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Mirko Zilahy

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2017
Pagine: 420 p., Rilegato
  • EAN: 9788830442016

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Thriller e suspence - Thriller

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Al centro del cancello arrugginito, un cuore sull'asse di metallo. Il gemito si spande nell'aria, attraversa il prato, accarezza le panchine e si perde tra le fronde di larici e cipressi. A poche decine di metri, la Galleria Borghese biancheggia sotto la luce dei lampioni. Sospesa sulla fronte della notte, una luna d'avorio bagna la ghiaia che inonda lo smeraldo del prato. Mosso dal vento, il cigolio riparte, si insinua tra le fessure, penetrando lo spazio silenzioso del museo. Raggiunge l'ultima sala, accarezza le tele e s'incunea nella testa dell'uomo in ginocchio, mentre le labbra si chiudono a scatti per liberare l'urlo. Ma non ce la fa. Riesce solo a piangere lacrime che bruciano. Bruno si guarda intorno, stremato dal terrore. Dentro le pareti del cranio tuonano i tamburi. Gli occhi annegano in quel sale liquido, deformano la realtà, distorcono la sala e tutto quello che contiene in un gorgo di profili assurdi. Le mani tremano e il frastuono divampa nel cervello strozzando l'urlo prima che esploda nella solenne quiete del museo. Prima che incontri l'ultimo sibilo del cuore girevole.

Umbria, tre anni prima
Quel giorno, la capanna rintoccava solenne mentre i raggi di un timido sole brillavano nei riflessi scarlatti del rosone. La pioggia aveva appena smesso di cadere e il legno scolorito della panchina era tutto impregnato.

Recensioni dei clienti

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    Francesca

    27/05/2017 13.53.58

    Finalmente è tornato il commissario Enrico Mancini!

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    Pupottina

    24/05/2017 20.33.48

    È un thriller davvero molto coinvolgente, anche più del primo (È così che si uccide) che già mi aveva conquistata.

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    Maurizio

    09/05/2017 18.05.33

    Purtroppo molto ma molto lontano da un Carrisi. Lento , macchinoso e prevedibile. Niente di nuovo.

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    Antonio

    05/05/2017 17.24.31

    "Enrico aveva bisogno di calpestare la terra, annusare l'aria sulla scena del crimine, di toccarla. Era quello il suo primo contatto con l'assassino. Un tramite indiretto che gli serviva per sintonizzarsi, ascoltare la voce del delitto, percepire i passi del killer, finché la presenza fantomatica non si manifestava nella sua mente. Un'immagine". La forma del buio è, per sommi capi, la continuazione naturale di "È così che si uccide", la prima fatica letterale di Mirko Zilahy. Se il primo mi era piaciuto, questo secondo volume mi ha stregato! Merito del ritmo frenetico che non permette cali di concentrazione, della trama davvero ben costruita, del leitmotiv (i miti greci) che unisce tutti i massacri da parte del serial killer di turno e, soprattutto, della figura di Enrico Mancini che, lottando con i fantasmi del suo passato, ci permette di essere visto non come un "eroe carismatico" (di cui la letteratura e il cinema ne sono intasati) ma come un comune mortale, in cui ognuno di noi, perché no?, può anche immedesimarsi.

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