Traduttore: G. Granato
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1997
Pagine: 176 p.
  • EAN: 9788806144067
Usato su Libraccio.it - € 3,62

COOPER, DENNIS, Ziggy

COOPER, DENNIS, Frisk
scheda di Thomson, G., L'Indice 1997, n. 8

In una voragine di rumore bianco, video e riviste porno, rock "no wave", nel tremolio incessante della Tv, l'orrore, la banalità ma anche la bellezza della vita quotidiana, le voci incerte e balbettanti dei personaggi di Dennis Cooper, il nuovo "enfant terrible" della letteratura americana, cercano di emergere, di delineare un proprio tracciato.
"Ziggy", come suggerisce il nome, è una specie di essere alieno.Bello e androgino porta dentro di sé ricordi piatti e scoloriti come vecchie foto polaroid degli abusi orribili subiti dai padri adottivi gay, dal sadico Brice e da Roger, narcisistico critico di musica rock. Questo terzo romanzo di Cooper è una specie di mappa dei vari tentativi del protagonista (il titolo originale in inglese è "Try") di fuggire da una vita di abiezioni legata al suo passato: la rivista che produce per le vittime di abusi sessuali, il rapporto con una ragazza coetanea e soprattutto l'amore non corrisposto che prova per lo scrittore tossicodipendente Calhoun. L'amicizia che cresce tra loro offre forse una piccola finestra di speranza in un mondo in cui la degradazione è diventata un semplice passatempo. La bravura di Cooper sta nel presentare questo mondo sotterraneo come qualcosa di quotidiano evitando il sensazionalismo isterico alla Brett Easton Ellis - come nel caso della figura mostruosa del pedofilo zio Ken che, mentre sta girando un video con un ragazzo prostituto per un amico necrofilo, lo uccide per caso.Con uno stile simile allo zapping, Cooper torna spesso alla scena di questo uomo nella stanza da letto che cerca di riportare in vita il corpo del ragazzo disteso accanto a lui riavvolgendo ossessivamente la videocassetta.A questa forma di eterno ritorno fa da contrappunto l'impossibilità della relazione tra Ziggy e l'eterosessuale Calhoun, che permette loro di evitare la ripetizione sterile della pornografia.Ciò che si ripete qui invece sono le prove, la vita come esperimento sempre aperto.
Un altro tipo di esperimento domina l'azione di "Frisk", secondo romanzo di Cooper, dove alcune foto "snuff" del corpo smembrato di un ragazzo diventano l'ispirazione per le fantasie terribili del narratore Dennis.Immagini di massacri alla Jeffrey Dahmer si trasformano in una specie di arte concettuale del corpo pericolosamente vicina alla psicosi in cui realtà e allucinazione si confondono.L'immagine centrale dell'ossessione di Dennis è l'ano, quello "solare" di Georges Bataille indubbiamente, fonte di mistero e di morte, ma in confronto al romanzo di Cooper la "Storia dell'occhio" sembra una scena de "La casa nella prateria".

Recensioni dei clienti

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    Matt

    13/07/2011 12:56:16

    È fuori catalogo e ha tutti i requisiti per non essere ristampato, ma se vi capita di imbattervi in una copia usata su qualche mercatino o altro, fatela vostra. È crudo, malato, disturbante e terribilmente reale. Astenersi omofobici, benpensanti e moralisti vari, suorine mancate e via dicendo...

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    paolo63

    24/09/2004 10:33:28

    Trattasi di autore tosto, svela un mondo che figiamo di non vedere

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    Debora

    06/10/2003 14:06:40

    ho iniziato a leggere il libro e subito sn entrata a far parte di un altro mondo:ero spettatrice di un mondo ke nn mi piaceva ma ke comunque mi affascinava e,quando ho kiuso il libro,la sensazione è stata quella di essere rimasta x tutto quel tempo in apnea...mi mancava l'aria..piuttosto strano?nn so dirvi se mi è piaciuto oppure no,forse dovrò rileggerlo...ma d sicuro è AFFASCINANTE!

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    Massimo Z.

    18/09/2002 15:38:01

    Gia' avevo letto, tempo addietro, Bret Easton Ellis e non pensavo di trovare, in quest'opera di D. Cooper, l'antesignano del piu' noto "American psycho"... La trovata narrativa d'effetto di "A. p." (efferati assassinii compiuti non si sa bene se nella realta' o soltanto nella fantasia del protagonista) e', infatti, gia' contenuta in "Frisk", anche se qui, alla fine del romanzo, viene fornita al lettore una risoluzione. Il "clima" di questi due libri e', all'incirca, lo stesso (per chi avesse letto "A. p."). Ma qui l'ossessivita', anche dal punto di vista stilistico, e' decisamente meno esasperata e la narrazione acquista un "respiro" piu' ampio (si veda lo spazio dato al passato, agli amici di Dennis...). La connotazione "gay" di quest'opera, la rende poi, se si vuole, suscettibile anche di un'ulteriore - anche se non prevalente -possibilita' di lettura. Tutto sommato "Frisk" mi e' piaciuto di piu' nelle sue parti "soft" e, ancora sotto l'influsso della passata lettura di Bret Easton Ellis, mi sarei risparmiato volentieri la lettura di quelle piu' "hard" (non perche' mi abbiano urtato in qualche modo ma in quanto le ho trovate, tutto sommato, fin troppo scontate...). Maggior fascino, come ho gia' detto, lo conferiscono al romanzo altri momenti. Nell'insieme ho trovato "Frisk" un libro a suo modo interessante e leggibile; consigliabile, pero', solo a lettori che non si lascino troppo facilmente urtare dai particolari cruenti e dalle dettagliate descrizioni di scene di sesso (in questo caso omosessuale), che in questo romanzo non mancano di certo.

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    paola del vitto

    20/10/2000 09:22:11

    Mai letto nulla di simile!L'indice riassume in pieno l'essenza dl libro,Folle,Teso,Lacerato,Fuso,Stordito...Più folle.Una fantasia perversa che trascende la realtà e trascina il lettore in una dimensione infinita,quasi incomprensibile.

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