Giornale di guerra e di prigionia. Con il «Diario di Caporetto»

Carlo Emilio Gadda

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 6 settembre 2002
Pagine: 444 p.
  • EAN: 9788811667322

10° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Biografie - Memorie

pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Usato su Libraccio.it - € 8,91
Descrizione

Questo "Giornale di guerra e di prigionia" raccoglie tutti i diari che il sottotenente degli alpini Carlo Emilio Gadda tenne tra il 24 agosto 1915 e il 31 dicembre 1919. È una testimonianza straordinaria, in primo luogo per gli eventi di cui Gadda è stato protagonista. Nell'ottobre del 1917 si trovava infatti in prima linea a Caporetto e venne fatto prigioniero dagli austriaci sulle rive dell'Isonzo. Il «Diario di Caporetto», che rende conto di quelle drammatiche giornate e dell'inizio della prigionia, è rimasto a lungo nascosto, protetto «dal più rigoroso silenzio», ed è stato pubblicato solo molti anni dopo la morte dell'autore.

€ 14,02

€ 16,50

Risparmi € 2,48 (15%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibile in 3 gg lavorativi

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    vittorio caffe'

    27/10/2008 17:56:48

    Devo dare solo quattro punti a quest'opera "minore" del Gran Lombardo solo e soltanto perché ho dato 5 a Eros e Priapo, al Pasticciaccio, alla Cognizione... eppure in questi diari scritti in fretta, alla disperata, tra una cannonata e una raffica di mitragliatrice, c'è già la voce del gadda maturo... quando ancora non pensava di diventare scrittore, ma era un tenentino degli Alpini che cercava di fare il suo dovere meglio che poteva. Alcune cose sgradevoli per noi che troviamo qui in queste pagine dobbiamo metterle nel contesto: il Gadda che scrive questi diari è un nazionalista acceso, detesta gli austriaci (senza neanche conoscerli più di tanto), si lascia spesso andare a sfoghi rancorosi. Fatto sta che era poco più di un ragazzo, e che era un isolato nel suo stesso reparto; e che, circondato da gente che italianamente s'arrangiava, il Carlo Emilio bolliva di rabbia, lui che a quella idea ci credeva e come. Poi arriva il disastro di Caporetto, e tutti i nodi vengono al pettine. Gadda finisce prigioniero a farsi tante domande sulla sua vita e sul suo destino. E in alcuni passi manifesta già lo scrittore che sarà.

Scrivi una recensione