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Danilo Kis

Traduttore: L. Costantini
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Edizione: 3
Anno edizione: 1986
Pagine: 188 p.
  • EAN: 9788845902109

scheda di Ventavoli, B., L'Indice 1987, n. 2

Le due parole di questo titolo inconsueto sono le coordinate dell'intero spazio narrativo del romanzo. Da una parte il "giardino", l''hortus conclusus' dell'infanzia di Andreas Sam, fatto di idillici castelli e case che sembrano biblici Eden perduti. E dall'altra parte, la "cenere" di un mondo, quello a cavallo tra Ungheria e Jugoslavia, provinciale e contadino, monotono e ordinato, scomparso per sempre dopo la seconda guerra mondiale. Il romanzo è una lunga impressionistica sequenza di immagini, ricordi, profumi, un viaggio a ritroso nella memoria, dove l'unico vero eroe è il padre, Eduard Sam. Intellettuale fallito, ispettore delle ferrovie, cialtrone e panteista, ma soprattutto ebreo errante mitteleuropeo con la vocazione a stilare immense 'summae' librarie che annullino la distanza tra cielo e terra, questa figura favolosa di genitore appare e scompare nei ricordi del bambino portando con sé, le schegge della Storia, gli echi dell'olocausto e della seconda guerra mondiale, di eventi insensati e crudeli che rivelano la forza oscura e immanente della morte. Questo romanzo del '65, che compare in italiano dopo altre operi precedenti, ha consacrato Danilo Kis alla notorietà internazionale.