Recensioni I giorni e gli anni (20 dicembre 1967-19 aprile 1968)

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    08/03/2019 16:59:47

    L'orma ha permesso di portare a termine la traduzione (lasciata incompleta al secondo volume da Feltrinelli) di quest'opera in quattro volumi, che è senz'altro da annoverare tra i grandi classici del Novecento. Complimenti anche ai traduttori: hanno fatto un ottimo lavoro. Il romanzo è molto lungo, vale però la pena di affrontarlo e immergersi nella vita e nei ricordi di Gesine. Spero che l'editore pubblichi anche le altre opere di Uwe Johnson, autore tanto grande quanto poco conosciuto in Italia. Una lettura interessantissima e particolare che consiglio sinceramente.

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    04/12/2018 18:29:42

    Si tratta di un opera in 4 volumi considerata ormai essenziale per la letteratura tedesca dell '900. Non si tratta di un'opera facilissima, ma certamente leggerla non è affatto pesante, al contrario.

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    23/09/2017 07:59:38

    Secondo movimento. Il giornale punteggia ogni giornata col suo fruscio di notizie, è l'anno dell'attentato a Martin Luther King, delle continue statistiche sulla guerra in Vietnam, strascico ormai lunghissimo, straziante, interminabile conteggio di morte quotidiana. I due specchi sono sempre di fronte, le due mani del tempo, l'antico e l'odierno "frantumati in una miriade di scene e di scorci". I percorsi si intersecano in una virtuosa padronanza di scrittura che rende unica al mondo quest'opera spettacolare. Quell'epoca è lì, scontrosa e dura da respingere, perché "quello che ti figuri del tuo passato in qualche maniera è reale". E' il romanzo della madre di Gesine, donna inquieta e molto pia che morirà in circostanze strane, mai del tutto chiarite. Incendio creato ad arte per simulare un suicidio? Un mistero aperto. Intanto, mentre i traghetti attraversano l'Hudson di colpo si affaccia l'urlo dei nazisti di trenta e passa anni prima, le punizioni e le deportazioni, le fughe da una provincia in cui sta per maturare l'orrido germe della razza inferiore, "così, senza emotività, come un carnefice che ha in odio le inutili proteste". La notte dei cristalli impressa nella mente come qualcosa di accaduto da poco: "Certa comprensione delle cose è come un taglio per il quale non si ha un cerotto". L'aspetto che affascina senza aprirsi ad urti di stanchezza è proprio questa meraviglia di salti temporali che pian piano diventano lo stesso oggi, cronaca e vita privata a braccetto, autrici e spettatrici insieme una dell'altra. Similitudini che riaprono i contorni chiusi del ricordo, antichi odori su cui si giurava l'unicità che improvvisamente arrivano in mezza zaffata a ricomporre un'adolescenza. Smarrimento, paura, due donne ancora acerbe al morso di una metropoli investite da rumori e lingue, accidenti e incontri. La pressa della vita che incombe fra uffici e strade, e una lenta magnifica riflessione sul comunismo che regala alle pagine uno stupendo abbraccio saggistico.

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    23/08/2016 14:15:29

    Un elogio particolare e un ringraziamento alla casa editrice L'orma che ha permesso di portare a termine la traduzione (lasciata incompleta al secondo volume da Feltrinelli) di quest'opera in quattro volumi, che è senz'altro da annoverare tra i grandi classici del Novecento. Complimenti anche ai traduttori: hanno fatto un ottimo lavoro. Il romanzo è molto lungo, vale però la pena di affrontarlo e immergersi nella vita e nei ricordi di Gesine. Spero che l'editore pubblichi anche le altre opere di Uwe Johnson, autore tanto grande quanto poco conosciuto in Italia. Leggetelo.

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