Editore: Chiarelettere
Collana: Narrazioni
Anno edizione: 2018
Pagine: 240 p., Brossura
  • EAN: 9788832960006
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Descrizione
Con lo stile caustico e la capacità di guardare oltre il contemporaneo che da sempre lo contraddistinguono, in questo suo nuovo romanzo Avoledo ci conduce in un viaggio ai limiti del potere, mostrandoci chi potremmo diventare, e come potrebbero essere l’Italia e l’Europa di domani.

«Tullio Avoledo è la risposta italiana a qualcuno che all’estero non esiste.» - Giorgio Faletti

Francesco Salvador è un tenente nazista di Kosakenland ’44. Questo, almeno, fino a che non finisce il suo turno, quando rientra nella sua casa nella Trieste asburgica della Belle époque e sulle Attrazioni e gli Onorevoli Ospiti si spengono le luci. Perché il Friuli non è più una regione, nell’Italia post 2023. È stata combattuta una guerra d’indipendenza, l’enigmatico Vittorio Volpatti ha preso il potere convincendo il popolo che l’unica strada possibile per sopravvivere in un mondo di nuovi potenti, gli Azionisti, fosse trasformare la regione in un parco divertimenti a carattere storico. E così, se Trieste torna a essere asburgica, Aquileia romana e Cividale longobarda, fra i monti della Carnia risorgono villaggi celtici e la Kosakenland del ’44. Ma non tutti sembrano d’accordo. Francesco Salvador, chiamato a scoprire chi sia lo Zorro anarchico che sabota le Attrazioni, si avventurerà nel cuore profondo di un mistero che racconta del paradosso su cui si fonda il mito delle radici e ha trasformato il Friuli in Furland. Con lo stile caustico e la capacità di guardare oltre il contemporaneo che da sempre lo contraddistinguono, in questo suo nuovo romanzo Avoledo ci conduce in un viaggio ai limiti del potere, mostrandoci chi potremmo diventare, e come potrebbero essere l’Italia e l’Europa di domani.

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«Tutti sapevano che, immediatamente dopo l’indipendenza, Vittorio Volpatti si era ritirato a vita privata in una località segreta del Furland, delegando il governo agli Amministratori e ai Supervisori […] L’immagine e la voce del nostro Leader erano onnipresenti. I suoi discorsi venivano riproposti a ogni festa nazionale, le sue foto e i suoi ologrammi ti guardavano da ogni edificio pubblico». Il discorso dell’indipendenza di Volpatti si era intrecciato a un tricolore ammainato e alle note di un vecchio film, Il gladiatore. Prima c’erano state una guerra civile, risolta con la battaglia di Latisana nel giugno 2023, e una pulizia etnica che aveva risparmiato solo i friulani. Dopo, Volpatti era sceso a patti con la concretezza del dio denaro, con gli stessi poteri forti che combatteva, con i soldi di alcuni investigatori stranieri che, di fatto, avevano trasformato il Friuli, sotto l’egida dell’Amministrazione, in un enorme parco divertimenti, con rappresentazioni di grande verosimiglianza: fucilazioni naziste, aristocrazie asburgiche a Trieste, insediamenti longobardi, villaggi celtici, sacrifici druidici. Di un futuro e di una terra che possono far paura (non sono un azzardo, visti i tempi che corrono, e di sicuro non sarebbero una possibilità), ma non sono da derubricare solo ai “parti della fantasia”, scrive Tullio Avoledo, uno degli autori più immaginifici alle nostre latitudini, nel suo nuovo romanzo, Furland® (225 pagine, 16,50 euro), pubblicato dalla casa editrice Chiarelettere. Chi crede alla favoletta che Avoledo abbia esaurito il proprio spirito narrativo si faccia da parte. Gli altri si bevano Furland anche in una sola notte e poi stiano lì a farsi qualche domanda, a riflettere, su cosa siamo diventati e su cosa potremmo diventare.

C’è la fantasia di Avoledo in queste nuove pagine, la stessa fantasia che non ha mai smesso di soccorrerlo dopo il debutto de L’elenco telefonico di Atlantide ed è vivissima in Furland®  Dove il futuro, che è quasi presente, terrorizza. Non è un meccanismo perfetto questo luna park local-nazionalistico, che gioca con la storia e la geografia e che piace tanto ai turisti, in particolare a quelli orientali. Bene e male s’intrecciano, si confondono. E soprattutto le “attrazioni” sono a rischio, c’è qualcuno che tenta di sabotare gli spettacoli, uno Zorro da smascherare, sulle cui tracce si mette Francesco Salvador, tenente nazista, almeno per lavoro, cioè questo è il ruolo che interpreta nella messinscena del Kosakenland (quando nel 1944 le truppe cosacche alleate dei nazisti occuparono la Carnia) al servizio dei turisti, nella farsa con centinaia di comparse che finisce nelle memorie dei loro smartphone.

Gli attentati minacciano l’aura apparente di perfezione e tranquillità del Furland e lui – affiancato da un collega che ha il volto di Hemingway, in seguito a un intervento di chirurgia plastica – deve impedire che i guai continuino. Da improvvisato detective Francesco Salvador scoprirà ben più dell’iniziativa di un singolo… Avoledo fa anche rischiare la vita al suo protagonista nel corso del viaggio investigativo che lo conduce ai quattro angoli del Furland, fra epoche e spazi differenti. Aleggia il mistero della scomparsa dell’Amato Leader, che a un certo punto riapparirà avvolto in un morbido cardigan color cammello. Dove, come e perché toccherà ai lettori scoprirlo…

Recensione di Giovanni Leti