Traduttore: K. Bagnoli
Editore: Bompiani
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 ottobre 2005
Pagine: 1311 p., Brossura
  • EAN: 9788845212772
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Recensioni dei clienti

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    ania

    09/02/2011 00:05:25

    anche questo libro come shogun merita il massimo dei voti! clavell è un maestro della narrazione, unico, inimitabile, veramente avvincente e affascinante in tutti i suoi libri. ho apprezzato maggiormente shogun, ma anche gai jin è un capolavoro assoluto con le sue descrizioni del mondo giapponese dell'800 e i rapporti fra gli occidentali e i giapponesi riprodotti sulla carta in maniera così viva e pittoresca come in un quadro dai violenti e brillanti colori vivaci.

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    lucia 78

    02/02/2011 11:19:31

    Un passo in dietro rispetto a Shogun! Clavell ha una facilità di narrazione straordinaria ed arrivando alla conclusione del romanzo si ha l'impressione che avrebbe potuto scrivere all'infinito. Una piacevole lettura che mi ha tenuto compagnia durante un ricovero in ospedale!

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    Maunakea

    25/08/2009 09:26:32

    Gai-Jin è del 1993 ed è l'ultimo libro della Asian Saga di Calvell, a parte l'interrogativo del perché tradurre solo parte di questa saga in Italiano e non tutta e chiedersi che senso abbia, come tutte le cose italiote, il libro è valido per chi ha letto alemo shogun e preferibilmente anche tai-pan, per una lettura estemporanea non è consigliabile, in effetti è eccessivamente lungo, senza essere più di tanto autoconclusivo, forse l'autore, morto un anno dopo, ne immaginava una prosecuzione perchè la storia resta più sospesa di quanto non avrebbe dovuto, quasi fosse non finito. L'ambientazione è quella del Giappone del 1862 e prende spunto da un evento effettivamente accaduto e conosciuto come Namamugi Incident, che precedette il bombardmento di Kagoshima nel 1863 (Anglo-Satsuma War) e la guerra contro Satsuma. Amo moltissimo arrivare a conoscere in questo modo brandelli di storia di cui non avevo minimamente idea.

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    Fabrizio

    14/09/2007 12:32:05

    Eccessivamente lungo. la parte giapponese è molto affasscinante, mentre gli europei sono piuttosto prevedibili e noiosi. la figura più bella è quella di tess struan, che non c'è mai e vive solo attraverso le sue lettere. Direi che come opera va bene, ma shogun è tutta un'altra cosa. Comunque da leggere se siete amanti di Clavell e del giappone.

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