La gemella sbagliata - Ann Morgan - copertina

La gemella sbagliata

Ann Morgan

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Traduttore: R. Salerno
Editore: Piemme
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 31 gennaio 2017
Pagine: 396 p., Rilegato
  • EAN: 9788856657227
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Gaia la libraia

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Una lettura tesa e avvincente, che vi farà girare le pagine vorticosamente, e che fa di Ann Morgan una delle voci più sorprendenti del thriller psicologico.

«Impossibile non paragonarlo alla "Ragazza del treno".» - Booklist

Hai mai avuto paura di restare intrappolata nella vita di un'altra?
Helen ed Ellie sono gemelle. Identiche. Almeno così le vedono gli altri. Ma le due bambine sanno che non è così: Helen è la leader, Ellie la spalla. Helen decide, Ellie obbedisce. Helen pretende, Ellie accetta. Helen inventa i giochi, Ellie partecipa. Finché Helen ne inventa uno un po' troppo pericoloso: scambiarsi le parti. Solo per un giorno. Dai vestiti alla pettinatura ai modi di fare. Ed ecco che Ellie, con la treccia di Helen, comincia a spadroneggiare, mentre Helen si finge la sottomessa e spaventata Ellie. È divertente, le due bambine ridono da matte. Ci cascano tutti, perfino la mamma. Ma, alla sera, quando il gioco dovrebbe essere finito, e Helen pretende di tornare a essere se stessa, Ellie per la prima volta dice di no. Ormai è lei la leader. E non tornerà indietro. Da questo momento, per la vera Helen comincia l'incubo... Un capolavoro di suspense e inquietudine, che riesce a raccontare in modo straordinario la discesa agli inferi della protagonista, nonché la facilità con cui si possono manipolare le persone e distorcere la realtà. Perché non tutto è come sembra, anche nelle migliori famiglie, e in quella di Helen ed Ellie ci sono molti più segreti di quanti le bambine stesse possano immaginare. Al punto che un gioco innocente, forse, non è mai stato solo un gioco.
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    millie323

    10/03/2019 12:19:25

    L'ho letto in soli cinque giorni. Adoro questo libro, ho avuto un po' di difficoltà a capirlo, poi capirete il perché, ma è assolutamente da leggere. Uno scambio di personalità avvenuto a causa di un gioco, la conoscenza del proprio passato… Uno dei libri più belli che abbia letto .

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    Il Caffè Netterario

    10/11/2018 17:15:42

    Non so se definirlo un thriller, ma è sicuramente un romanzo inquietante. La conoscenza di una persona e del suo passato, uno scambio di persona avvenuto per caso... Un libro particolare, che incute un senso di ansia, ma veramente bello! La lettura è scorrevole ed è quasi impossibile smettere di leggerlo!

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    Sara__Cuccu

    15/10/2018 12:22:07

    Non vedevo l'ora di leggere questo libro, mi aspettavo molto, invece è stato una grande delusione. Dalla trama avevo non grandi aspettative, di più, invece questo libro non mi ha lasciato niente. Dai primi capitoli sembrava potesse nascere una buona storia, ma poi il nulla. Peccato perché di questo libro resterà solo una bellissima idea iniziale che poteva essere realizzata davvero bene. Ma non è stato così. 

  • La prima parte del libro - quella dedicata all'infanzia - è coinvolgente, ansiogena, un pendolo che oscilla tra il thriller e l'horror. Le due bimbe ricordano le gemelline di Shining, per capire un po' il genere. L'idea di principio mi è sembrata molto originale e ben strutturata, ma l'autrice - a mio parere - è caduta in una trama troppo "trita e ritrita" che mi ha fatto perdere la poesia. Il libro è nella media: aveva un'ottima idea di partenza, la storia scorre in modo molto rapido e fluido sotto gli occhi del lettore... ma purtroppo la banalità non si perdona e quello che sarebbe potuto essere un romanzo che non ti fa dormire di notte, in realtà è solo un libro scritto bene senza infamia e senza lode.

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    Giorgio G

    18/09/2018 20:41:07

    Incuriosito dal clamore mediatico suscitato da questo debutto letterario mi ci sono buttato anima e cuore. Che dire...di sicuro non si può parlare di un thriller, l’unica vena di suspance, o per meglio dire mistero, è costituita dal perché sia avvenuto questo scambio di persona tra le due gemelle, argomento sul quale ruota tutto il romanzo. Personalmente prediligo altri tipi di letture, però riconosco alla giovane scrittrice uno stile narrativo azzeccato e scorrevole, ma niente di più In conclusione, senza lode e senza infamia

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    Letizia

    04/09/2018 11:35:38

    I danni di una famiglia disfunzionale sono ben resi in questo libro, in modo realistico a mio parere. L'identità si costruisce come compromesso fra ciò che ci viene chiesto di essere e ciò che ci sentiamo di essere. E per scrollarsi di dosso un'etichetta la chance è ricominciare da zero, in questo caso rubando l'identità altrui. I casi di gemelle sono perfetti per evidenziare l'influenza esterna su materiale in partenza molto simile. Il riferimento a Mamma con la maiuscola come se fosse un nome proprio scevro dal sentimento che il concetto ha in sé, mi ha evocato Agotha Kristoff ne "La trilogia della città di K". Inoltre non male il ruolo dell'arte come ciò che può distruggerti per il senso di inadeguatezza di vivere nella realtà (vedi il padre delle gemelle) e che però ti salva, come accade per la protagonista.

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    andrea

    07/07/2018 08:33:44

    Il libro è bello,trama piuttosto efficace e leggibile. Ma non è un thriller! Ormai in questa categoria ci finisce ogni tipo di libro,evidentemente serve per vendere. Non c'è niente in questo libro che si avvicini vagamente alla suspense di un libro thriller e neanche un giallo. È il racconto dei tormenti di una ragazza malata e della sua famiglia incapace di aiutarla. Bello e scritto bene ma ingannevole la classificazione che ti porta ad abbassare il voto perché le aspettative erano ben altre!

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    Lorena

    26/03/2018 12:59:03

    Niente da dire sul modo di scrivere della Morgan, alcuni passaggi sono scritti veramente bene, traspare pienamente la capacità di descrivere le emozioni. Per quanto riguarda la trama invece il romanzo lascia un po' a desiderare. L'idea era buona ma poi si incunea in un serie di situazioni inverosimili, veramente al limite dell'assurdo. I protagonisti sono detestabili e pieni di negatività. Salvo solo la nipotina, almeno lei è riuscita a far passare un po' di luce in tutto quel grigiore.

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    Giuly

    12/01/2018 07:11:02

    Sono d'accordo con Bookworm: definirlo thriller non mi pare appropriato; però, anche se non abbondano i colpi di scena, Ann Morgan è riuscita a tenermi incollata alle pagine. Nessuno dei personaggi mi ha lasciata indifferente, ma a differenza degli altri lettori chi mi ha suscitato maggiore tenerezza è stata Eleanor: dapprima bambina vittima di un trauma immenso e della perfidia immotivata e gratuita della sua gemella, quindi donna prigioniera del suo ruolo e con la vita segnata da una terribile tragedia. Ottimo esordio.

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    Bookworm

    14/12/2017 23:03:16

    Come già sottolineato in altre recensioni, il riassunto in copertina è altamente fuorviante, per cui chi si aspetta un thriller resterà deluso già dalla prima pagina (checché ne dica Valentina nella sua più che prolissa recensione, non c'è alcun alone di mistero che avvolge i personaggi). A mio parere la storia è verosimile, e il continuo alternarsi di flashback cattura pienamente l'attenzione del lettore. Credo che la scrittrice abbia delineato e analizzato molto bene la psicologia della protagonista, tanto da farci percepire la sua angoscia esistenziale e immedesimare nella sua situazione.

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    Una storiella

    09/11/2017 13:59:56

    Aveva del potenziale.. peccato non sia stato assolutamente sfruttato! Nessun colpo di scena, ciò che leggete all'inizio è esattamente lo stato dei fatti e lo ritroverete alla fine. Non aspettatevi di rimanere sorpresi. Soldi sprecati e libro rivenduto.

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    Ma anche no!!!

    05/11/2017 10:13:11

    Non discuto il modo in cui sia scritto, ma il finale dopo tanti flashback poteva anche costruirlo. SENZA FINALE Per me. E, per un thriller e’ tutto dire. Deludente

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    Elena

    30/10/2017 09:26:17

    Bellissimo. Il finale mi ha lasciato senza parole, proprio perchè terribile nella sua, tutto sommato, semplicità.... Consigliatissimo.

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    Marianna

    26/10/2017 15:28:59

    Una storia costruita sul niente. Sostanzialmente inverosimile e spiacevole.

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    Maura

    16/10/2017 10:03:36

    Bellissimo e avvincente

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    Giorgia

    06/10/2017 09:31:37

    Era da tempo che volevo leggerlo..la copertina e la trama mi avevano preso molto.. Il libro mi è piaciuto molto fino a pagina 300 circa.. la trama ti appassiona, ti immedesimi, non capisci come possa accadere tutto ciò.. da pagina 300 circa in poi tutto diventa più pacato, lento e (come ho letto in altre recensioni) sembra che l'autrice si sia stancata e abbia voluto trovare un finale scontato e poco adatto.. Diciamo che mi è piaciuto ma mi ha lasciato l'amaro in bocca..

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    Paola

    22/09/2017 14:55:57

    Libro con un non so che, ma che poi arriva ad essere solo una serie di sfortunati eventi e pieno di sfiga. Negli ultimi capito sembra che abbia lasciato perdere anche l'autrice tanto che arriva ad essere addirittura scontato. Per, praticamente tutto il tempo della lettura, si passa a provare pena verso la protagonista e allo stesso tempo risentimento ed odio verso tutti gli altri personaggi, semplicemente perché: va bene che comunemente ci sono incomprensioni in ogni nostra relazione, ma così è quasi paradossale! Do tre stelle semplicemente perché non mi ha convinto del tutto, e dalla trama sembrava tutta un'altra storia.

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    Anna g.

    19/09/2017 06:14:25

    Leggetelo con calma, gustatevi ogni parola, recitatelo nelle Vostri menti, è un bel libro, Vi porterà a leggerlo tutto d'un fiato, ma non abbiate fretta di arrivare alla fine. Sono contenta di averlo letto, l ho letto fra sabato e domenica, divorato, oggi l ho ripreso, ed ho riletto, qualche passo, difficile staccarsene e rimettere fra i libri già letti, ti lascia qualcosa dentro....... proprio bello!!!

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    Pluffa

    16/09/2017 00:01:14

    Leggendo la trama mi ero fatta un'idea del romanzo completamente sbagliata. Non mi è piaciuto per niente. La protagonista ha una sfortuna inaudita e quando non è sfortuna è proprio lei a darsi la zappa sui piedi. Tutta la storia parte da un fatto talmente "debole" che non mi spiego come possa reggere tutto il resto. Gli altri personaggi sono uno peggio dell'altro, tanto che non riesco ad immaginarli in una possibile realtà. Il finale poi... estremamente deludente. Una "rivelazione" che a me è sembrata assurda, cattiva e nello stesso tempo ridicola. L'unica nota positiva è che la storia incuriosisce, per cui l'ho letto fino alla fine nonostante tutto. Pentita di averlo comprato.

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    Elena

    07/09/2017 18:53:52

    Definisco questo libro inquietante. Ho avuto questa sensazione mentre lo leggevo, con l'aggiunta di un fastidioso retrogusto amarognolo, aspettando che dovesse accadere il colpo di scena che non arrivava, a parte il finale, purtroppo rovinato da qualche banalità. Non posso dire che non mi sia piaciuto, ma non mi ha neppure entusiasmata. Assegno un punteggio nella media premiando gli spunti di riflessione... quanto possono l'ambiente e la pressione psicologica incidere su una persona?

Vedi tutte le 32 recensioni cliente
Le prime righe del romanzo

In giardino, luce abbagliante. Ellie mi segue a ruota. «Andate e non mettetevi nei guai.» Le foglie del melo gettano macchie d’ombra su noi due.
Ormai siamo lontane dalla casa buia con le tende chiuse. I cuscini ammucchiati da una parte. I mormorii e i sospiri che si trasformano in urla e pianti alla vista dell’alone d’acqua lasciato da un fondo di bicchiere. «Non si fa.» Non sono stata io: è sempre Ellie. Non è mai colpa mia, io sono quella brava, perché sono nata prima.
Eccoci in fondo al giardino, nascoste dietro il cespuglio di more. Uno sguardo all’indietro per controllare di non essere osservate. Campo libero. Armeggio con il chiavistello, il cancello si apre e lascia filtrare la luce calda dalla strada. Ellie ridacchia. Fa uno strano movimento, come se dovesse andare in bagno.
«Shh, Ellie» dico. «Vuoi che ci sentano tutti?»
Ellie diventa improvvisamente seria. La gente dice che il cordone ombelicale le si è attorcigliato intorno al collo, ed è per questo che a volte non è brava come me. Ma io so che lo fa apposta. Vedo come mi guarda quando la maestra la rimprovera perché è stanca.
«Pensi che dovremmo andarci senza dirlo a Mamma?» chiede.
«Stai zitta» sibilo spingendola avanti. «È solo Mary.»
Quando è il momento di dare una lezione a Ellie, si va da Mary. È più grande di noi, quindi è più brava a inventare giochi. Una volta, quando nessuno era venuto a prenderci a scuola, abbiamo portato Ellie al parco, l’abbiamo lasciata lì tutta sola e siamo tornate a casa di corsa. Ridevo così forte da non riuscire a respirare. Era davvero una lezione fantastica, molto più divertente che non starsene tutto il giorno a camminare in punta di piedi per casa, nelle stanze vuote.
Un’altra volta abbiamo provato a far mangiare a Ellie uno yogurt trovato in una busta di plastica appesa al muro accanto alla fermata dell’autobus. Le abbiamo tentate tutte, ma era così pieno di bolle, puzzolente e duro che Ellie si è rifiutata di toccarlo. Abbiamo anche provato a minacciarla e a dirle che era formaggio, ma niente.
La casa di Mary è in fondo alla strada. Non è come casa nostra perché è su un solo livello, come se qualcuno l’avesse stesa con il mattarello. E poi c’è un sacco di roba buttata in giro dove dovrebbero esserci il prato e le aiuole. Ma è come casa nostra perché dentro c’è un solo adulto, il padre di Mary, che traffica sempre con il martello e le chiavi inglesi in giardino, e a volte anche in bagno. E poi c’è suo fratello.
Bussiamo e dopo un po’ un’ombra riempie l’oblò di vetro della porta, facendolo assomigliare all’occhio di un drago che si apre. La porta gira sui cardini e un odore acre ci investe. Il fratello ci osserva, il viso sottile e le basette lo fanno sembrare un lupo.
«Ciao. C’è Mary?» chiedo.
«No» risponde il fratello con quel tono piatto e scontroso che secondo Mary è tipico di Manchester, dove vivevano prima. «È a farsi fottere da qualche parte.»
Ho un tremito, ma mi faccio coraggio e sostengo il suo sguardo da lupo.
«Fottere?» ripeto perplessa. «Dove?»
Il fratello fa un sorrisetto. Sposta gli occhi da me a Ellie. Dietro di lui, in casa, qualcosa luccica.
«Siete gemelle, eh?» chiede. «Quanti anni avete?»
Soffia una brezza leggera. Improvvisamente è come se la luce del giorno fosse troppo forte.
«Dobbiamo andare» taglio corto, e la trascino giù per la strada, mentre lei protesta ripetendo «ma, ma, ma…», aprendo e chiudendo la bocca come un pesce in un acquario.
Voglio solo andare via, allontanarmi, uscire dalla mia pelle e diventare un’altra me. Ma sulla strada ecco spuntare la signora Dunkerley, con in mano le buste della spesa e il consueto odore di cavolo che la segue ovunque.
«Bene, ragazze» dice. «Helen ed Eleanor, giusto? Ma chi è chi? Non riesco mai a capirlo. Siete due gocce d’acqua!»
Sono ancora agitata, ma rispondo educatamente spiegandole chi è chi. Anche se devo farlo ogni volta che la incontriamo. Anche se tutti sanno chi siamo. Anche se nessuno chiama mia sorella Eleanor.
«Splendido» esclama la signora Dunkerley, come sempre. «Vorreste entrare a prendere una tazza di tè con i biscotti, ragazze?»
Conosco bene i biscotti della signora Dunkerley. Abitano in un barattolo di latta arrugginito in cima al frigo, e alcuni sono pelosi.
«No, grazie, signora Dunkerley» rispondo nel tono più educato di cui sono capace. «Siamo impegnate.»
«Impegnate, davvero?» insiste lei. «Perbacco. Siete sicure di non aver tempo nemmeno per un tè veloce?»
«Temo di no, signora Dunkerley» ripeto. «Dobbiamo dare una mano a nostra madre.»
«Ah be’, quando è così…» dice la signora Dunkerley alzando la voce mentre stringo la mano di Ellie e la trascino verso il cancello di casa. «Ma tornerete presto, vero? E portate anche i vostri amici!»
Il cancello si chiude alle nostre spalle. Restiamo un attimo ferme all’ombra dei rovi.
«Cosa dobbiamo fare per Mamma?» chiede mia sorella.
«Per l’amor di Dio» esclamo, marcando la «d» in modo da farla risuonare come la grancassa nell’aula di musica a scuola. «Ma che cos’hai oggi, Ellie? Mi sembri più stupida del solito. Mamma non ci ha chiesto niente, l’ho detto solo per non dover andare a prendere il tè dalla signora Dunkerley.»
«Oh» sospira Ellie, rabbuiandosi. So cosa sta pensando. Sta pensando a Bill, il pappagallo della signora Dunkerley. Adora osservarlo mentre si agita nella sua gabbia. Se ne sta lì con il naso incollato alle sbarre e un’aria ebete e lo guarda con dolcezza, come se Bill fosse il suo unico amico al mondo e lei fosse convinta che un giorno fuggiranno insieme. Quando fa così mi viene voglia di darle una bella lezione, di quelle che non si dimenticano.
Ellie trascina la scarpa nella terra. Poi alza gli occhi su di me.
«Perché ha detto “fottere”?» chiede.
Sento un formicolio. Guardo Ellie, con i suoi pantaloncini corti e la maglietta rossa con le macchie di cibo. Stringo le palpebre finché tutto quello che vedo è la sua ombra scura con i codini sottili ai lati del viso e il sole che splende sullo sfondo. Nella mia testa, come nel disco preferito di Mamma dopo che Ellie l’ha rigato l’anno scorso, risuona sempre lo stesso ritornello: la voce della signora Dunkerley che ripete: come due gocce d’acqua, come due gocce d’acqua.
«Dai, Ellie» dico. «Facciamo un gioco.»

  • è una giornalista freelance che vive a Londra e collabora con giornali come il "Guardian", l'"Indipendent" e il "Financial Times". Dopo il successo del blog in cui si riprometteva di leggere nel corso del 2012 un libro per ogni paese del mondo (ayearofreadingtheworld.com), ha esordito nella narrativa con La gemella sbagliata (Piemme, 2017). Approfondisci
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