Fra diagnosi e peccato. La discriminazione secolare nella psichiatria e nella religione

Chiara Gazzola

Editore: Mimesis
Collana: Eterotopie
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 11 febbraio 2015
Pagine: 276 p., Brossura
  • EAN: 9788857526331

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    Michela

    28/06/2016 02:29:41

    E' interessante rilevare come ben fa Chiara Gazzola nel suo bel libro "Fra diagnosi e peccato. La discriminazione secolare nella psichiatria e nella religione" che la psichiatria è uno dei più potenti strumenti con cui si è mantenuto vivo lo stigma contro tutti quelli che venivano in passato e ancora oggi da parte di molti vengono considerati dei "diversi" che in quanto tali sarebbero perciò da escludere ed emarginare dal resto della società. Questo per esempio avveniva soprattutto in passato fino ad arrivare ad una piccola svolta nel campo psichiatrico riferibile all'abolizione dei manicomi attraverso la "Legge Basaglia" numero 180 del 13 maggio 1978, non solo nei confronti dei "malati mentali", ma anche verso la categoria degli omosessuali, e tuttavia persistono ancora molti residui di intolleranza e discriminazione nei loro confronti. LAica ma efficace come i tribunali dell'inquisizione, la psichiatria è un potente mezzo di repressione e tortura che nonostante abbia formalmente abolito i manicomi (anche se in alcuni casi particolari ed in alcuni luoghi specifici essi sono stati sostituiti con le REMS , residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza, in seguito alla chiusura degli OPG Ospedali Psichiatrici Giudiziari , sancita dalla legge 81/2012) tuttavia continua a perpetrare il suo controllo e potere repressivo sulle povere vittime con il TSO . In Germania il TSO è stato abolito... Il governo italiano dovrebbe seguire il suo esempio!

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    Carmine

    03/09/2015 02:50:46

    Un saggio interessante si rivela questo scritto da Chiara Gazzola. Per questo verrebbe da dire, riprendendo l'opinione di Hasan, che viviamo in un Paese sospeso fra normalità e follia. Ma la follia maggiore è quella degli psichiatri, della psichiatria e dei suoi accoliti. La psichiatria divenne lo studio delle vie del diavolo , ed il nazismo come tutti i regimi totalitari se ne servirono e la utilizzarono come arma a proprio uso e consumo sulla pelle delle proprie cavie e sempre al servizio degli interessi nascosti delle multinazionali società farmaceutiche.

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    Hasan

    26/08/2015 10:42:53

    E pensare che un tempo c'era chi diffondeva come notizia che "Ogni relazione dai manicomi e' piena di casi di pazzia e crimini dovuti all'uso di ganja". Fra diagnosi e peccato. La discriminazione secolare nella psichiatria e nella religione. Una buona lettura.

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    Concetta Moriana

    05/07/2015 02:38:22

    L'esperienza del TSO che ha ucciso Francesco Mastrogiovanni deve certamente far riflettere tutti ed in special modo gli operatori dei servizi psichiatrici che lavorano in questo campo. Ma soprattutto questo libro è un valido aiuto.

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    Giuseppe Fisicaro

    11/05/2015 20:54:48

    Un buon testo che propone un approfondimento del legame fra la disciplina psichiatrica e gli ambiti religiosi. Il rapporto stretto tra questi due ambiti ha un suo nome: psicastenia. Quest'affezione, proveniente da un'alterazione della volontà o da un indebolimento del potere sintetico dell'Io, è caratterizzato dallo scrupolo, dall'abulia, dall'ossessione, dall'angoscia. Però, è uno stato instabile, in cui il dubbio può finire nel delirio, in cui riappaiono la credenza e l'azione, ma brutali, immediate, guidate dai desideri o dai sentimenti, anziché dall'intelligenza. Con questa diagnosi della psicastenia, si spiegano anche gli stati di mistici, per esempio studiando il caso di una cliente di Janet della Pitié-Salpêtrière, che si chiamava Maddalena ma che poi altri non era se non Anne-Marie Roulé, ma che tuttavia non esauriscono tutte le sue osservazioni. Gli psicastenici sono incapaci di farsi una propria personalità armonica operando la sintesi dei suoi elementi, e preferiscono diminuirsi e denudarsi: rifuggona la vita in società, i doveri famigliari e gli obblighi mondani. Maddalena, per esempio, a 19 anni lascia bruscamente i suoi e non, come essa voleva far credere, per il disgusto dell'immoralità del mondo, ma per impotenza davanti all'azione sociale. Persino l'ascetismo può venir ricondotto alla fuga dallo sforzo. I mistici sembrano privarsi d'ogni soddisfazione,per piacere a Dio; in realtà non cercano forse di piacere a sé stessi, perché cominciano a trovare la calma in una vita limitata? Persino Rousseau, torturato dal disgusto della sua vita, si consolava con un mondo fantastico, dove tutto camminava secondo il suo capriccio e i suoi desideri. Intanto continuano i dubbi, gli scrupoli,le angosce; idee e atti restano allo stato d'abbozzo, ora pravalgono il turbamento, l'inquietudine,il timore morbido. Ecco come si può e si deve interpretare nache il bellissimo libro di Chiara Gazzola.

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    Pier Alfonso Dalle Donne

    02/04/2015 19:07:38

    Chiara Gazzola-raccontandola nel suo libro-ci riporta in mente la tragica e triste vicenda e storia di Francesco Mastrogiovanni, maestro elementare, anarchico di Castelnuovo Cilento, della provincia di Salerno, nato il 2 ottobre 1951 e morto il 4 agosto 2009 nel reparto psichiatrico dell'Ospedale San Luca di Vallo della Lucania in circostanze decisamente poco chiare a conclusione di una vicenda davvero delirante. Secondo la versione ultima (all'inizio si era favoleggiato di una serie di fantomatici incidenti a catena che avrebbe provocato) e' stato fermato, con uno spiegamento notevole di forze dell'ordine di zona mentre si trovava in vacanza, per una ipotetica e banale contravvenzione al codice stradale, essendosi, secondo il Sindaco di Pollica, immesso contromano in una strada. In seguito a cio' e' stato arrestato (quindi, per futili quando inesistenti motivi...) e condotto all'Ospedale San Luca di Vallo della Lucania per un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) grazie al quale mori' dopo 90 ore di contenzione forzata.

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    Il libro di ChiAra Gazzola deve essere letto in aggiunta a "Quel che non sai. Madre e figlia insieme nella sofferenza psichica" di Luciana Coèn, un libro di 128 pagine pubblicato solo l'anno scorso dall'editore Zedde Giancarlo.

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    Un libro che dice solo la verità, tra la mente e l'anima, e che racconta gli innumerevoli scandali della psichiatria e delle gerarchie religiose, due mezzi di coercizione sovente utilizzati per dominare e controllare gli individui "ribelli" per sottometterli ed assogettarli alla loro volontà. Il Caso Mastrogiovanni rappresenta l'esempio più che esaustivo e lampante per illustrare e far comprendere i limiti della psichiatria al servizio dei "poteri forti". Francesco Mastrogiovanni, il maestro elementare, morí dopo aver subito il TSO e la contenzione forzata applicata per oltre 90 ore.

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    Giorgio Cervetti

    08/03/2015 21:26:04

    È importante e urgente riconoscere il ruolo centrale che ricopre la psichiatria nella nostra società, come uno dei mezzi più violenti, invisibili, versatili e repressivi in mano al potere.

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    Fabrizio Porro

    24/02/2015 11:21:11

    Un libro-denuncia delle istituzioni repressive psichiatriche-religiose, per chi ha a cuore le denuncia delle violazioni e le politiche di difesa dei diritti umani.

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