Recensioni E il giardino creò l'uomo. Un manifesto ribelle e sentimentale per filosofi giardinieri

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    12/05/2020 08:47:26

    Se cercate un trattato sul giardinaggio, questo libro non fa per voi... è piuttosto una riflessione filosofica sull'uomo e sulla vita che, anche se scritta quasi 100 anni fa, si rivela sorprendentemente attuale, quasi visionaria.

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    11/05/2020 22:43:03

    Trovato per caso, letto così, tentata dalla copertina stupenda e dall'argomento che mi ispirava, è diventato, pagina dopo pagina, uno dei miei libri preferiti in assoluto. Un breve ma intenso saggio scritto nel 1911 ma più che mai attuale. Leggetelo tutti.

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    21/06/2019 07:49:19

    Una lettura fantastica, che cattura l'attenzione perchè attraverso la tematica del giardino apre la mente a molte riflessioni importanti sulla filosofia e sul sociale. Il discorso si fa serio e profondo quando l'autore, accompagnandoci in un giro di esplorazione del suo giardino selvaggio a Greystone, nei pressi di Oxford, ci fa riflettere su come la natura abbia molto da insegnare all'uomo moderno. Dunque, una bellissima riflessione sul potere liberatore del giardino come un luogo intimo e speciale ma anche una meditazione sul significato del nostro rapporto con la natura. Devo ammettere che un pò mi è dispiaciuto voltare l'ultima pagina. Mi è sembrato davvero di essere in un luogo unico, con un accompagnatore molto particolare a farmi da guida. Da non perdere.

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    11/06/2019 08:42:41

    Solo 120 pagine e una grande saggezza si sprigiona da questo piccolo saggio, scritto nel 1912, più che mai attuale. Di questo autore poco si sa, e molto di ciò che ha scritto è andato distrutto: in queste pagine vi è l'ultimo baluardo contro la barbarie, contro l'inciviltà, un vero grido di ribellione alla distruzione e al possesso della natura. Direi il primo ecologista dei nostri tempi. Cito un passo delle tante riflessioni lette, a proposito dell'annuncio della Prima Guerra Mondiale : "Io penso a quell'altra guerra, nella quale c'impegniamo quotidianamente senza saperlo, assorbiti come siamo dalle mille incombenze quotidiane. Sto parlando della guerra che abbiamo dichiarato alla vita. Di questo conflitto, i danni della società industriale e materialista sono le forme più evidenti; il distacco dalla natura, la sua conseguenza più profonda. Quando la prossima guerra sarà finita, ce ne saranno altre, e il progresso continuerà nella sua corsa e la Terra diventerà sempre meno abitabile. Poco a poco, gli uomini si risveglieranno, come dopo un'ubriacatura e si renderanno dell'errore commesso voltando le spalle alle loro origini. Vedremo finalmente che in fondo al deserto c'è ancora un deserto. Sarà troppo tardi?" E' già troppo tardi, e leggere che qualcuno ci aveva già pensato, fuggendo dalle nere coltri di Londra per creare un magnifico giardino selvaggio (Greystone, nei pressi di Oxford), ormai passato di mano a un hotel che lo ha convertito in un giardino qualunque, fa riflettere su quanto l'umanità abbia distrutto negli ultimi 100 anni le bellezze degli Dei.

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    19/10/2017 20:19:04

    un libretto che apre molte riflessioni

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    10/06/2015 23:31:45

    Bellissima passeggiata tra alberi, luoghi dell'anima, sensibilità, il tutto costruito utilizzando l'escamotage di un alter ego.

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    17/09/2013 17:48:48
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    22/06/2012 22:49:04

    Non leggere questo libro è follia. Non aggiungo parola.

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