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Michail Prisvin

Traduttore: G. Venturi
Editore: Adelphi
Edizione: 2
Anno edizione: 1979
Pagine: 137 p.
  • EAN: 9788845903977
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    MD

    30/03/2017 10.12.15

    Un cielo interamente limpido, sgombro, integro, senza influenze letterarie — nella solitudine della natura originaria, bagnata solo da una tenera luce verde dorata, è alla radice di ogni esperienza perfetta, anche in letteratura. Libri unici che mettono a soqquadro l’establishment di quella letteratura invece diventata col tempo autoreferenziale, evolutasi in un’avara e faziosa repubblica letteraria. E questo grandioso scenario metastorico dà una proporzione armoniosa a ogni singola parola, carica di memoria personale e libera dal suo peso sociale; più che altro, per avere accolto spontaneamente in sé un ordine di grandezza e altezza nuovo, per intensità e profondità. Ritrovare libri di tal fatta è raro: sono luoghi essi stessi, dove, come in una Tebaide ritornata lussureggiante di alberi, vivono eremiti, nascosti al mondo, ma in possesso di uno sguardo assai preciso, ricercatori di assoluto, per cui elementi emotivi complessi e inusuali si aggiungono all’ammirazione naturalistica. Così, fatte le debite differenze, mi accadde con la luminosa opera di Michail Prišvin, ambientata nella boscosa pianura della Manciuria: anfrattuosità, gole, foreste profonde in una profusione di immagini offerte al lettore, di prospettive ondulanti e luccicanti come i pascoli mossi dal vento, colonizzati dal fiero cervo pomellato o, nella loro eterogeneità, dall’istinto capace di mortali agguati della tigre. Un bagaglio immenso di sensazioni, che consegna allo spessore dello stile una carica liberatoria. Mi riferisco a “Ginseng”; e il libro, dalla prima all’ultima pagina, rispetta il senso etimologico di questa parola: è “radice di vita” nella sua immensità luminosa. È una risorsa di incantevoli impressioni naturali con un sentore taoista. Un libro, come nessun altro, autentico e a prova di ogni deriva scettica, scritto con generosità e coraggio. Al riparo anche dalla noiosa, rincalcante e falsa letterarietà.

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