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Andrea Camilleri

Collana: La memoria
Anno edizione: 2011
Pagine: 255 p. , Brossura
  • EAN: 9788838925634

Proviamo a immaginare di non aver mai letto un romanzo di Camilleri e in particolare un giallo con protagonista il commissario Montalbano. È difficile, lo so, ma proviamo a farlo.
Che idea ci facciamo di questo personaggio leggendo le prime pagine de Il gioco degli specchi? È un uomo tormentato da incubi notturni, che ama mangiare bene e abbondantemente (soprattutto pesce) al ristorante di sua fiducia, che adora gli arancini cucinati dalla sua cameriera Adelina, che conosce la sua cittadina e l'animo dei suoi abitanti, ma che spesso non ricorda i nomi delle vie e delle persone, gentile con le signore in difficoltà ma senza secondi fini e in modo "neutro", in grado anche di fronte alla donna più attraente di mantenere la capacità di ragionare e scovare la menzogna, intuitivo e ribelle, intollerante con i collaboratori ma anche pronto a slanci di generosità nei loro confronti, che parla in siciliano per la maggior parte del tempo ma non gradisce gli eccessi di campanilismo, che ha un rapporto a distanza con una fidanzata, Livia, con la quale regolarmente litiga al telefono, e che si compiace della solitudine della sua casa affacciata sul mare.
È lui, noi che lo conosciamo bene lo riconosciamo subito.
E chi non lo conoscesse? Ecco la capacità di Camilleri: in poche pagine, con brevi accenni ad abitudini, sogni e pensieri, traccia l'intera personalità di Montalbano, crea lo scenario, imbastisce la storia e presenta i collaboratori del commissario, con i loro pregi, difetti e debolezze, immergendo anche il lettore "nuovo" in quelle acque di Sicilia, tormentate e spumeggianti, che bagnano le sue storie.
Il diffidente e un po' permaloso Montalbano, l'uomo insofferente verso le perdite di tempo e che cerca di guardare le cose sempre da un insolito punto di vista, è questa volta alle prese con una bomba che non si sa bene a chi fosse destinata e una macchina danneggiata apparentemente senza un motivo.
Due fatti contemporanei ma distinti. Due situazioni totalmente diverse: la bomba sembra collocata davanti a un magazzino vuoto a scopo intimidatorio, ma è anche di fianco al portone dell'abitazione di due pregiudicati e un pezzo grosso della famiglia mafiosa dei Sinagra; l'auto è parcheggiata davanti alla casa della proprietaria, Liliana, una bella vicina di casa dello stesso Montalbano, che pare una donna maritata e indifesa ma è anche una gran bugiarda, una che "non conta manco la mezza missa".
A questi fatti se ne aggiunge un altro: qualcuno ha sparato alla sua macchina, c'è un foro e una pallottola, ma non di quelle esplose nel corso di un conflitto a fuoco in cui casualmente si trova coinvolto...
È un Montalbano meno in affanno rispetto al passato, più tranquillo, quasi pacificato con il mondo, capace di mediare anche con se stesso (assistiamo a dialoghi interessanti tra il Montalbano uno e il due) e in grado (questa non è una novità) di scansare con astuzia le trappole che buttano davanti ai suoi piedi, anzi, di rompere gli specchi con cui cercano di deviare la sua attenzione creando immagini inesistenti.
Un Montalbano che deve rispondere a queste domande:

"Quando, indove e pirchì avivano sparato alla sò macchina?
Pirchì mittivano bumme davanti a magazzini vacanti?
Pirchì Liliana era annata a contargli 'na gran quantità di farfantarie?"


Un accenno finale alla copertina: non è la prima volta che viene scelta un'opera di Antonio Donghi per regalare un piccolo valore aggiunto al libro. C'era già stato Il giocoliere a offrire il suo sguardo ai lettori de La caccia al tesoro, ora è la volta della Canzonettista, opera del 1925.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Fabio74

    06/06/2014 15.34.55

    Anche questo diciottesimo romanzo della serie Montalbano non delude.Incredibile il livello sempre alto che l'autore tiene considerata la sua prolificita'.Sicuramente consigliato.Ciao a tutti e al prossimo

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    paolo

    18/05/2014 09.39.31

    Piacevole storiella a meta' tra la commedia e il poliziesco che mostra a mio parere un finale troppo precipitoso quando invece avrebbe dovuto tenere piu' in sospeso.

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    Tiziana

    27/02/2014 15.25.01

    Niente di eccezionale. Un Montalbano un po' spento, poco mordente nell'intreccio e personaggi senza spessore.

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    lucia

    11/07/2012 15.32.03

    molto bello. mi ha creato tanta "camurria" nella mente, specchio dopo specchio ,e non riuscivo a venirne a capo. letto in due giorni.

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    daniela

    06/07/2012 10.20.33

    Camilleri è sempre una certezza. Ho avuto modo di leggere di lui anche opere al di fuori della serie con Montalbano e devo dire che la sua scrittura è sempre molto acuta. Abbiamo imparato a conoscere Montalbano da molto tempo e non delude mai. La cosa bella del personaggio è che non rimane ingessato e senza tempo e questa cosa si legge bene in questo ultimo libro. Certo il suo acume non cede, ma è anche vero che il commissario si rende conto del passare del tempo anche per lui. non mancano neanche in questo libro osservazioni sulla società attuale, la qual cosa incastona bene la storia in un contesto preciso.

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    V. Terzi

    17/04/2012 07.05.02

    Il "solito" giallo di Montalbano, quindi gradevole e godibile.

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    Alessandro

    14/10/2011 21.34.56

    Ennesimo Montalbano... carina la storia, anche originale, ma comincia a mostrare la corda. Troppo pesante il sapore di sceneggiatura televisiva.

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    Pierfilippo

    08/10/2011 14.30.34

    La storia è ancora meglio dei due precedenti racconti di Montalbano! Trama coinvolgente, ottimi personaggi, Camilleri ha fatto centro un'altra volta!!

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    NADIA3

    07/10/2011 11.18.04

    Dispiace vedere questo lento degradare dei romanzi di Camilleri visto che gli ultimi sono stati veramente deludenti e questo ancora di più.La trama è zero, Montalbano è un'ombra come personaggio rispetto ai primi libri della serie quasi stereotipato,perfino Catarella ha stufato, insomma se l'autore è arrivato a non avere più voglia di scrivere qualcosa di veramente all'altezza ci dia un taglio e arrivederci e sono.Voto al limite basso solo per la fiducia!

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    TG

    18/09/2011 22.57.42

    Molto più divertente del precedente. Bravo Camilleri. é fluido,si legge proprio bene.

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    tommaso

    15/09/2011 08.34.03

    Nella tradizione camilleriana: divertente, colto, con uno stile affascinante e un linguaggio autentico. Ha scritto anche di meglio.

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    maurizio

    10/09/2011 12.05.53

    Di Montalbano ho letto tutto,e mi ha sempre affascinato,preso, come personaggio e come giallo; il mio preferito,il più bello - per me - resta il primo: " La Forma dell'acqua ", ma anche tutti gli altri sono belli.La Danza del gabbiano devo rileggerlo perchè non ricordo nulla della vicenda, ma questo nuovo " caso " in questione non mi ha preso molto.Di buono c'è che il colpevole lo si scopre molto tardi,verso la fine del romanzo; ma la vicenda la trovo se non banale un po semplice,monotematica per cui non lo posso paragonare ai primi celebri romanzi.Lunga vita allo autore,ma spero nel prossimo con una trama più articolata e sempre dalla suspance ben dosata.

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    Franca

    02/09/2011 22.06.50

    Che estate sarebbe senza un'indagine del nostro Salvo?

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    Maunakea

    31/08/2011 11.36.08

    Stavolta l'equilibrio è perfettamente riuscito, trama che funziona e coninvolge, psicologia dei personaggi che fila con il procedere della vita di Montalbano, consigliabile anche a chi compra un libro sì ed uno no, senza seguire tutte le uscite.

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    LauraF

    30/08/2011 23.38.30

    Che meraviglia anche questo libro con Montalbano!!!

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    Pierluigi

    29/08/2011 13.48.55

    Premettendo che è il primo libro di Camilleri che leggo,mi è piaciuto moltissimo,divertente in alcuni punti e di suspence in quasi tutto il romanzo. Consigliatissimo agli amanti del giallo.

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    giorgio g

    28/08/2011 16.51.39

    Reputo "Il gioco degli specchi" uno dei migliori gialli di Camilleri con protagonista il Commissario Montalbano: per la linearità della vicenda, per la coerenza della soluzione, per la tensione del racconto che non ha un attimo di tregua, per l'abbandono, da parte dell'Autore, di certi eccessi erotici e grandguignoleschi di cui peccavano alcune delle sue opere più recenti. Benissimo, dunque per Camilleri e per i suoi personaggi, Montalbano in primis. E speriamo di vederli presto impegnati in nuove investigazioni e pazienza per i morti ammazzati!

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    Silvy69

    24/08/2011 00.57.09

    Non li ho letti tutti ma ogni volta mi trovo piacevolmente coinvolta. Ho letto in questa settimana sia Il gioco degli specchi ,che l'ultimo di Vargas, La cavalcata dei morti e devo dire che ho trovato, nelle atmosfere dei rispettivi commissariati , delle significative analogie.La caratterizzazione dei personaggi con le loro umane debolezze e i loro punti di forza , lo humour di fondo con cui entrambi gli scrittori riescono ad alleggerire l'atmosfera che mai diventa claustrofobica anche trattando di omicidi , la benevolenza con cui i rispettivi protagonisti si interfacciano con i loro sottoposti, lo stretto rapporto con la propria territorialità che li rende quindi distinguibilissimi e unici. BRAVI BRAVI. Esempio di bella scrittura per loro,motivo di bella lettura per noi.

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    pasquale

    01/08/2011 02.17.22

    Che dire, il solito grande Camilleri. Avvincente !!!!! 5 pieno

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    Elena

    28/07/2011 17.00.40

    Camilleri ha spesso affermato che avrebbe smesso di scrivere di Montalbano; forse questi ultimi libri sono più dettati da un obbligo contrattuale che da una vera e propria ispirazione. Tra i primi della serie del Commissario e quest'ultimi vi è un abisso.

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