Il Gattopardo. Edizione conforme al manoscritto del 1957 - Giuseppe Tomasi di Lampedusa - copertina

Il Gattopardo. Edizione conforme al manoscritto del 1957

Giuseppe Tomasi di Lampedusa

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Editore: Feltrinelli
Collana: Le comete
Anno edizione: 2002
In commercio dal: 10 giugno 2002
Pagine: 300 p.
  • EAN: 9788807530043
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Premio Strega 1959. Don Fabrizio, principe di Salina, all'arrivo dei Garibaldini, sente inevitaile il declino e la rovina della sua classe. Approva il matrimonio del nipote Tancredi, senza più risorse economiche, con la figlia, che porta con sé una ricca dote, di Calogero Sedara, un astuto borghese. Don Fabrizio rifiuta però il seggio al Senato che gli viene offerto, ormai disincantato e pessimista sulla possibile sopravvivenza di una civiltà in decadenza e propone al suo posto proprio il borghese Calogero Sedara.
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    Daria

    13/05/2020 17:13:20

    Si dovrebbe trattare questo libro come un vino d'annata, lo si deve centellinare per apprezzarne maggiormente il gusto, la lettura non deve essere frettolosa, altrimenti le descrizioni accuratissime alla lunga tedieranno la nostra capacità di ricreare le immagini. Le singole parole incastonate in periodi perfetti sono in grado di deliziare il lettore, purché naturalmente vi si dedichi il tempo necessario. Non é la trama che ci deve rapire, non é il destino di Sua Eccellenza quello che ci deve incuriosire, ma é la profondità e l'abilità dell'autore che ci affascina nel dipingere degli archetipi umani.

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    Lapo

    07/03/2020 13:59:08

    Rileggo per l’ennesima volta questo libro che ritrae il crepuscolo di un mondo e di una classe sociale, e che è pervaso dal senso di dissoluzione e di morte: da quella, in apertura, di un soldato trovato cadavere nel giardino dei Salina, ai tocchi funebri di campane che fanno dire a don Fabrizio «Finché c’è morte c’è speranza»; dal quadro di un moribondo esposto a Palazzo Ponteleone che induce nel Principe pensieri foschi e al tempo stesso consolatori – quelli che egli rivolge implorante alle stelle mattutine – fino al ricordo, poco prima di spirare, dell’acuto motteggio di Tancredi «Tu, zione, corteggi la morte». Morte a cui si intercala spesso l’eros nelle descrizioni di affreschi sensuali e voluttuosi, di infiorescenze d’aspetto lascivo che effondono fragranze carnali, dei desideri libidinosi di Tancredi e Angelica nelle stanze segrete di Donnafugata. Ma il romanzo va ben al di là di eros e morte, e spazia arioso dalla campagna arida e assetata ai vicoli di Palermo, dai poveri borghi agli sfarzosi palazzi aristocratici; l’Autore sfoggia grande profondità nella rappresentazione a tutto tondo dei personaggi, grande immediatezza nel ritrarre una Sicilia cotta dall’arsura, grande sensibilità nel cogliere la dolorosa disperazione di un’isola dalla cui angoscia non si vedono vie d’uscita se non appunto nel riposo eterno. Un’opera sontuosa da tenere a portata di mano per rileggerne ogni tanto qualche pagina.

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    Consuelo

    27/04/2019 14:35:22

    Parto col dire che i classici mi piacciono molto. Per quanto riguarda il Gattopardo nello specifico, però, non l'ho amato come immaginavo. Si tratta di un racconto ai tempi dell'unità d'Italia ma non emergono molto bene i temi storici. La Sicilia e i suoi paesaggi sono descritti in modo sublime, ma ciò non è bastato a farmi apprezzare a sufficienza il libro. A mio avviso non ricopre le aspettative che si hanno. Lo consiglio, ma solo in parte.

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    Dalila

    08/03/2019 17:56:26

    Si dovrebbe trattare questo libro come un vino d'annata, lo si deve centellinare per apprezzarne maggiormente il gusto, la lettura non deve essere frettolosa, altrimenti le descrizioni accuratissime alla lunga tedieranno la nostra capacità di ricreare le immagini. Le singole parole incastonate in periodi perfetti sono in grado di deliziare il lettore, purché naturalmente vi si dedichi il tempo necessario. Non é la trama che ci deve rapire, non é il destino di Sua Eccellenza quello che ci deve incuriosire, ma é la profondità e l'abilità dell'autore che ci affascina nel dipingere degli archetipi umani.

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    Romolo Ricapito

    03/09/2017 17:24:41

    Straordinario capolavoro, attuale sempre, che descrive la vita di un principe siciliano. Fabrizio, sui 45 anni e della sua famiglia nel 1800 durante i moti garibaldini etc. Ma la vita descritta è interiore, nei palazzi, a contatto del nipote prediletto Tancredi e nei palazzi nobiliari , anche quelli delle vacanze. Peccati, rimpianti, giovinezza e ricchezza, disfacimento di un mondo dorato e nostalgia. Stupendo. Perfette le descrizioni, sia degli oggetti che delle situazioni e naturalmente delle psicologie.

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    roby

    02/01/2017 09:02:48

    Rimedio alle tre stelle che compaiono nella mia precedente recensione: è un libro destinato a restare, malgrado i rifiuti editoriali e le critiche di cui fu oggetto, e merita cinque stelle.

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    Roby

    01/01/2017 11:51:57

    Un libro bellissimo ma quanta malinconia a leggere certe recensioni. Adoratori di infime scritture astenetevi dal commentare, la vostra noia misura non il valore delle opere ma l'incapacità di comprendere.

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    luca bidoli

    18/10/2015 15:05:46

    Alcuni lo trovano brutto. Segnale dei tempi, credo, e non solo, ma anche di una certa regressione linguistica, culturale, che sta mortificando e rendendo tutto più piatto e monotono. Io sono vecchio. Probabilmente superato, non capisco più i tempi che mutano o forse non voglio più comprenderli. Questo libro è affascinante, non perfetto, certo, ma, da solo, ritengo, valga molto di più di gran parte della "merce" che oggi si trova in vendita in qualsiasi libreria. Noioso? Per chi non a né leggere né capire, anche Dante, Leopardi, Petrarca, lo sono. Sine qua non.

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    luisa

    19/09/2013 22:29:47

    ho voluto leggere questo romanzo perche era in regalo in una biblioteca visto che era un doppione. ma non è tra i miei preferiti perchè ha una lettura lenta e monotona

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    Davide

    29/08/2011 11:09:19

    Nobiltà, tradizione, storiografia, in un grande romanzo del novecento.

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    salvatrice

    27/06/2011 12:01:21

    splendido!!!! altri commenti sono inutili

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    Maggie

    20/04/2011 19:55:19

    Indiscutibile pietra miliare della letteratura italiana, "Il gattopardo" è stata una delle migliori letture da me mai affrontate. Massimo voto, ovviamente, e vivissimo consiglio alla lettura.

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    francesco

    25/03/2011 14:15:07

    E' un grave errore mettere nelle mani di uno studente (a meno che non sia quanto meno un universitario) questo romanzo. Lo si deduce chiaramente dalla maggioranza dei commenti lasciati dagli adolescenti che hanno dovuto subire, poveretti, una "tortura" del genere. Mi rendo conto che, sì, tanti altri ragazzi l'avranno apprezzato, ma intanto registro il danno più grave: molto più numerosi saranno i ragazzi che, per colpa di chi ha irresponsabilmente messo loro in mano questo romanzo, si allontaneranno dalla lettura dei classici. Le letture dovrebbero in genere essere più progressive e adattate al soggetto, piuttosto che imposte (con i devastanti danni che ne conseguono). Il Gattopardo è una lettura di estremo interesse, ben superiore alle mie già elevate attese. La qualità della sola stessa scrittura è di un tale virtuosismo da meritare riflessioni apposite, a prescindere dai contenuti. Quanto a questi ultimi, ci sono brani interi di enorme significato che meritano spesso la rilettura, spunti di riflessione applicabili addirittura alla realtà che viviamo in quanto hanno uno spessore universale. Merita il massimo voto, ovviamente.

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    simone

    28/03/2010 16:56:45

    Notare la presenza di commenti negativi, rivolti a quello che è stato uno dei romanzi più apprezzati e tradotti nel mondo, ci fa capire che gioielli come il gattopardo non dovrebbero mai capitare nelle mani di lettori abituati solo a generi da consumo, e del tutto allergici alla riflessione storica e umana. Io invece voglio consigliare questo libro a quanti vogliano non solo avere uno sguardo sincero sull'antropologia dei siciliani, ma anche avere una visione della storia come un male che procede inarrestabile, come regesto di torti e crimini millenari di cui l'uomo pagherà sempre le conseguenze. Per aver unito "particolare" e "universale", questo romanzo è una delle poche opere che oltre ad essere tanto sono anche intelligenti.

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    .oObeaOo.

    18/03/2008 14:58:14

    ma a chi piace il gattopardo???..è un libro noiosissimo ank solo dal primo capitolo!! se nn mi credete vi elenco i motivi: 1.i capitoli sono lunghi 30 pagine 2.è pieno di descrizioni inutili..il libro è una descrizione unica!! 3.è narrato in modo lentissimo! 4.ci sono libri migliori!! 5.NON LEGGETELO MAI!!!vi conviene! bacio bea ps. nn leggetelo xkè vi deprimete al mazimo!! ve lo giuro..xò se volete provare a leggerlo peggio x voi!..io mi scarico la recensione!!

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    ezia

    29/03/2007 14:41:17

    il gattopardo dovrebbe essere reso obbligatorio nella scuola almeno superiore ; aiuterebbe i giovani a riflettere sulla sicilia ,la sua storia passata e presente e a renderla meno isola

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    Cadue_Rastaman

    12/12/2006 18:34:11

    Vorrei solamente complimentarmi con l’astuto sig. Tomasi di Lampedusa per aver prodotto un capolavoro tale da poter eccellere in moltissimi campi, come quello letterario, storico, ma soprattutto scientifico. Infatti questa opera ha potuto documentare in modo razionale e inconfutabile quanta noia può sopportare l’essere umano prima del collasso.

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    Davide Giuseppe Truscello Cillari

    21/11/2006 15:57:49

    I capolavori non sono mai da commentare, ma soltanto da ammirare e perdersi in essi. Tuttavia come vi si potrebbero commentare se ci lasciano senza fiato? Sono un siciliano di quelli che hanno le origini che si perdono nel tempo di quest' isola. Per comprendere " Il Gattopardo" non ho avuto necessità di usufruire di un qualche grado d'intelligenza, ma tutto mi è scivolato verso una comprensione automatica, fluida, semplice. Senza sforzi ho visto man mano emergere il culto che, qui da noi, non si cita spesso. Il costume di una terra incantata e sospesa in uno spazio nel quale chi non è soggetto alla sua cittadinanza non sempre capisce. Grazie e a presto.

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    Andrea

    05/11/2006 23:04:36

    Il libro più bello del '900

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    MASSIMO LISA

    09/04/2006 22:29:13

    UN BEL LIBRO MA INDUBBIAMENTE ANCHE MOLTO NOIOSO.

Vedi tutte le 29 recensioni cliente

Dopo il lavoro compiuto nel "Meridiano" Mondadori del 1995, in cui ha raccolto l'opera completa di Tomasi, ora il curatore e nipote adottivo Gioacchino Lanza ripropone il romanzo che ne è in assoluto il cuore: "Uno dei tre o quattro libri del secondo Novecento che hanno travolto su scala mondiale lo sbarramento fra capolavori e masse"; così sostiene Francesco Orlando, qui spesso citato, in L'intimità e la storia, saggio di lettura del Gattopardo da non dimenticare. Una nuova edizione forse non era necessaria, e l'ha notato il sicilianista del "Corriere" Matteo Collura. Questa però è tanto più maneggevole del corposo "Meridiano", occupato per tre quarti dalle lezioni di letteratura inglese e francese, che può giustificarsi e rendersi utile al lettore. L'aggiunta nuova è costituita da un frammento rinvenuto con altri materiali autografi e dattiloscritti nel 1998, poche pagine intonate allo scherzo, amarognolo però e sempre gattopardesco; vedi, a proposito della carriera politica di Tancredi: "Egli militava nella profittevolissima sfumatura di 'estrema sinistra della estrema destra', trampolino magnifico che doveva poi permettergli acrobazie ammirevoli e ammirate". La premessa del curatore, pur essendo principalmente impegnata a riassumere la laboriosa vicenda testuale e le traversie della pubblicazione, non ha tuttora perduto il pregio dell'affabilità. Per ricostruire il contesto e i rapporti fra testo e autore, Lanza ha usato la semplice forza evocativa dei nomi e la forza più complessa e ambiguamente suggestiva che ha il racconto del testimone (speciale testimone anche lui, come Orlando). Le sue pagine si salvano infatti dal veloce invecchiamento che punisce, in questi anni, quanti sono incappati nelle strettoie metodologiche e critiche.

Lidia De Federicis

  • Giuseppe Tomasi di Lampedusa Cover

    Giuseppe Tomasi di Lampedusa, duca di Palma e principe di Lampedusa si formò su scritti illuministici e raccolte di relazioni militari. Il suo casato ha origini bizantine ed è uno dei più antichi del Regno delle Due Sicilie. Da bambino studiò nella sua casa a Palermo sotto l'insegnamento di una maestra, della madre e della nonna, che gli leggeva i romanzi di Emilio Salgari. Frequentò il liceo classico a Roma e in seguito a Palermo. Sempre a Roma nel 1915 s'iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza, senza terminare gli studi. Nello stesso anno venne chiamato alle armi, partecipò alla disfatta di Caporetto e fu fatto prigioniero dagli Austriaci, in Ungheria. Riuscito a fuggire, tornò a piedi in Italia. Divenne narratore solo nella seconda... Approfondisci
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