L’articolo è stato aggiunto alla lista dei desideri
IBS.it, l'altro eCommerce
Cliccando su “Conferma” dichiari che il contenuto da te inserito è conforme alle Condizioni Generali d’Uso del Sito ed alle Linee Guida sui Contenuti Vietati. Puoi rileggere e modificare e successivamente confermare il tuo contenuto. Tra poche ore lo troverai online (in caso contrario verifica la conformità del contenuto alle policy del Sito).
Grazie per la tua recensione!
Tra poche ore la vedrai online (in caso contrario verifica la conformità del testo alle nostre linee guida). Dopo la pubblicazione per te +4 punti
Altre offerte vendute e spedite dai nostri venditori
Tutti i formati ed edizioni
Promo attive (0)
scheda di Pozzan, M.T., L'Indice 1988, n.10
II libro è diviso in tre parti, nella prima è presentato un excursus sulle teorie del gioco dal punto di vista pedagogico, psicoanalitico, cognitivista, nella seconda alcune riflessioni su un'esperienza di supervisione ad indirizzo psicodinamico condotta dalla dott. Rosenholz con alcune educatrici di asilo nido, nella terza alcuni stralci di una psicoterapia di una bambina basata sul gioco. La parte teorica mi sembra decisamente poco chiara; la necessità di concentrare una così ampia panoramica in una trentina di pagine fa sì che il pensiero degli autori citati venga presentato in modo troppo schematico, così da assumere l'aspetto di un insieme di postulati indimostrati che sembrano reggersi sul vuoto. Questo non sarebbe un grave difetto se il libro fosse rivolto a tecnici che dispongono in proprio di conoscenze psicologiche e pedagogiche, ma, diventa una mancanza importante in un'opera che gli autori vogliono rivolta a tutti e, in particolare, a genitori ed educatori in genere. La seconda parte è ricca di spunti interessanti per chiunque si occupi della formazione degli operatori che lavorano con mamme e bambini, ma, come per la prima parte, si pone il problema del pubblico a cui il libro è rivolto. Ad un lettore a cui manchi una preparazione specifica il racconto di esperienze in cui l'educatrice dà significato al gioco e lo utilizza per aiutare il bambino ad elaborare determinati conflitti emotivi, puo suggerire l'idea che sia relativamente semplice affrontare "da terapeuti" le difficoltà psicologiche dei bambini. La descrizione della psicoterapia basata sul gioco, in cui i presupposti teorici sono dati per scontati, comporta, ovviamente, un rischio ancora maggiore di stimolare l'onnipotenza latente in ciascuno, trasformando genitori ed educatori in altrettanti pseudo-terapeuti. Ancora un ultimo appunto: se e vero che i bimbi, spontaneamente, affrontano e spesso elaborano attraverso il gioco i loro conflitti emotivi, proprio perché il gioco si pone come spazio libero, perché mai dobbiamo spingere genitori ed educatori a "ficcare il naso" in un ambito che trova la sua funzione e la sua necessità proprio nell'essere libero da intrusioni adulte?
L'articolo è stato aggiunto al carrello
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da IBS, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.ibs.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafetyibs@feltrinelli.it
L’articolo è stato aggiunto alla lista dei desideri
Siamo spiacenti si è verificato un errore imprevisto, la preghiamo di riprovare.
Verrai avvisato via email sulle novità di Nome Autore