La fontana della giovinezza

Luisa Passerini

Editore: Giunti Editore
Collana: Astrea
Anno edizione: 1999
In commercio dal: 17 novembre 1999
Pagine: 128 p.
  • EAN: 9788809014534
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Descrizione
La protagonista di questa vicenda ha cinquantacinque anni, vive nell'Italia di questi anni e si è separata di recente dal marito che, dal canto suo, ha appena avuto una figlia da una giovane donna. La fase critica che sta attraversando le impone, con tensione ineludibile, di affrontare la prospettiva dell'invecchiamento, che lei sperimenta nel volto e nel corpo, ma anche nella memoria e nei sogni. La narrazione del suo percorso si snoda nello spazio di un anno, con il suo simbolico trascorrere delle stagioni.

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recensioni di De Federicis, L. L'Indice del 2000, n. 04

Libro di struttura calcolata e intellettuale. Presenta al lettore due linguaggi, quello dell'arte e quello della scrittura; e la scrittura stessa la divarica in due forme, quella del saggio e quella del racconto. È suddiviso in quattro parti, relative a quattro miti raffigurati pittoricamente. Ogni parte ha inizio infatti con un dipinto e un commento. Il primo è La fontana della giovinezza, 1546, di Lucas Cranach: sulla leggenda, ramificata nel mondo antico e medievale, dell'acqua che rinnova. Il secondo è La difesa del Sampo, 1896, del finlandese Akseli Gallen-Kallela: sulla sconfitta di Louhi, una dea madre del nord, in un episodio del Kalevala. Il terzo è La vecchia narratrice, 1934, di Ernest Blumenschein: cultura amerindia simboleggiata in una bella vecchia che favoleggia con una ragazzina. Il quarto è un dipinto di Rubens su Bauci e Filemone: versione secentesca di un mito classico fra i più diffusi nella storia europea. Ogni parte ha un titolo, quattro titoli modellati sulle stagioni: s'incomincia da Autunno, a cui seguono Inverno, Primavera e Estate che conclude (e fa però immaginare il ricominciamento). In ogni parte il dipinto, il breve saggio, il titolo introducono allo sviluppo narrativo. Ne è protagonista una donna. Di lei veniamo a sapere che ha cinquantacinque anni e un buon lavoro, nessun figlio, un marito da cui sta separandosi e che si gode una tardiva paternità; sappiamo che ha vissuto con passione la politica e il femminismo, che ha praticato i viaggi, gli amori, i gruppi d'autocoscienza, le culture alternative; ora al sabato mattina fa la spesa, una lavatrice, uno spuntino, una passeggiata; è tentata dal lifting, nostalgica del "narcisismo come base per l'erotismo". La fontana della giovinezza rende esplicito, in apertura, il tema del libro. La narratrice senza nome, confondendosi con l'autrice-saggista, si domanda infatti se l'invecchiamento debba sempre essere "constatazione di disastro"; o se sia possibile, accettarlo "con animo leggero". Alla domanda risponde la narrazione, che accenna a un itinerario. In Autunno la donna diventa consapevole di una sensazione di "deterioramento del corpo"; in Inverno entra nella solitudine e attraversa la malattia fino a una lenta convalescenza; in Primavera decide di avere ancora "una fioritura" e parte per un viaggio nei luoghi del suo passato: Parigi, New York, San Francisco, e infine la piccola città da cui s'è mossa in giovinezza; in Estate riprende la solita vita, con il solito ritmo "di impegni, di cose e persone". La struttura del libro è incardinata sul variare delle temporalità. Uno è il tempo storico e antropologico dei dipinti, che rimanda alle origini di mondi e culture. Un altro è il tempo naturale e circolare delle stagioni, tempo ripetitivo e simbolico. Un altro infine è il tempo dell'individuo, il fatale decorso biologico, al quale tuttavia la mente oppone resistenza facendo germogliare compresenze di memorie, morti, rinascite.

(L.D.F.)