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La gioia di vivere

Émile Zola

Curatore: F. Bartoli
Editore: Rusconi Libri
Anno edizione: 2016
Pagine: 368 p.
  • EAN: 9788818031188
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    Cristiano Cant

    24/04/2017 12.33.01

    La norma sensibile che avvolge il lettore nei romanzi di Zola è più o meno questa: non si vorrebbe continuare, ma si continua. E la grandezza di questo dettato non è nell'ottusa ostinazione del lettore, ma nell'immensa maestria dell'autore. Quando gli eccessi avviliscono nel loro nero succedersi, amaro, terribile, ecco di colpo il miracolo che solleva il masso, la grazia che smuove i cuscini più infermi con dita di poesia che vincono ogni contrarietà. Come se l'autore conoscesse a perfezione i gradi della sopportazione, l'alternarsi fra increscioso e scricchiolante, fra fastidio e ristoro, fra delirio e salvezza, gli spigoli più acuti e i morbidi atterraggi (maggiori i primi in verità, ma il bene, si sa, si alza per contrasto, per differenza). Sontuosa storia di lealtà familiare e umana, ritratto femminile di strepitosa resa letteraria, "una vergine istruita dalla natura" che pian piano svela le sue doti nel segno di una profondità paziente, un carattere umano troppo umano, una tenacia e un talento insondabili, al limite di brezze celesti, di sovrumane essenze a dirigere ogni passaggio. L'intrigo la intristisce senza tuttavia scoraggiarla, la malattia non fiacca le sue fibre più intatte, la perfidia e l'ignoranza attorno ammaccano ma non uccidono il genio delle sue virtù. Dirà magistralmente lei stessa a un certo punto "l'ignoto non mi spaventa, non può che essere logico". Questo e tantissimo altro lo scampanio che emerge dalle pagine, in una vicenda dove la natura si svela nel suo impervio mistero, il mare scuote ogni sillaba quasi a ferocissime ondate contro gli occhi in lettura, gli egoismi e le generosità sono sorseggiati con cura e dedizione stupende. Storia di piccoli uomini a cercare un granello di senso nel loro deserto interiore, di affari volati via nell'arrivismo di sperperi insensati, storia di silenzi sofferti e desideri taciuti, sotto i malati accordi di un destino incompreso, sfortunato, Pauline dal cuore sterminato, bontà più che maiuscola.

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    Prof.Davide Guglielmino

    29/08/2016 14.54.19

    Tra i meno famosi romanzi di Emile Zola, ma non per questo di minor pregio, La gioia di vivere (La joie de vivre), dodicesimo romanzo del ciclo Rougon-Macquart, fu pubblicato a puntate dalla rivista "Gil Blas" dal novembre del 1883 e in volume dall'editore Charpentier nel febbraio 1884. Ambientato nel 1863 nel borgo marinaro di Bonneville, a pochi chilometri da Arromaches - Les - Bains in Normandia, ha come protagonista Pauline Quenu, figlia di Lisa Macquart e M. Quenu salumieri parigini, apparsi nel romanzo del 1873 Il ventre di Parigi. Scrive Mariolina Bertini: "La protagonista Pauline contrappone la propria energia caritatevole all'egoismo del fidanzato, Lazare, che accumula fallimenti in ogni campo, giustificando la propria morbosa disperazione con la filosofia pessimista di Schopenhauer. Ben più schopenhaueriana di lui, in realtà, è Pauline, che incarna la compassione teorizzata dal filosofo tedesco; e il contrappunto psicologico tra i personaggi, tra i quali si insinua la languida e seducente Louise, mostra ancora una volta quanto sia da accantonare il diffuso pregiudizio che fa di Zola un autore negato alle sottigliezze psicologiche, a suo agio soltanto sul terreno della descrizione, dell'analisi sociale e della dimostrazione scientifica ". Figura diversa dalle altre donne presenti nei romanzi di Zola, in forte antitesi con la cugina Nana, fatal femme, cocotte, gelida, insaziabilmente avida di lusso e di piaceri, molto egocentrica ed egoista, Pauline è onestà, buona d'animo, pronta al sacrificio di se stessa per gli altri, "mossa da quella carità attiva che della altrui felicità fa la sua personale esistenza". Ottima la traduzione di Paola Messori e molto interessante la nota a cura di Henri Mitterand.

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    Francesca

    21/05/2012 18.12.26

    Di Zola ho letto molto. Per me il suo miglior romanzo è senza dubbio Teresa Raquin; ognuno dei suoi scritti mi ha lasciato molto, anche quelli un pò meno famosi. La gioia di vivere, nonostante il titolo, è un libro triste. Racconta situazioni familiari dolorose, tradimenti e malattie, tra le quali si affaccia anche la depressione . Non lo collocherei tra le sue opere più felici ma un libro di Zola vale sempre e comunque la lettura.

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