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James Joyce

Curatore: D. Benati
Editore: Feltrinelli
Edizione: 15
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: XLVIII-209 p. , Brossura
  • EAN: 9788807900303

Recensioni dei clienti

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    mary

    06/06/2014 18.29.01

    Ricordo perfettamente il giorno in cui ho acquistato questo libro e con quali altri. Dopo aver riempito i miei occhi del verde d'Irlanda seguendo le tappe "in cattività" dell'ultimo Giro d'Italia, ho voluto leggerlo dopo anni che è rimasto nella libreria di casa. Ho scoperto che era formato da tanti racconti, ognuno dei quali era una pugnalata al cuore al termine dello stesso. L'animo degli irlandesi è diventato come una serie di spigoli che si conficcano nell'animo: strano se si pensa algli sterminati prati verdi di cui è fatta la stessa Irlanda. pero' se ci penso sù, ogni volta che in un film si parla degli irlandesi, sembra che arrivini "quelli che.....". ora ho scoperto "quelli che....cosa"! Caratteri forti, forgiati dallla fatica e dal duro lottare per stare sempre tra due situazioni, con la rreligione che tenta di smussare gli angoli, ma raramente ci riesce. (P.S. dedico il racconto "Un increscioso incidente" agli infelici cronici: leggetelo e vi ricrederete su.....molto!)

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    Moteia

    02/03/2014 22.43.41

    "Gente di Dublino" è una serie di finestre che si aprono sulla vita dei protagonisti di turno. A volte hanno qualcosa che li collega: una strada, una comune conoscenza, la casa di uno passa all'altro? poi la "finestra" si richiude, senza un vero finale. Né si può dire che granché sia accaduto durante il nostro periodo di osservazione. A volte si sono avute delle epifanie, delle paralisi o delle fughe (gli strumenti narrativi di Joyce). Forse i protagonisti hanno capito qualcosa di più sulla loro vita, ma questa di rado ne viene mutata nel concreto. Niente simboli: è quello che è. Joyce ha scritto la vita, eliminando il velo d'ipocrisia, e la paralisi degli irlandesi a lui contemporanei, cercando di denunciare quelle che riteneva esserne le cause, Stato e Chiesa, cercando di risvegliarli dall'ozioso sogno nazionalista.

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