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Giacomo Puccini. Tosca

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  • Produzione: Decca, 2011
  • Distribuzione: Universal Music
  • Durata: 124 min
  • Area 2

Concerto registrato all'Opera di Zurigo nel 2009.

Opera in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giocosa, tratta dal dramma omonimo di Sardou (1887). La storia è ambientata nel giugno del 1800 a Roma, dove si tema la vittoria del “rivoluzionario” Napoleone ma si spera anche nella sconfitta.

Personaggi
Floria Tosca, celebre cantante (soprano)
Mario Cavaradossi, pittore (tenore)
Il Barone Scarpia, capo della polizia (baritono)
Cesare Angelotti, un prigioniero politico evaso (basso)
Il Sagrestano (basso)
Spoletta, agente di polizia (tenore)
Sciarrone, Gendarme (basso)
Un carceriere (basso)
Un pastore (ragazzo, voce bianca)

Atto I
Nella chiesa di Sant’Andrea della Valle si rifugia l’ex console della caduta repubblica romana, Cesare Angelotti, aiutato dalla sorella, la marchesa Attavanti, presa furtivamente a modello, mentre veniva in chiesa, da Mario Cavaradossi, che sta dipingendo una delle cappelle. Angelotti vedendo Mario, che è un suo vecchio amico, esce dal nascondiglio; ma il loro colloquio è interrotto dall’arrivo di Floria Tosca, la bella cantante amica di Mario. Angelotti si nasconde e Tosca fa una scena di gelosia a Mario riconoscendo nella Maddalena dipinta l’Attavanti; quand’ecco arriva, sulle tracce di Angelotti, il barone Scarpia, capo della polizia. Persuaso della complicità di Mario, che gli è rivale nell’amore per la cantante, suscita abilmente in Tosca la gelosia, mostrandole un ventaglio con lo stemma dell’Attavanti trovato accanto ai colori di Cavaradossi e, quando se ne va, la fa seguire dal fido Spoletta, dandogli appuntamento a palazzo Farnese. Scarpia infine assiste al “Te Duem” di ringraziamento indetto per festeggiare la (presunta) vittoria austriaca di Marengo.
Atto II
Scarpia sta cenando nelle sue stanze di palazzo Farnese, quando i poliziotti gli portano davanti Caravadossi che egli ha ordinato di arrestare; Angelotti non è stato trovato e Scarpia allora fa torturare Mario. Tosca, sopraggiunta, ne sente i gemiti e inorridita rivela a Scarpia il rifugio del console. Mario, quando apprende il rifugio del console, Mario, quando apprende il tradimento di Tosca, ne respinge l’abbraccio; egli viene immediatamente condannato a morte per alto tradimento, ma riesce a gridare in faccia a Scarpia per la (vera) vittoria napoleonica a Marengo. Tosca promette allora di darsi a Scarpia, in cambio della vita dell’amante. Il capo della polizia finge di dare ordini perché la fucilazione di Mario sia solo simulata con i fucili caricati a salve. Fa poi per abbracciare Fosca che, sconvolta dall’odio, lo uccide con un coltello.
Atto III
All’alba, sui bastioni di Castel Sant’Angelo, Mario scrive una lettera d’addio, ricordando il suo amore per Tosca, quando la donna entra per avvisarlo che la fucilazione sarà finta. In realtà, quando essa è avvenuta, Tosca si trova di fronte al cadavere di Mario che abbraccia disperata; poi mentre gli sgherri – scoperto il corpo di Scarpia – stanno per arrestarla, si getta dagli spalti del Castello.

(fonte: Enciclopedia della Musica Garzanti)