di tutte le sue tensioni conoscitive nell'ampio ventaglio di discipline che si intersecano con la neurologia: botanica e anatomia animale, chimica e storia della scienza, filosofia e psicologia – senza dimenticare la passione letteraria. Ed è proprio questo ventaglio a permettere a Sacks di scomporre il fiume della coscienza umana, e di farne emergere i caratteri più sconcertanti e controintuitivi. Esplorando le forme di vita «senziente» lungo l'intera scala degli «esseri organizzati» – a partire da piante come la Mimosa pudica, le cui foglie si contraggono alla minima sollecitazione tattile, e da certi vermi capaci di auscultare le vibrazioni del terreno e di sfuggire così agli uccelli predatori –, Sacks ci mostra come molte «menti» elementari condividano con noi proprietà fondamentali. E ci rivela anche come la fluidità e continuità di quel «fiume» sia in realtà composta da una successione di microsequenze discrete e possa essere minata da «bachi» sensoriali quali gli scotomi o l'ampia gamma di amnesie e inganni della memoria che va dai traumi sessuali immaginari a vere e proprie affabulazioni (come quella di Binjamin Wilkomirski, che descrive una sconvolgente esperienza concentrazionaria senza averla mai vissuta). La somma di queste indagini finisce così per assumere un valore testamentario, facendo confluire le scoperte e gli interrogativi di un grande esploratore della mente e della natura.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Valeria

    31/10/2018 11:14:18

    Commovente testamento spirituale del compianto Oliver

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    Francesco

    21/09/2018 12:51:04

    10 saggi molto interessanti, che offrono spunti su vari argomenti. Tempo ben speso.

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    Laura dB

    20/09/2018 18:36:01

    I libri di Sacks mi hanno accompagnato per anni, dall’uscita di Emicrania a On the Move, non potevo quindi perdere questa raccolta. Non ne sono rimasta delusa, ho ritrovato il Sacks scrittore e studioso di sempre.

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    Lucia

    20/09/2018 10:33:44

    Il famoso autore, docente di neurologia, affronta nella sua ultima raccolta di scritti argomenti che spaziano dalla chimica alla filosofia, dalla letteratura, alla botanica. L’indiscussa protagonista di questo volume è la vita, celebrata in tutte le sue forme: quella umana, quella animale, persino quella vegetale. Ogni termine tecnico utilizzato, ogni citazione riportata, ogni collegamento tra discipline diverse ha un solo scopo: quello di farci rendere conto che ogni essere vivente, dall’animale più indifeso alla più piccola piantina, ha coscienza e impara dall’esperienza. Un libro che, nonostante i temi trattati, si legge molto velocemente.

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    Ginevra

    20/09/2018 10:07:40

    In questo ultimo libro di Sacks troviamo la passione verso la verità che lo ha guidato in tutta la sua vita di scrittore e medico. Sacks affronta il suo grande interesse per la natura (non solo umana), la filosofia e i più grandi misteri che da sempre portano l'uomo a interrogarsi su se stesso e sul mondo che lo circonda. Sono approfondite tematiche come la coscienza, il tempo, la memoria, il modo in cui piante e animali si sviluppano e si rapportano al mondo circostante. Un viaggio affascinante e incredibile accompaganti da una prosa lucida, ironica e mai banale.

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    Ivano

    02/08/2018 09:35:01

    Scorrevole, semplice ma non per questo banale. Essendo l'ultima opera di Sacks, penso che funga in modo ottimale da testamento intellettuale

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    n.d.

    05/06/2018 14:35:28

    Davvero interessante e chiaro, anche per chi non conosce la materia.

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    Sergio

    03/05/2018 10:25:06

    Un libro semplicemente magnifico, esaltante, entusiasmante, unico.

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    GiuGiu

    17/04/2018 10:21:17

    Oliver Sacks è stato un autore di riferimento per me. Ho letto tutti i suoi saggi: illuminanti, affascinanti, coinvolgenti come un romanzo. Naturalmente non mi perderò questa raccolta, ancor più interessante perché sicuramente a lungo meditata.

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Sacks attinge sempre al pozzo delle meraviglie

Un’ennesima eredità. Dopo tante, tutt’altro che spocchiose, lezioni impartite, Oliver Sacks da dove si trova, non da questo mondo, lancia altri temi su cui riflettere, dice la sua, s’incuriosisce e incuriosisce, regalando una specie di testamento concepito e concluso poco prima della sua scomparsa, datata 2015. Niente a che fare, insomma, con improvvisate opere post-mortem inventate da editori o esecutori testamentari. Un testo compiuto, in cui Sacks dimostra ancora una volta d’essere uno scienziato che aveva a cuore la letteratura e, in genere, ogni arte. La conferma è, appunto, nella raccolta postuma di saggi Il fiume della coscienza (213 pagine, 19 euro), che arricchisce la sua presenza nel catalogo Adelphi, tradotta da Isabella C. Blum. Spazia Sacks, senza pose, spocchia e toni accademici, allungando lo sguardo su argomenti dei più diversi. Capace di farlo, com’era, per la vasta cultura che gli si agitava in cuore, e attingendo sempre entusiasta al pozzo delle meraviglie, nelle sue conclusioni chiare ed efficaci, nel suo lessico non specialistico eppure preciso e cristallino.

Nei dieci saggi che compongono Il fiume della coscienza, il neurologo londinese non si nega nessuna… evoluzione, da Freud a Borges, da Darwin, a H. G. Wells, a Stephen Jay Gould (tutti maestri ammirati), passando per felci e lombrichi. Sempre animato da una passione totale e totalizzante per la conoscenza e per il sapere, una sete difficile da placare, sempre all’insegna del dialogo fra discipline (solo apparentemente) distanti fra loro. Non è necessario, per star dietro all’illuminante e profondo Sacks, avere competenze scientifiche e specifiche, serve però una notevole apertura di cuore e di mente e la totale assenza di pregiudizi.

È l’uomo (la sua evoluzione, la sua coscienza) il soggetto della ricerca di Sacks, che pure non disdegna di occuparsi di flora e fauna. L’uomo immerso nel tempo e nella relatività del suo scorrere (si veda il saggio Velocità), lentissimo o veloce, contratto o dilatato, a seconda delle situazioni, per esempio nei casi di pericoli mortali, o dell’età anagrafica. L’uomo immerso nella memoria (piuttosto fragile), talvolta rielaborata e rivissuta come se fosse nostra, quando magari così non è: una speculazione che, nel saggio La fallibilità della memoria, arriva a illuminare i percorsi di certi plagi artistici: valga per tutti un esempio universalmente noto, quello della condanna per plagio di George Harrison, “The quiet one” dei Beatles, per My sweet lord. Un plagio evidente secondo il tribunale ma, si spiega nella sentenza, inconsapevole, non deliberato. Come dire che, anche nei processi creativi, possono esserci manipolazioni inconsce.

Sacks propone sempre, inequivocabilmente, riflessioni brillanti. Che scriva di sindrome di Tourette, di emicrania, di Borges (richiamando implicitamente altri campioni della letteratura moderna), di autismo, va sempre oltre al già detto, intrecciando scientifico e quotidiano, non due mondi distanti ma, nel suo modo di intendere vita e arte, totalmente comunicanti. Non è mai astratto, è sempre poco accademico, per nulla, anzi piuttosto “eversivo”. E per tutto ciò è bello continuare a leggerlo, non bisogna smettere di ringraziarlo.

Recensione di Arturo Bollino