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Harold Bloom

Traduttore: S. Didiero
Collana: Saggi
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 279 p. , Brossura
  • EAN: 9788817016391

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    Pier Alfonso Dalle Donne

    02/04/2015 17.34.47

    La frattura originaria tra Ebraismo e Cristianesimo."Avevano ogni cosa in comune. Nessuno diceva sua una cosa che non gli apparteneva. Non c'era alcun bisognoso tra di loro, poiche' tutti quelli che avevano case o poderi li vendevano e portavano il ricavato della vendita, e lo mettevano ai piedi degli apostoli che poi lo distribuivano a ognuno secondo il bisogno di ciascuno... ed erano un cuor solo e un'anima sola". Cosi' erano i primi cristiani. Il nome "cristiani" fu utilizzato per la prima volta ad Antichia da quanti-estranei alla comunita'-volevano definire i credenti in Cristo, cosi' come si definivano "erodiani" e "cesariani" i sostenitori di Erode e di Cesare. Negli Atti, Luca lo introdusse nel dialogo tra Erode Agrippa II e Paolo. Dice il re:"Per poco non mi convinci a farmi cristiano!". E l'apostolo risponde"Per poco o per molto, io vorrei supplicare Dio che non soltanto tu, ma quanti oggi mi ascoltano diventassero cosi' come sono io, eccetto queste catene!" (Atti, 26,28) . E, nella prima Lettera di Pietro, i perseguitati in Asia venivano incoraggiati dicendo lro:"Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo!" (Prima Lettera di Pietro 4:14). Tale situazione di ostilita' sociale fu nello stesso testo indicata come occasione propizia di coraggiosa testimonianza di fede;"Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida o ladro o malfattore o delatore, Ma se uno soffre come cristiano, non ne arrossisca;glorifichi anzi Dio per questo nome!(Prima Lettera di Pietro 4;15-16).In seguito alle persecuzioni di cui erano oggetto, i primi predicatori e scrittori credenti si preoccuparono di presentare sempre il vero significato del nome "cristiano" a un ambiente sospettoso e prevenuto; i cristiani sono i seguaci del Cristo e la fedelta' a lui passa attraverso una limpida e coerente testimonianza di fede, quella fede che salva e guarisce, che non viene meno neppure di fronte al prezzo alto da pagare, ossia la persecuzione nel suo nome.

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    Franco Gatti

    24/03/2015 00.26.16

    Bloom mi ha fulminato per la "scientificità" della sua esegesi sulla redazione della Torà e del Vecchio Testamento (Il libro di J e Gesù e Yahvè, la frattura originaria tra Ebraismo e Cristianesimo, in particolar modo).

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    Giorgio Cervetti

    08/03/2015 20.05.01

    Che Harold Bloom si rivelasse un maestro indiscusso sia nella critica letteraria che storiografica non stupisce nessuno. Che il paganesimo abbia contaminato il cristianesimo delle origini staccandolo in parte ''quando se non del tutto'' privandolo della sua matrice ebraica è cosa nota e risaputa da moltissimo tempo. Yeshua è il nome di Gesù scritto nella sua lingua originaria, l'aramaico, mentre Yahshua rappresenta la forma ''più probabile e corretta'' in lingua ebraica. Un testo che conosco sin dal primo giorno in cui venne pubblicato e che mi fa sempre piacere tenerlo sul comodino per leggere e rileggere varie volte nei ''quei pochi'' (si fa per dire) momenti di quiete.

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    Fabrizio Porro

    02/03/2015 11.46.04

    Se si vuole parlare di frattura originaria tra Ebraismo e Cristianesimo, essa la dobbiamo ricercare nel semplice fatto che quest'ultimo è stato fondato da Shaul (Paolo di Tarso) e nella sostituzione del biblico Shabbat con la domenica ad opera dell'imperatore romano Costantino. Harold Bloom ci pone un interessante interrogativo. C'é da qualche parte nella Bibbia che Gesú é dio fatto uomo? No. In effetti, la risposta la troviamo in Proverbi 30:4 «Chi è salito in cielo e ne è disceso? Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? Chi ha racchiuso le acque nelle sua veste? Chi ha stabilito tutti i confini della terra? Qual è il SUO NOME e il NOME di Suo Figlio? Lo sai tu?» YHWH (Yahvè) è il Suo Nome, e Yahshua (o Yeshua) è il Nome di Suo Figlio, il Messia Yahshua HaMashiach.

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    Antonio

    23/02/2015 08.35.49

    Un filologo ha scritto che il titolo ebraico El-Shaddai (Dio Onnipotente) sta proprio ad indicare la pienezza e la ricchezza della grazia divina, e mira a ricordare al lettore ebreo che ogni bene e ogni dono perfetto provengono da Dio, che l'Eterno non si stanca mai di riversare la Sua infinita misericordia al Suo popolo e che Egli è più pronto a dare che a ricevere. "El" fa esaltare la potenza divina, "Shaddai" le risorse inesauribili della sua bontà. Ebraismo e cristianesimo non sono affatto incompatibili,come sostiene il critico letterario statunitense Harold Bloom, e poi se Yahvè è il Padre di Gesù detto il Cristo (= il Messia) se ne deduce quindi che è anche il nostro Padre. E mi pare cosa ovvia e ragionevole pensare che sia così come le Sacre Scritture ci rivelano e non interpretate quasi come se non ci fosse nessun tipo di corrispondenza e di correlazione tra l'Antico ed il Nuovo Testamento!

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    ex seminarista

    07/01/2014 23.47.51

    Non sara' un teologo ( o meglio cristologo ) ma H.Bloom evidenzia il vero problema della religione " del figlio ". Da quasi tre secoli .. il mondo cristiano occidentale non riesce a mettere la parola " fine " circa la divinita' del Gesu' della carne. Questo Rabbi palestinese ...in effetti si considerava l' incarnazione del Dio biblico? Non si è operato invece a " sovrapporre " le due figure ( Gesu' terreno e il Messia/Cristo divinizzato di Saulo di Tarso ) ... spacciandole come un Tutto Unito?? Non è stata questa " doppia " figura dichiarata POI divina .. e soprattutto consustanziale con il Dio della Genesi dalle eccelse menti dei partecipanti del concilio di Nicea( anno 325 ) ?? Giustamente H.Bloom evidenzia come le tre figure divine del cristianesimo siano tra loro INCOMPATIBILI. 1 = Il Dio biblico ... ineffabile Uno /Unico e soprattutto " indivisibile ! 2 = il Gesu' della carne ... figura oscura ... avvolto nelle fitta nebbie della storia. 3 = il Messia/Cristo divinizzato da Saulo e Giovanni ... che soffoca per via di una dottrina ingarbugliata, irrazionale, edificata da menti vanitose .... ecccc..... Il Gesu' della storia .... quando mai esorto' i suoi discepoli .... di speculare circa la " sua essenza, o della sua nascita verginale, o ancora se avesse due nature/ due volonta' , ovvero se era un menbro di una fantomatica triade divina.. eccc. ecc... ???????????????

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    lobi

    29/09/2008 12.08.43

    Pur essendo pienamente legittimo che chiunque abbia la libertà di scrivere quello che vuole sull'argomento che vuole, penso che sarebbe più auspicabile che critici letterari come Harold Bloom continuassero a fare i critici letterari appunto, e continuassero a parlare di libri moderni o anche di Shakespeare, piuttosto che cimentarsi con argomenti e questioni a loro non consoni, soprattuto se poi lo scopo finale pare non fermarsi a una critica storico letterale delle sacre scritture, ma voglia approdare (come va di moda ultimamente) a una profonda e feroce critica della religiosità e della fede. Ci tengo a precisare che il voto basso non è dettato dalla mia distanza dalle idee dell'autore, ma dalla superficialità con cui questi tratti l'argomento fede-religione non appena l'analisi si cominci a spingere oltre l' aspetto critico-letterario.

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