Foibe. Una storia d'Italia

Joze Pirjevec

Editore: Einaudi
Collana: Einaudi. Storia
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 13 ottobre 2009
Pagine: XVIII-375 p., Brossura
  • EAN: 9788806198046
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Descrizione
Il sanguinoso capitolo delle "foibe", legato alla fine della seconda guerra mondiale, che vide "regolamenti di conti" dappertutto in Europa dove s'era manifestata una qualche Resistenza, sarebbe stato da tempo relegato nei libri di storia come una delle vicende minori di quella mattanza mondiale che pretese cinquanta milioni di vite umane. Dato però che si colloca in una realtà mistilingue in cui le opposte idee sulle frontiere "giuste" sono state a lungo in conflitto tra loro, esso è ancor vivo nella memoria collettiva dell'area giuliana e ancora sfruttabile a fini politici interni e internazionali. Sebbene il contenzioso sulle frontiere sia stato risolto attraverso un lungo e articolato processo diplomatico [...], esso non si è ancora risolto nelle menti e nei cuori delle popolazioni interessate. E stato anzi rinfocolato dalla crisi della Jugoslavia negli anni Ottanta e dal suo successivo sfacelo, con l'emergere dalle sue rovine di nuove realtà statali, la Repubblica di Slovenia e quella di Croazia soprattutto. Il contemporaneo crollo del Muro di Berlino e i suoi contraccolpi sulla politica interna italiana, con la scomparsa dei vecchi partiti e l'emergere di nuovi, provocò nella Penisola una crisi d'identità e di coesione nazionale, alla quale le forze di destra e quelle di sinistra pensarono di rispondere facendo ricorso allo strumento più ovvio e tradizionale: quello del nazionalismo.

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Recensioni dei clienti

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    Ivano

    24/07/2016 14:43:30

    Esemplare ricostruzione dei tentativi di revisionismo catto- fascio-leghista del dramma delle foibe. Spassoso nella drammaticità il tentativo di pseudo storici leghisti e pseudo politici fascisti di manipolare l'elettorato negli anni '90-2000, il famoso ventennio berlusconiano. Rigorosa l'analisi storica. Povera Italia che necessita di uno storico sloveno per ricostruire il proprio passato!

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    angelo

    15/02/2016 12:14:51

    Opera faziosa tesa a ridimensionare un eccidio immane!

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    donna

    02/02/2016 21:32:08

    Mi complimento con Giuseppe Pagliarulo per la recensione di questo libro scritto molto bene in tutti i sensi :dall'attenta analisi storica al linguaggio semplice e chiaro.Questo a mio avviso è un libro che dice chiaramente come stavano le cose,sta dalla parte della verità storica.

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    Giuseppe Pagliarulo

    28/03/2011 22:59:05

    Il libro è scritto molto bene ed è facilmente leggibile anche per i non specialisti. Fa esaurientemente giustizia di molti luoghi comuni e di molti miti - spesso inventati per scopi politici - intorno alla vicenda delle foibe istriane. Il suo maggior pregio è l'attenta attribuzione delle responsabilità: chi cerca un libello che gli dica semplicemente che gli italiani sono vittime incolpevoli e gli iugoslavi carnefici feroci rimarrà deluso da quest'opera. La lettura è consigliata a chiunque desideri approfondire la storia della Venezia Giulia dell'immediato dopoguerra, soprattutto ai revisionisti di ogni orientamento politico.

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    Googie53

    06/04/2010 19:27:17

    I negazionisti si dividono in due categorie, quelli stupidi, e quelli intelligenti. Il negazionista stupido semplicemente afferma che Auschwitz era un campo estivo per boy scout, che gli ebrei non furono mai deportati, e via di questo passo. Il negazionista -diciamo- intelligente, invece, minimizza: si, purtroppo Auschwitz é esistita, molti vi sono morti, anche alcuni ebrei ... ma non così tanti, non é matematicamente possibile, come avrebbero fatto ad ucciderne migliaia e migliaia in così poco spazio, in così poco tempo? E poi, sicuramente troppi decessi furono causati da malattie, dal freddo ... Tutti facevano la fame, in guerra, ed i prigionieri erano i meno favoriti; insomma si, qualcuno ad Auschwitz é morto, ma non certo settecentomila e passa ... Poi, dove sono i nomi? Ma dai, sono cifre gonfiate. E avanti con simili amenità. Ecco, il libro affronta l'argomento foibe in questi termini, appunto minimizzando; non nega, riduce: e riduce sin troppo. L'autore non é un negazionista, é un riduzionista (mi si passi il neologismo). Privilegia su tutte le fonti la documentazione formata (la poca che esiste) dall'OZNA, dove si leggono perle del genere: "Il detenuto XY nel dicembre 1945 si trovava nel carcere tale; trasferito nel gennaio successivo, non é mai arrivato al carcere talaltro, non c'é nessuna altra notizia, XY risulta disperso...", quindi non vi è la prova che sia stato infoibato. Beh, mi permetto di opinare che, secondo me, XY difficilmente tornerà. Anzi, scommetto che l'hanno ammazzato; che poi l'abbiano ficcato in una foiba del Carso, o in una fossa comune altrove, il giudizio della storia non cambia: questi sono crimini contro l'umanità. Punto e basta, indipendentemente dai luoghi e dalle cifre. Peccato davvero, e concludo, che un'opera vergata in stile così elegante (perché é scritta bene, va detto), e che affronta un argomento così difficile e drammatico, sia tanto, troppo di parte.

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