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Giampaolo Pansa

Collana: Saggi
Anno edizione: 2007
Pagine: XVI-503 p. , Rilegato
  • EAN: 9788820043919

Recensioni dei clienti

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    benito ottomeni

    28/10/2008 15.29.34

    Una semplice precisazione: a pag. 308 viene scritto che il PCI propose al comune d'intitolare una via a nostro padre....... Ciò non è vero fu l'Anpi provinciale a chiedere ciò il 13 marzo 1986 ,è solo il 14 luglio 1987 che il sottoscritto quale consigliere del pci chiede di conoscere le intenzioni del sindaco, che risponde il 19 dicembre 1987 esprimendo contrarietà, ma è solo il 28-11-1989 che il Consiglio Comunale discute una mozione presentata da 3 consiglieri del pci e 3 psi, che poi verrà bocciata con 6 voti a favore 9 contrari e 4 astenuti sindaco compreso. Cordiali Saluti Benito Ottomeni.

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    Latinese

    21/07/2008 12.05.54

    Pansa avrebbe fatto meglio a scrivere un pamphlet sulle reazioni al Sangue dei vinti (e in certi casi ha le sue ragioni), e poi, separatamente, un altro libro sui lati lasciati nell'ombra della resistenza. Invece ha mischiato le due cose, e il risultato non è che convinca più di tanto. Poi permangono i soliti problemi, certe volte cita le fonti certe volte no, le cita male, senza note a piè di pagina (che snellirebberlo il libro e lo renderebbero più leggibile)... così com'è mi pare più un regolamento di conti che altro.

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    ant

    20/07/2008 11.19.07

    Fa bene Pansa a rivendicare il coraggio di aver scritto certe cose, ma siamo a 7 l'abbiamo capito! L'unica nota di demerito è che si paragona alla Fallaci e a Magdi Allam...insomma per arrivare così in alto ce ne è ancora di strada

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    Antonio66

    25/03/2008 21.41.43

    Finalmente qualcuno che ci raccontà la verità che per anni gli eredi del '68 ci hanno nascosto con spudorata vergogna...grazie Pansa

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    luca

    02/01/2008 10.31.44

    bello, divulgativo di quanto molti sanno e troppi nascondono, caustico con chi ha cercato di smentire le sue precedenti ricerche con superficialità. fantastico il ritratto di Guccini (che è uno dei cantautori che preferisco)

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    Valeria

    27/12/2007 04.50.47

    Pansa, ovvero com' è bello far fronda pseudo-intellettuale. Libro che ha l' unico pregio di essere scorrevole, a patto di non prenderlo come un saggio storico seriamente documentato ma come una interpretazione parziale o in alcuni casi congetturale delle vicende della Resistenza. Pansa si prepara la strada per i prossimi anni, in cui i testimoni diretti e i protagonisti della Resistenza saranno tutti morti, e ciascuno potrà dire, paritariamente, la propria verità , anche se improbabile, senza tema di smentita.

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    VINCENZO DE STEFANO

    08/12/2007 20.17.19

    Pansa, con la solita chiarezza ed onestà, completa la sua opera di informazione storica. I meriti di questo giornalista sono grandi perchè contribuisce alla verità e alla giustizia nella storia. La reazione di certa sinistra mostra con evidenza che essa è tuttora abituata alla menzogna e all'occultamento della verità. Il libro è da leggere e da consigliare.

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    Pietro Ferrari

    19/11/2007 16.36.13

    Contestualizzare: questo l’invito che ci rivolgono incessantemente gli apologeti della resa dei conti post 25 aprile 1945, senza rendersi conto che quella da loro utilizzata è un’arma a doppio taglio. La “contestualizzazione”, infatti, è un argomento che si presta benissimo ad essere speso per giustificare qualunque atto di violenza, commesso da uomini ai danni di altri uomini, a seguito di una violenza precedentemente subìta. Non vi è, infatti, alcun periodo (o contesto) storico che vada esente da elementi da tensione, o da motivi, anche fondati, di rivendicazione, poiché in ogni epoca vi sono etnie, nazioni, classi sociali che patiscono gravi ingiustizie. Non infrequentemente accade che i popoli si lascino trascinare da questo o quel regime, più o meno dispotico, in avventure belliche, talune vittoriose, talaltre disastrose. Ciò dovrebbe giustificare l’esercizio periodico di sanguinose vendette collettive? Se applicata in modo sistematico, questo genere di “logica” trasformerebbe la Storia in una spirale senza uscita di brutali carneficine.

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    Francesco

    10/11/2007 21.30.55

    Credo che Pansa sia una delle poche figure che permettano di avere fiducia in una "vera" sinistra in Italia. Quella parte politica dovrebbe tenerselo caro anzichè attaccarlo "a prescindere" (in modo figurato e non!). La "parte nobile" della nostra sinistra dovrebbe battere un colpo, ma invece... Questo è un ottimo libro, come al solito quando si parla di Pansa, anche se, a mio parere, un poò al di sotto di "Sconosciuto 1945" che resta il migliore di questo filone. Consigliato.

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    Andrea

    10/11/2007 09.40.08

    Pansa scrive bene, legge, ed è informato sul dibattito storiografico contemporaneo. Ma non riesce a mettere tutte queste cose insieme. Impressiona il tono e l'atteggiamento autistico del discorso. Pansa coglie nel segno, ma non sembra riuscire ad uscire da una lettura su se stesso. Questo libro davvero assume l'aspetto di esplosione dell'IO. I contenuti sono quelli di un libro "revisionista" alla De Felice (per Pansa non credo sia un'offesa)In alcuni punti usa l'arma dei negazionisti (alla Mattogno) che utilizzano le inevitabili incongruenze nei ricordi dei sopravvissuti per inficiare l'impianto (cataste di 30 metri di morti? Impossibile). Quando attacca Capogreco perché nel citare il suo libro "Il Sangue dei Vinti" commette un evidente errore di battitura (“2005” invece che “1945”) e su questo errore imbastisce tutto un ragionamento. Ma nelle ricostruzioni di Pansa (le quali sono vere così come le accuse al PCI) viene taciuto che la "mattanza" del dopo 1945 non avviene in un paese normale. Non è l'Italia del 1978 e del rapimento Moro ma un Italia distrutta dalla guerra e la guerra la iniziarono i fascisti e nazisti (Bisognerà pur dare i nomi alle cose). E'un Europa distrutta dalla guerra totale e ideologica, di sterminio, con 60 milioni di morti. Civili e militari considerati alla stessa stregua. In tale temperie selezionare alcuni episodi estrapolandoli da un terribile clima di sangue e odio è fuorviante, soprattutto rivolgendosi ad una platea che vive in pace da 60 anni. Le stragi, i bombardamenti, Le rappresaglie in tutto questo manca qualcosa. Cosa manca? il fatto che ci si rappresenta sempre come vittime. L'Italiano medio, di qualunque colore, si trova d'accordissimo nel condannare le stragi in Italia. L'Italia non è stata una vittima del fascismo ma ideatrice e allo stesso livello del nazionalsocialismo Chiediamo la condanna dei criminali di guerra nazisti ma nel documentario Fascist Legacy si scopre che criminali di guerra italiani ricercati dopo la 2° guerra Mondiale erano oltre 1200!

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    maxb

    09/11/2007 15.55.27

    ...lunare...

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    Stefano

    29/10/2007 22.01.04

    Come al solito Pansa continua, con la solita bravura, a descrivere fatti tragici accaduti subito dopo la liberazione. Non mi stancherò mai di ribadire che solo dicendo la verità sui crimini commessi da entrambe le parti in causa, l'argomento Resistenza e Fascismo in futuro potrà essere affrontato con più serenità. Continuare a negare o nascondere certi fatti accaduti in quel periodo non fa certo onore a chi ha lottato seriamente per la Resitenza.

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    daniele

    18/10/2007 15.06.01

    Contestualizzare degli stupri? La solita scusa....Pansa continua nella sua meritoria opera di informazione. Ottimo!

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    Andrea Liscio

    16/10/2007 20.32.11

    Sinter parlare di verità mi sembra sempre un poco infantile, tant'è. Pansa continua il viaggio cominciato anni fa, meritevole ma perverso. Perverso perchè nella foga dell'illuminare aspetti lasciati nella penombra (non nell'ombra, ricordiamocelo) tende a decontestualizzare gli accadimenti.

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    Luigi

    15/10/2007 12.40.16

    Pansa colpisce ancora nel segno. A leggere questo libro (come il sangue dei vinti e sconosciuto 1945) si ci si arrichisce di una verita' che e' mancata per troppo tempo al nostro bagaglio culturale.

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