La foresta dei girasoli

Torey L. Hayden

Traduttore: L. Corradini Caspani
Editore: Corbaccio
Anno edizione: 2009
Pagine: 389 p., Rilegato
  • EAN: 9788863800289
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Recensioni dei clienti

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    Gaia

    13/10/2014 12:47:44

    Ho letto questo libro perchè mi è stato prestato in un periodo in cui non sapevo cosa leggere, ma devo dire che l'ho trovato piatto, monotono, senza fantasia. Manca del tutto lo spessore dei personaggi che sembrano un pò come i protagonisti di una fiction piuttosto che come dei veri esseri umani mossi da sentimenti. L'unico colpo al cuore l'ho avuto quando ad un certo punto avviene una strage che mi coglie del tutto di sorpresa e mi lascia molto amaro in bocca. Sono riuscita a leggerlo perchè non è noioso, ma non lo consiglio. Senza infamia e senza lode.

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    nini1111

    13/05/2014 19:15:58

    Ho faticato un po' a ingranare, ma poi è stata una lettura piacevole di qualità. Non di quelle che si affrettano per veder finire il tutto. Triste, sì, ma anche toccante, quasi commovente. E non li ho trovati per nulla vuoti e piatti, i personaggi.

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    Charlotte Montrose :)

    07/06/2013 19:40:23

    Devo ametre che ho sempre letto i libri di Torey L Hayden, poiché studiando psicologia mi interessano molto queste tematiche ma questo libri mi ha un po' delusa. Non essendo una delle storie di qua di insegnava, dove a una sorta di romanzo.

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    Lunetta82

    07/05/2012 12:17:31

    Ho acquistato entusiasta questo libro della Hayden perchè anni fa ero rimasta piacevolmente incantata dalla lettura di "Una Bambina", ma devo dire che ne sono rimasta molto delusa. La lettura mi è parsa lenta e angosciante, i personaggi vuoti e banali, la storia confusa e priva di senso. Ho faticato a portarlo a termine e dopo averlo concluso non mi ha lasciato alcuna emozione. Peccato!!!

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    MARELU

    06/09/2011 14:03:18

    La Hayden è bravissima nella descrizione delle storie vere, ma i suoi romanzi non mi convincono; ho trovato questo libro cupo e anche abbastanza noioso.

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    Roberta

    30/08/2011 14:15:02

    Una libro crudo e sofferto, sicuramente non adatto agli amanti del lieto fine.. Scritto molto bene e capace di trasportarti completamente all'interno della storia. Divorato in due giorni...Lo consiglio!!

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    elda

    03/03/2011 22:53:40

    Questo romanzo, ben scritto e molto coinvolgente, è drammaticamente realistico. Non so dire se mi sia piaciuto, di certo m'ha lasciato l'amaro in bocca, diversamente dagli altri libri della Hayden, i quali, pur trattando temi dolorosi, aprono alla fiducia e alla speranza. Pagina dopo pagina, la tristezza si è sempre più insinuata in me, quasi togliendomi la serenità. Una sensazione di disagio strano, mai provato prima. Eppure la vicenda, sia pur drammatica, non presenta dettagli traumatizzanti ed è narrata con estrema delicatezza.

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    julia

    12/07/2010 17:13:06

    Una storia disarmante,incredibilmente triste.Un libro che vale la pena di leggere perchè riesce a lasciare qualcosa di più che la speranza e il lieto fine,lascia un senso di disperazione di comprensione e di illuminazione. Si finisce per riflettere su come sia sottile il confine tra vittima e carnefice, su come la natura umana è piegata agli eventi,inerme.Un libro anche storico che incuriosisce, che invoglia le persone a una maggiore consapevolezza dei crimini di guerra. Scritto molto bene,senza mezzi termini, niente toni aulichi e imbelliti, solo una grande trama. Sono stata soddisfatta di questa lettura,la consiglierò.

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    Spigozzia

    12/05/2010 20:17:00

    Un libro che consiglio. Un po' triste si, ma intenso, sensibile, ben articolato, doloroso e tuttavia amorevole nei confronti dei suoi personaggi. Qui, il vissuto dei sopravvissuti all'Olocausto è affrontato da una prospettiva insolita, ossia dalla loro vita "dopo". Il punto centrale è quello della memoria in contrapposizione all'esperienza: la memoria, la "tra-dizione" della memoria (nel senso di tramandare), la soggettività della memoria che cozza con l'esperienza reale, e per chi ha realmente vissuto e per chi riceve la testimonianza, e nonostante tutto riafferma la necessità di tale testimonianza, al di là del bene e del male, nella speranza di un "posto" migliore.

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    Sabrina

    29/04/2010 14:35:02

    Ho appena finito di leggere questo libro, l'ho trovato molto triste, ed un po' angosciante. L'ho comunque "divorato" in pochi giorni, ma sempre con un senso di tristezza, mi è stato impossibile non lasciarmi coinvolgere.

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    abby

    28/02/2010 20:21:35

    Un romanzo che lascia il segno e consuma le speranze. Difficile, duro, cupo, doloroso ma stranamente necessario oltre che profondamente e drammaticamente realistico.

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    Ci

    23/01/2010 21:27:56

    Io ho letto con grande interesse questo libro anni fa nella versione originale inglese e sono stata molto felice di venire a conoscenza della pubblicazione in Italia. Anche nel mio caso Torey Hayden è una delle scrittrici preferite in assoluto e non vedo l'ora che scriva qualcosa di nuovo. Penso sia importante sottolineare che non si tratta di una sua nuova creazione, dato che risale al 1984! Inoltre, non è da paragonare agli altri non-fiction come "Una bambina", dato che non è un romanzo. Tuttavia, come sempre, si merita da parte mia grande ammirazione ed un giudizio positivo per l'intensità delle emozioni che esprime e per aver strutturato questa storia su fatti reali di cui l'autrice si è documentata molto.

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    Chiara

    18/01/2010 09:54:44

    Ho appena finito di leggere questo bel libro e sono veramente soddisfatta! E’ diverso dal solito genere della Hayden ma ti coinvolge dalla prima all’ultima pagina. Lo consiglio vivamente!

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    NANNI

    08/01/2010 12:55:57

    E' con grande dispiacere che mi accingo a valutare questo romanzo con il voto più basso a disposizione! Con grande dispiacere perchè Torey Haiden è una delle mie autrici preferite: l'ho scoperta per caso con il volume "Una bambina", acquistato in un supermercato perchè incuriosita dalle brevi informazioni di copertina, e la ho subito "amata"! Me li sono letti proprio tutti i suoi libri, e l'ho apprezzata sia nei lavori di taglio romanzesco, che in quelli che sono molto più simili a reportage del suo duro lavoro di educatrice con i "bambini difficili"! Ma questo, proprio, mi ha delusa profondamente. E' un romanzo cupo dall'inizio alla fine, non c'è mai un barlume di speranza o di qualsivoglia elaborazione dei fatti tragici narrati; è triste, triste, triste. Aspettavo da tanto tempo che la Haiden scrivesse qualcosa di nuovo, e quindi ho accolto con entusiasmo questa pubblicazione, ma sono rimasta profondamente delusa. E poi mi sono accorta anche di un'altra cosa: visitando il sito dell'autrice si scopre che questo romanzo, in realtà, non è affatto il suo ultimo lavoro, ma era già uscito, solo in lingua inglese, diversi anni fa! Del resto, meglio così, rimane la speranza che Torey Haiden scriva davvero qualcosa di nuovo, ma secondo il suo stile successivo, che si è molto, ma molto affinato!

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