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Editore: Mondadori
Anno edizione: 1994
Formato: Tascabile
Pagine: XLIII-83 p.
  • EAN: 9788804379898
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Recensioni dei clienti

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    Massimo

    28/12/2015 16.50.26

    Il miglior Calvino è quello che inventa mondi fantastici. In questo breve racconto si parla di Hegel, Marx, Legge-truffa, Dc e partito comunista nella cornice di un'Italia provinciale. Non esiste più niente del mondo che viene evocato, e proprio per l'operazione nostalgia assegno un punto in più.

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    nadia

    02/07/2015 18.17.42

    Non posso farci nulla: io Calvino proprio non lo digerisco. Questo è il suo quinto libro che leggo, e l'ho trovato grigio, asettico e profondamente deprimente, esattamente come gli altri. Non metto in discussione il valore dell'opera di questo apprezzatissimo e studiatissimo autore: semplicemente constato che non fa per me. Devo dire però che un frase verso la fine del racconto mi ha davvero colpito: "L'umano arriva dove arriva l'amore: non ha confini se non quelli che gli diamo". Immenso! Peccato che di amore non ci sia traccia in queste 80 pagine...

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    sandro landonio

    07/06/2010 00.49.26

    Ho provato di fronte a Calvino sensazioni contrastanti. Con certi scritti mi sono sentito poco motivato a portarne a termine la lettura, di fronte ad altri ho dovuto consumare il libro il più presto possibile. Con “La giornata di uno scrutatore” ho intuito che forse una delle cause delle sensazioni contrastanti provate è la densità che l’ autore mette nelle sue opere. In questo si tratta in effetti di solo ottanta pagine ristrette nel tempo (un giorno) e nello spazio ( una zona di Torino), ma ripiene di continui stimoli per il lettore, che si ritrova come un pesce di fronte al palangaro. In questo caso tali stimoli sono stati per me numerosi ma non eccessivi ed ho elaborato un giudizio positivo, quando invece non ho sopportato l’intensità della prosa dell’autore ho perso motivazione. Le ottanta pagine della “Giornata” a questo punto sono forse troppo poche , nel senso che piazzandoci una bella storia d’amore con Lia piena di flash-back, una sceneggiata al seggio o lungo le corsie degli incurabili, noi, il tempo per digerire maggiormente tutte le idee importanti lo avremmo avuto. Ma sarebbe come chiedere il gusto puffo ad una gelateria di qualità, non abbiamo scelta é meglio educarci a richiedere la crema senza coloranti inutili. Infine cito due dettagli che mi hanno colpito particolarmente: il perfido maschilismo dell’aggettivo “prelogica” affibbiato a Lia ed il gioco pirandelliano delle coppie fra Amerigo, l’onorevole ed il nano.

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    amalgafora

    06/06/2009 12.32.38

    Iniziando a dire che siamo quattro persone diverse e non una sola(vi sembra che mi chiami amangafora!?) Il libro di italo calvino sebbene tratti della sola giornata elettorale di Amerigo Ormea (scrutatore ai seggi facente parte del partito comunista)pur sembrando lungo(più di ottanta pagine per una giornata sola non sono poche!)non si sofferma sulla trama(in sè breve e non troppo coinvolgente),lavorando in modo dettagliato sui pensieri di Amerigo che nel libro si pone moltissimi interrogativi,interrogativi che gli vengono suggeriti dall’esperienza che svolge al seggio elettorale posto al Cottolengo di Torino. L’intera trama infatti svolge solo un ruolo di “aiutante” di quel protagonista,che sono i pensieri e le sensazioni del personaggio e di Calvino. Il lessico medio-basso permette una più semplice comprensione del testo i cui i concetti non sono altrettanto semplici,poichè trattano di argomenti attuali,ma scottanti. Il ritmo del testo,lento e monotono,viene interrotto da rare scene veloci che ti suscitano un maggiore interesse. Frasi che ci hanno colpito sono: 1)"E pensò:ecco,questo modo d'essere è l'amore.E poi:l'umano arriva dove arriva l'amore;non ha confini se non quelli che gli diamo." 2)"Amerigo,velocemente,pensò al Discorso della Montagna, alle varie interpretazioni dell'espressione "poveri di spirito",a Sparta e a Hitler che sopprimevano gli idioti e i deformi; pensò al concetto di eguaglianza, secondo la tradizione cristiana,e secondo i principi dell'89 [...]Ma questo suo implicito considerare il proprio voto come superiore a quello dell'idiota,non era già un riconoscere che la vecchia polemica antiegualitaria aveva la sua parte di ragione?" 3)"La democrazia si presentava ai cittadini sotto queste spoglie dimesse,grige,disadorne; ad Amerigo a tratti ciò pareva sublime,nell'Italia da sempre ossequiente a ciò che è pompa,fasto, esteriorità,ornamento; gli pareva finalmente la lezione d'una morale onesta e austera;..." ci congediamo, sperando che la nostra recensione vi sia piaciuta; Amalgafora!

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    Giulia, Komal, Teresa

    06/06/2009 12.21.12

    Un libro dalle sfumature grigie e dall'odore piovoso e penetrante della pioggia, sipario di questa giornata tetra all'insegna della legge-truffa. Amerigo Ormea, uomo da pensieri limpidi e retrogusto amaro, è il protagonista del romanzo del quale si serve Calvino per interrogare l'umanità sul vero significato della democrazia: "pensò che solo quella democrazia appena nata poteva meritare il nome di democrazia; era quello il valore che invano poco fa egli andava cercando nella modestia delle cose e non trovava; perchè quell'epoca era ormai finita, e piano piano a invadere il campo era tornata l'ombra grigia dello Stato burocratico, uguale prima durante dopo il fascismo, la vecchia separazione fra amministratori e amministrati". Di annata 1963,che la stagionatura ha reso ancora più attuale. E in questa data non possiamo non brindare con Calvino al vero spirito delle elezioni politiche, nella speranza di una democrazia sempre migliore.

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    vele

    06/06/2009 12.20.19

    Il libro " la giornata di uno scrutatore" tratta di un tema a noi contemporaneo poichè gli argomenti toccati riguardano anche la nostra società. Nonostante le poche pagine riesce a presentare aspetti religiosi, politici, filosofici e sentimentali senza perdere il filo del discorso e senza annoiare il lettore; infatti lo stile di Calvino è semplice e lineare ed è comprensibile a tutti. La difficoltà maggiore della lettura sta nel cogliere tutti i pensieri del protagonista. Il narratore infatti ci mostra una realtà diversa da quella che siamo abituati a vedere. Calvino riporta minuziosamente ogni fase dell'elezione del lontano 1963. Egli vuole criticare 'lo squallore della sezione elettorale' e, più in generale, la società che è in continuo degrado e soggetta a pregiudizi e corruzione. Critica il mancato rispetto verso le persone che , malate o invalide, non possono votare ma vogliono mantenere il loro diritto che dovrebbe essere esteso a tutti. A chi infatti, in periodo elettorale, non interesserebbe sapere cosa accade in un ipotetico <<cottolengo>>?!?

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    2A Liceo

    04/06/2009 12.39.39

    "Ecco, pensò Amerigo, quei due, così come sono, sono reciprocamente necessari. E pensò: ecco questo modo d'essere è l'amore. E poi: l'umano arriva dove arriva l'amore; non ha confini se non quelli che gli diamo." E' la risposta alla domanda principale del libro, una risposta tra mille domande,ad alcune delle quali non si può dare una risposta, o è giusto non dare una risposta. Abbiamo trovato questo libro uno spunto per interrogarsi su se stessi e sulla vita, domande esistenziali e sempre attuali (es. l'aborto, i diritti dei malati...), come se il romanzo fosse senza tempo, per questo può essere definito un classico.

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    Maria Teresa

    09/07/2007 10.05.54

    Ho finito il libro di Italo Calvino "La giornata di uno scrutatore", primo libro di queto autore che leggevo, eccetto la trilogia de "I nostri antenati". Non mi è piaciuto tantissimo, soprattutto perchè manca di trama e un intero libro (anche se solo di 85 pagine!) costruito sul dialogo interiore e su pochi fatti sequenziali non riesce a coinvolgermi più di tanto. Per alcuni motivi l'ho comunque trovato interessante: mi è piaciuto per il modo in cui riesce a mischiare, grazie al linguaggio e alla sapienza della costruzione del racconto, politica, attualità e personalità. E' un libro di un'attualità allucinante, potrebbe essere stato scritto ai giorni nostri, sembra che da allora non sia cambiato niente. Solo, forse, siamo un po' più pessimisti e cinici rispetto ad Amerigo Ormea, visto che le istituzioni sono anche un po' più lontane da noi. Mi ha urtato molto la prospettiva profondamente maschilista del racconto e del protagonista...

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    Stefano

    02/03/2006 09.40.09

    Voto medio per il lungo racconto che presenta un Calvino profondamente riflessivo. Scritto in ben 10 anni tiene ben il filo conduttore: Amerigo è un torinese sulla quarantina che si trova ad assolvere il ruolo di scrutatore nel seggio tradizionalmente democristiano del "Cottolengo". Amerigo è un intellettuale di convinzione comunista. Abilissimo come sempre è Calvino nel proporre personaggi contrastanti e ricchi di connotazioni caratteriali. Il dramma dell'emarginazione dei malati del "Cottolengo" viene visto dall'interno e si scopre come una città piena d'amore, dove poi, votare DC, lo si fa per gratitudine nei confronti delle suore. Sullo sfondo della giornata, la turbinosa relazione tra Amerigo e Lia. Certo non il racconto più movimentato di Calvino, ma dacisamente molto profondo. Personalmente preferisco il Calvino narratore di situazioni più che di riflessioni. Stefano

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