Fondamento della contraddizione

Emanuele Severino

Editore: Adelphi
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 23 febbraio 2005
Pagine: 483 p., Brossura
  • EAN: 9788845919572
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Descrizione
Il principio di non contraddizione, che Aristotrele chiamò il "principio più saldo di tutti", è da sempre considerato il fondamento stesso del pensiero. Un passaggio obbligato che si presenta tuttavia come un'ardua strettoia, giacché se per Aristotele a quel primo principio è connessa "la necessità che sia sempre compiuto l'opposto dell'errore, cioè l'essere nella verità", anche l'essere nell'errore richiede un fondamento. Già Platone si sentiva infatti "turbato" di fronte all'interrogazione su come sia possibile l'esistenza, in quanto tale, dell' 'opinione falsa' - di quell'errore di cui la contraddizione è l'essenza stessa. Il volume presenta un saggio inedito composto tra il 2003 e il 2004, accanto a testi apparsi tra il 1955 e il 1963.

€ 38,25

€ 45,00

Risparmi € 6,75 (15%)

Venduto e spedito da IBS

38 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Niccolo'

    03/05/2013 11:02:50

    Libro abbastanza eterogeneo, costituito da tre Parti e da un'Appendice. Le prime due Parti sono notevoli e risultano essere molto importanti per chi voglia approfondire la riflessione filosofica di Severino. Al loro centro sta la filosofia di Aristotele. La seconda Parte e' una raccolta di cinque saggi composti (e pubblicati) da Severino tra il 1955 e il 1962 in una fase, anche se giovanile, decisiva della sua ricerca (la composizione de "La struttura originaria" nel 1958 e il 'distacco' dalla filosofia di Gustavo Bontadini). La prima Parte (unica parte inedita, composta tra il 2003 e il 2004, che da il titolo al volume) e' un serrato confronto non solo con il IV libro della "Metafisica" ma anche con le critiche rivolte alla formulazione aristotelica del principio di non contraddizione da parte del logico Jan Lukasiewicz. Come detto queste prime due Parti sono di grande interesse filosofico, ma anche 'storico' per chi sia interessato al percorso che ha portato Severino alla stesura delle sue opere maggiori. La terza Parte e' costituita invece dal saggio severiniano del 1960 su Fichte (libro che apri il dibattito con Luigi Pareyson). Il libro di Severino non e' paragonabile al capolavoro del 1950 di Pareyson, ma ha una sua importanza per il problema (quello relativo al 'non-io') che viene in esso tematizzato (problema che, come sostenuto da Claudio Cesa, non e' stato molto indagato nei grandi libri su Fichte). L'Appendice riguarda infine la traduzione, il commento e una introduzione al testo di Moritz Schlick "Sul fondamento della conoscenza" del 1934.

  • User Icon

    eugenio ferrero

    11/03/2005 23:13:14

    Il libro risulta dispersivo, perché raccoglie scritti di tempi diversi e anche di argomento diverso. Tuttavia una sua unità è data dal prevalere dell'impianto logico, dalla ricerca del significato del principio di non-contraddizione. In questo senso appare illuminante, più dell'unico saggio nuovo, quello che dà il titolo al testo, la ripresa di una splendida lettura del primo libro della fisica aristotelica. Questo saggio (I princìpi del divenire) accompagna il lettore a una lettura accurata, passo dopo passo, di un testo aristotelico della massima importanza, che spiega il significato più autentico del divenire e le sue aporie insuperabili. Il libro è dunque utile per approfondire la filosofia dell'Autore, ma è consigliabile solo a chi ha già letto almeno l'Essenza del nichilismo o a chi ha già una conoscenza di altri testi di Severino. Si tratta di un lavoro specialistico, che ripubblica eccellenti testi di altri tempi, integrandoli con un'opera nuova, a dire la verità abbastanza ostica e greve. E' preferibile il Severino altrettanto profondo, ma più leggero, dei testi divulgativi.

Scrivi una recensione