Forse mi uccideranno domani - Ingrid Betancourt - copertina

Forse mi uccideranno domani

Ingrid Betancourt

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Traduttore: A. Viale
Editore: Sonzogno
Anno edizione: 2002
In commercio dal: 9 gennaio 2002
Pagine: 284 p.
  • EAN: 9788845421938
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Ingrid Betancourt è una donna fragile ma dalla volontà di ferro, che ha fatto della lotta alla corruzione e ai cartelli della droga la sua ragione di vita. La sua colpa è quella di aver denunciato, davanti al Parlamento, il coinvolgimento dell'allora presidente colombiano Ernesto Samper con i narcotrafficanti. Da allora hanno provato a fermarla in ogni modo: cercando di assassinarla, costringendola a separarsi per lunghi periodi dai suoi figli per proteggerli dai sicari, sabotando la sua attività di senatrice con finti scandali ed espulsioni dall'aula. Nel 1998 - alla testa di un partito che non a caso ha chiamato Oxigeno - si candida alle elezioni per il Senato e risulta la più votata. È la seconda tappa per avvicinarsi all'ambizioso obiettivo delle elezioni presidenziali del maggio 2002. Ingrid Betancourt è riuscita a dare ai suoi compatrioti la speranza di un domani migliore, in un futuro di pace e giustizia, ritrovando la forza per distruggere dalle fondamenta un sistema che ha portato la Colombia ai limiti dell'inferno.

"Il mio sogno è che un giorno la Colombia possa diventare una vera democrazia. Mi si ripete continuamente che è un sogno irrealizzabile. Dopo aver letto il mio libro, spero che lei capisca perché ho invece bisogno di crederlo possibile." Si conclude con queste parole la lettera in cui Ingrid Betancourt, senatrice colombiana candidata alle elezioni presidenziali del maggio 2002, presenta ai lettori la sua autobiografia; una storia appassionante tradotta in tutto il mondo, best seller in Francia per numerose settimane e ora pubblicata anche in Italia. Racconta la vita di una donna che, per lottare contro la corruzione che attanaglia il suo paese, ha lasciato tutto, famiglia, ricchezza e privilegi, una donna semplice ma straordinariamente coraggiosa che si batte contro tutto e contro tutti, confidando nella forza delle sue azioni e dei suoi ideali.
Nata in una famiglia dell'alta borghesia, Ingrid Betancourt ha trascorso la sua infanzia a Parigi, dove il padre, già ministro del governo colombiano, ricopriva incarichi diplomatici di grande rilievo. Laureata in scienze politiche e sposata a un diplomatico francese, ha vissuto una vita agiata, seguendo il marito in varie nazioni, fino a quando l'amore per il proprio paese natale non l'ha spinta a ritornare in Colombia. Eletta a parlamentare per il partito liberale nel 1994, nelle elezioni del 1998 è risultata la candidata più votata al Senato, alla testa del partito "Oxigeno" da lei fondato. Il suo impegno per il miglioramento del paese, l'ha portata a candidarsi alla presidenza della repubblica nonostante le avversioni dei narcotrafficanti. Nelle pagine della sua autobiografia l'autrice ripercorre le tappe della carriera politica affiancandole agli episodi significativi della vita privata: dalle battaglie contro il cartello della droga, culminate nella denuncia per corruzione del presidente Samper dinnanzi al Parlamento, alla dorata infanzia parigina nella bella casa di famiglia di avenue Foch, frequentata da intellettuali e artisti del calibro di Neruda, Márquez, Botero. Non dimentica nemmeno episodi molto dolorosi come la separazione dal marito, le minacce di morte ai suoi figli e il loro sofferto allontanamento per motivi di sicurezza. A chi legge il suo libro Ingrid Betancourt racconta tutto di sé, con uno stile vivido e immediato, tipico del ricordo, della confidenza e della condivisione. La condivisione di un grande sogno di giustizia e democrazia.

  • Ingrid Betancourt Cover

    Politica colombiana. Figlia di un ex ministro dell'educazione e di una ex senatrice, ha vissuto all'estero la maggior parte della propria vita, soprattutto in Francia, dove ha studiato presso l'Institut d'études politiques di Parigi.Militante nella difesa dei diritti umani, ha fondato il partito di centro-sinistra "Partido Verde Oxígeno". È stata rapita il 23 febbraio 2002 dalla guerriglia delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) e liberata dalla prigionia il 2 luglio 2008, più di 6 anni dopo la data del sequestro.In Spagna le è stato conferito il Premio Principe delle Asturie (in spagnolo Premio Principe de Asturias) per la Concordia con la motivazione: "impersona tutti coloro che nel mondo sono privati della libertà a causa della difesa... Approfondisci
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