Il gioco di Ripper

Isabel Allende

Traduttore: E. Liverani
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2013
Pagine: 462 p., Brossura
  • EAN: 9788807030727
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Recensioni dei clienti

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    Luigi

    29/07/2016 12:57:45

    Personalmente ho sempre gradito gli scritti di Isabel Allende, ma questo romanzo mi ha un po' deluso. Non mi aspettavo di certo un thriller mozzafiato, che ti faceva trattenere il respiro fino all'ultima pagina, ma nemmeno una robetta da quattro soldi spiaccicata in eccessive 462 pagine. Eccessive veramente. Io avrei smaltito un po' alcune descrizioni inutili che erano davvero spropositate e noiose, magari aggiungendo e approfondendo l'indagine, che è stata spiattellata nelle ultime 100 pagine. Tutto sommato la scrittura è molto scorrevole e ben curata, da leggere magari senza impegno, in estate sotto l'ombrellone. La mia valutazione finale è 3.5/5.

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    teresa

    03/01/2016 08:09:00

    Allende insolita...si è cimentata nella scrittura di un thriller mantenendo il suo talento narrante, la sua scrittura delicata. La trama del romanzo ruota intorno a due donne: una madre e una figlia adolescente ed a una serie di delitti. Gli avvenimenti verranno svelati lentamente, cambiando prospettiva da un personaggio all'altro. Questi non sono semplicemente descritti ma scavati nel profondo, messi in evidenza attraverso i loro lati più deboli . Trama avvincente. Ne consiglio la lettura.

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    Ste1q73

    03/01/2016 00:53:44

    Ho letto "D'amore e ombra" ho letto "il piano infinito" ho letto "Paula" ho letto "Eva e luna".... Ho letto di Isabel Allende ma ho letto veramente ottime cose scritte dalla sua mano. Per questo motivo sono quasi obbligato ad affondare questo pessimo pessimo pessimo lavoro. Per fortuna non ho letto " La casa degli spiriti" che so' essere il suo capolavoro. Per fortuna dico...altrimenti 0/5.Propongo pausa....lunga....e spero che le batterie tornino a pieno regime.

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    cristina

    16/08/2015 13:23:59

    Non posso dire che non mi sia piaciuto, è un thriller che si fa leggere abbastanza facilmente anche se ci sono parecchi punti senza senso. Di certo non ha niente a che fare con il genere di Isabel Allende, ma l'avrà scritto lei? Che ci sia lo zampino del marito, molto di più di quello che in realtà lei ammette? Comunque in spiaggia è una piacevole compagnia, l'unica cosa non aspettarsi uno dei soliti libri della mitica Allende.

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    Tiziana

    14/11/2014 10:55:33

    Mai avrei pensato di dare un voto così basso alla mia autrice preferita, ma questo tentativo di thriller è mal riuscito e delude completamente le mie aspettative. Si riduce a un malloppo di troppe pagine e troppe parole che dice ben poco e lo dice con uno stile che non ha il solito garbo e la solita affascinazione che prediligo in lei. Soprattutto le prime 300 pagine (e sono un po' troppe!!!) sono tediose e vanamente prolisse, senza azione né mordente. Per fortuna, per chi resiste, le ultime 150 diventano adrenaliniche e appassionanti. Non bastano, però a rendere il libro degno della sua grandezza. Rimpiango profondamente la Allende narratrice di storie magiche e avvolgenti.

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    amelia

    23/09/2014 13:29:58

    Il gioco di Ripper non sembra scritto da Isabel Allende e in diverse occasioni i personaggi e la storia sono poco credibili. Nelle ultime 80 pagine si trasforma in un thriller cambiando completamente il ritmo.

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    Sebastiana

    22/09/2014 18:01:56

    premesso che adoro Isabel Allende e compro e leggo tutti i suoi libri,ma questo proprio non mi è piaciuto, forse perchè non amo i gialli? secondo me la trama è scontata e fin dall'inizio si capisce come va a finire, anche i personaggi mi sembrano un pò esagerati insomma si fatica ad arrivare alla fine.Cara Isabel,per me i tuoi romanzi più belli sono stati quelli dove ci racconti di te,della tua vita,della tua famiglia,da "la casa degli spiriti" a "la somma dei giorni".Questo libro lo consiglio a chi non ha mai letto niente della Allende e non può fare paragoni però credo anche che non è giusto cominciare a conoscerla leggendo questo libro GRAZIE

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    silvia

    26/08/2014 10:44:13

    mi è piaciuto molto, non avevo mai letto libri giallo/thriller/noir, e questo secondo me è un buon libro per introdursi nel genere visto che comunque la prima parte è molto descrittiva dei vari personaggi e di quello che succede loro intorno, mentre la seconda parte è piu' intrigante.

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    Nicola

    20/07/2014 10:13:41

    Se decidi di affrontare un genere che non ti appartiene, pur essendo un buon scrittore rischi di partorire un lavoro banale e mediocre. E' il caso di questo "thriller", in cui il genere thriller viene soltanto sfiorato nelle ultime 50 pagine mentre per le prime 400 potrebbe benissimo rientrare nei soliti romanzi della Allende. Un libro "dimenticabile" da leggere senza impegno, magari sotto l'ombrellone.

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    Mauro

    02/06/2014 20:58:19

    Bel libro, di certo (anche se non li ho letti) non ha lo stesso stile degli altri libri della Allende. Tiene incollati fino all'ultima pagina.

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    miriam

    21/05/2014 18:14:38

    Non avevo mai letto suoi libri se non La casa degli spiriti, a differenza dei vari commenti negativi che ho letto a me è piaciuto, non mi sembra privo di trama e nemmeno così scontato. Secondo me merita un buon voto, è un buon libro, non pesante che si legge tranquillamente

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    chiara

    19/05/2014 14:14:28

    Mi dispiace, ma non mi è piaciuto. Forse se la trama fosse stata sviluppata in maniera diversa.... Credo che il thriller non sia il genere per la Allende, che è una scrittrice molto brava

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    cristina

    09/05/2014 08:33:46

    Un romanzo-minestrone lunghissimo che diventa appena interessante solo nella parte finale. La Allende si prende la briga di dettagliare tutte le vite, anche quelle dei personaggi minori, evidentemente solo per allungare il brodo. Scritto come il copione di una telenovela sudamericana, da prendere a piccole dosi giorno dopo giorno, ma senza coinvolgimento.

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    Teta

    18/04/2014 18:25:50

    Cara dolce Allende, anche scrivendo un genere diverso è presente la sua magia. Figure femminili originali. Il finale non è scontato. Ben scritto!

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    Laura

    03/04/2014 17:50:11

    Una delusione, come tanti concordo sul fatto che siamo ben lontani dalla Allende della Casa degli Spiriti che resta uno dei miei libri preferiti.!, sono a meta'lettura.....non so se riusciro' ad arrivare alla fine!

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    barbara

    20/03/2014 08:28:16

    Mamma mia che fatica ...l'ho terminato per senso del dovere!No, non è quello che mi aspettavo, m'è sembrato un tentativo di mettersi al passo coi gusti letterari del momento.De"La figlia della fortuna"letto tanti anni fa ricordo degli episodi con nitidezza, di questo, letto da poco, è già fuggito molto...Voto due per rispetto

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    tammasa

    14/03/2014 12:39:02

    Sicuramente nn si tratta di un giallo,nè di un thriller nè di un romanzo,penso sia un insieme di generi e mi sembra fatto a 4-6 mani(così come si evince dai ringraziamenti finali nel libro).Molto dispersivo nelle prime 300 pagine,a volte si dilunga troppo nella descrizione degli usi e costumi dei protagonisti per poi finire in una corsa contro il tempo alla ricerca della risoluzione del rebus e del lieto fine.Ne ho letti di migliori ma nn lo boccerei.

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    Cristina

    07/03/2014 11:26:58

    se esistesse una valutazione più bassa di "basso" la metterei. orribile. noioso. Thriller quello' romanzetto d'amore caso mai. negli harmony c'è più suspence. arrivata a 50 pagine dalle fine non ne potevo più. non mi interessava neanche sapere chi fosse l'assassino. Sconsigliato. leggete altro. con me la Allende ha più che chiuso.

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    Alberto

    02/03/2014 08:55:26

    Flop dell'autrice da me ammirata fin dal suo primo romanzo. Sono deluso da questo "Ripper". Il thriller non è il suo genere e si nota. Altalenante, a volte confuso, ingenuità inacettabili, a volte lacunoso in contrasto con momenti di dettagli scrupolosi, mi sembra abbia messo in pentola tutto quello che c'è in materia, senza dare un pizzico di sapore e di aroma alla pietanza. Come ha fatto Indiana a non accorgersi delle mentite spoglie di ben due suoi pazienti? Ma è credibile la figura dell'ex marito? Nel romanzo si salvano forse solamente i giocatori di Ripper che conducono per mano la polizia alla soluzione.

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    paola

    26/02/2014 21:08:11

    Un libro imperdibile come questo mi e' capitato poche volte !! La Allende si dimostra, come sempre, una bravissima descrittrice dei luoghi e delle persone sia dal punto di vista dei tratti somatici che del vestiario e delle loro abitudini culinarie, igieniche e ambientali nonchè comportamentali. I due personaggi che fanno da cardine al romanzo, Indiana e Amanda, madre e figlia, sono ben assortite ,le loro storie si snodano benissimo in una trama densa di suspence e romanticismo !! Molto scorrevole e coinvolgente dalla prima all'ultima pagina!!!!!!!!!!!!!!!

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Tutto parte come un gioco. Un gioco che esiste veramente ed è ambientato nel 2040 a New York. Si tratta di un classico gioco di ruolo online, un MMORPG (Massively multiplayer online role-playing game) e consiste nel raccogliere indizi, dedurre e infine incastrare il nuovo Jack lo squartatore, assassino seriale ed efferato. Amanda e i suoi amici, tutti adolescenti problematici provenienti dai quattro angoli del mondo, iniziano a dare la caccia a Jack lo squartatore (Jack the Ripper) in una Londra distopica e avvolta nel mistero. Ma il gioco di Ripper, immersivo e realistico, presto si trasformerà in un brutto incubo. Amanda e gli altri partecipanti tra cui suo nonno Blake, ex farmacista, un ragazzo paraplegico della Nuova Zelanda, un adolescente del New Jersey, una ragazza di Montreal con gravi disturbi dell’alimentazione e un orfano afroamericano di 13 anni con un alto quoziente intellettivo, si ritroveranno presto coinvolti in un’indagine più grande di loro.
Una serie di efferati omicidi sta sconvolgendo la città di San Francisco. Non si tratta di una semplice ondata di violenza, ma di un vero e proprio bagno di sangue, come preannunciato in televisione nel settembre 2011 da Celeste Roko, la celebre astrologa californiana. Amanda, figlia di Bob Martin, capo della Sezione Omicidi della polizia di San Francisco propone agli altri giocatori di investigare su quanto sta accadendo e si butta a capofitto nelle indagini, scoprendo, prima che lo faccia la polizia, che i delitti potrebbero essere connessi fra loro. Va tutto bene, fino a un certo punto, cioè finché l’ispettore capo non sente pronunciare questa frase: «Mia madre è ancora viva, ma sarà uccisa il Venerdì Santo a mezzanotte».
Questa volta a sparire è la mamma di Amanda, Indiana Jackson, bionda, sensuale, votata al bene altrui, prepara intrugli e pozioni magiche nella sua clinica olistica. Una vittima ideale, dotata davvero del dono della guarigione. Una donna che “galleggia nella stratosfera predicando pace e amore mezzo secolo dopo gli hippie”. Indiana ha una relazione con Alan Keller, lo scapolo più desiderabile della città, ma non disdegna le attenzioni di un suo paziente, Ryan Miller ex Navy Seal che dopo aver perso una gamba in guerra lavora per un progetto segreto del governo degli Stati Uniti. Riuscirà Amanda a salvarle la vita?
Isabel Allende, maestra nelle grandi epopee familiari ed autrice di riferimento del filone sudamericano del realismo magico, si cimenta in queste pagine in un genere inedito, il thriller psicologico. Lo fa dimostrando la solita assoluta maestria nel dipingere personaggi, sentimenti e ambientazioni, ma anche tirando fuori una buona dose di immaginazione e fantasia. Nelle pagine dei ringraziamenti l’autrice rivela che l’idea di partenza del romanzo, suggeritale dalla sua agente, era quella di scrivere un poliziesco a quattro mani con suo marito, William C. Gordon, noto scrittore di gialli. Un progetto che li avrebbe certamente portati al divorzio. Alla fine Isabel Allende scriverà da sola il suo thriller e darà alle stampe un’opera prima abbastanza riuscita. Il romanzo scorre rapidamente, la trama cattura e incuriosisce e, nonostante qualche ingenuità, si lascia leggere con gusto.