Germanesimo e romanità

Onorato Bucci

Anno edizione: 2005
In commercio dal: 19 ottobre 2006
Pagine: 288 p.
  • EAN: 9788849507218
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Descrizione
Lo studio dei rapporti tra insegnamento del diritto romano, e quindi tradizione romanistica, e istituzioni giuridiche della Germania antica e moderna rappresenta il filo conduttore della presente indagine scientifica che parte dalla proposta del Partito nazionalsocialista di sopprimere l'insegnamento del Diritto romano nelle aule universitarie tedesche.

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L'indagine si muove così lungo cinque traiettorie: a) le radici culturali del Nazionalsocialismo ed il § 19 del programma nazista del 24 febbraio 1920 («il diritto romano è un diritto asservito al materialismo del mondo»); b) lo studio del Diritto romano nelle Università tedesche dalla Codificazione del Bürgerliches Gesetzbuch (bgb) all'avvento del potere del Nazionalsocialismo; c) analisi del rapporto tra consuetudine giuridica germanica e diritto romano; d) la reazione germanica al diritto romano e alla romanità; e) la costruzione della futura Germania. La conclusione cui giunsero i circoli culturali tedeschi (diritto romano come diritto di una razza inferiore e quindi subordinato al diritto nazionalsocialista erede del diritto germanico espressione diretta della tradizione giuridica indoeuropea) pone in evidenza - sulla base di fonti dirette e documentate - a quale follia avrebbe portato (una follia senza scampo e non rimediabile) la vittoria nazista del secondo conflitto mondiale ed a quali gravissime responsabilità andò incontro la Romanistica italiana che, eccetto nella presa di posizione di Pietro De Francisci, tacque completamente su questa distorsione scientifica allineandosi interamente alla politica ufficiale del Fascismo ed accettando quindi il progetto di Stato nazista che era antiromano, antigiudaico e anticristiano.