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Erri De Luca

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2009
Pagine: 133 p. , Brossura
  • EAN: 9788807017735

Don Gaetano indovina i pensieri della gente, senza volerlo. Evidentemente le persone hanno la testa troppo piena e qualche pensiero inevitabilmente sfugge, ma lui di solito non reagisce, sorride e tira avanti. La sua dote l'ha scoperta da ragazzo quando, uscito dall'orfanotrofio, si è imbarcato per l'Argentina e ha vagato per mesi nel deserto. Ma adesso che è vecchio e passa la giornata nella guardiola del palazzo in cui fa il portiere, la magia del fuoco, la passione e il furore della sua giovinezza sono solo ricordi. Don Gaetano insegue i pensieri, le perle di una saggezza antica e popolare che la sera, dopo aver mangiato un piatto di pasta e patate insieme a un bambino smilzo, vogliono uscire. Orfano anche lui, cresciuto in guardiola, lo Smilzo lo guarda con due occhi affamati di vita. Vuole sentire le storie della guerra, così come la mattina a scuola vuole imparare ogni singola parola che esce dalla bocca del maestro, vuole insomma prendere a piene mani la saggezza che Napoli, i suoi vicoli, il porto e i palazzi hanno da offrirgli.
Don Gaetano continua a ripetergli "t'aggia'mpara' e t'aggia perdere", devo insegnarti tutto e poi devo perderti, ed in fondo è questo il fulcro del romanzo: è la storia di un ragazzo che si nutre della saggezza della sua terra fino a diventare finalmente grande.
In queste pagine c'è tutta la poesia di una città "monarchica e anarchica" come Napoli, una città che vuole obbedire a un signore ma non vuole essere governata. C'è la guerra, l'amore, la morte. Il 1943 e le navi americane ormeggiate nel porto; la gente che si rivolta contro i tedeschi, lanciando vasi di fiori dalle finestre sui cingolati, costruendo bombe fatte in casa e rubando gli arsenali del nemico. C'è l'abbondanza del contrabbando, dopo la guerra, e la merce che passa attraverso le fognature per arrivare fino alle case più povere della città vecchia. Mentre Don Gaetano racconta, lo Smilzo impara a sentirsi parte di una moltitudine di persone. Vede gli uomini con una stella gialla staccata dalla giacca nascosti nei rifugi scavati nel tufo, conosce i loro libri e la loro dignità. Vede l'amore riflesso nei vetri chiusi delle finestre, lo vede crescere, perdersi e poi tornare più adulto e più folle. Scopre gli abbracci di Anna, una donna durissima e fragile, come tutte le donne di Erri De Luca.
Lo Smilzo deve imparare e poi deve andare via, lontano, oltreoceano. Deve conoscere il segreto del fuoco, quello che gli fa indovinare la mano di carte del suo avversario, quello che fa alzare il cappello alla gente del vicolo quando lo incrociano per strada. Prima di andare via deve assaporare il gusto che si prova il giorno prima della felicità, quel giorno in cui tutto, improvvisamente, cambia.
Un libro ricchissimo, capace di rapirci, capace di parlare di identità e sentimenti utilizzando le immagini e le parole degli uomini semplici. Un romanzo che è un tributo alla generosità civile di una città come Napoli e del suo popolo.

Recensioni dei clienti

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    zia dalia

    24/11/2015 20.25.59

    Romanzo molto particolare: un'iniziazione alla vita adulta nella misera Napoli del dopoguerra. Splendidi i personaggi e le loro introspezioni.

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    Dario

    04/10/2013 12.41.37

    Nella Napoli del dopoguerra un orfano cresce grazie alle cure di Don Gaetano, portiere tottofare di un grande caseggiato. Tra un racconto di guerra è una partita a carte diventerà uomo, studiando con passione e imparando vari mestieri. Conoscerà un amore impossibile che lo porterà ad una sfida decisiva per il proprio destino. Libro non fondamentale che mi ha lasciato con l'amaro in bocca per un finale un po' troppo frettoloso e abbastanza insipido. Interessanti i racconti di Don Gaetano anche se a tratti forzatamente poetici. Mi aspettavo decisamente di più.

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    Sonny

    07/06/2013 18.13.18

    Erri De Luca rimane uno degli ultimi cantori della Cultura Partenopea. Quella vera, quella pulita, quella immortale.

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    Daniele D'Agostino

    15/05/2013 21.14.48

    Potente e ironico, Erri De Luca non si tradisce con questo racconto lungo di grande spessore. Da leggere!

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    vale

    21/09/2012 17.22.58

    un bel racconto, denso di storia, amore, amicizia e poesia. scorrevole da leggere. "hai paura? sì. di me? sì e nessun coraggio sarà bello come questa paura"

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    marcello.ragone

    20/05/2012 12.43.41

    E' un libro meraviglioso,nel senso puro della parola.E' poesia fatta a romanzo.E'vita vissuta, quando leggi l'impressione e' proprio quella.

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    Lucio

    11/02/2012 15.03.12

    Romanzo che apprezzi man mano che vai avanti con la lettura. All'inizio, temi di dover fare i conti con la solita stucchevole storia del ragazzino che si muove tra i vicoli della Napoli povera e manieristicamente poetica del dopoguerra, tra ciabattini "macchietta" e portinai saggi che riescono a leggere i pensieri della gente: insomma, l'ennesimo tentativo di replicare l'inarrivabile universo letterario di De Filippo. Proseguendo nel racconto, tuttavia, la storia acquista peso specifico e ti rendi conto che ha una ragion d'essere lo stile marcatamente emozionale dell'autore, così vicino alla sensibilità femminile. Ti accorgi, quindi, che la storia non è una semplice scusa per dimostrare al mondo le capacità narrative dell'autore, ma si propone di illustrare plasticamente la dinamica della crescita personale, così strettamente legata alla presa di coscienza e di conoscenza delle origini e della storia di ciascuno, intesa come storia personale e di popolo. In questo senso il racconto si sottrae al rischio della banalità che inizialmente lo insidia e si conclude riconoscendo che nessuna felicità può essere conseguita senza un'adeguata maturazione umana e senza un'idonea consapevolezza di sè e del prossimo.

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    anna

    30/11/2011 12.24.44

    bellissimo, emozionante, in alcuni tratti esilarante (i dialoghi di la capa)....è un libro che mi ha profondamente emozionato...l'ho letto in tre ore facendo il viaggio napoli-roma....lo consiglio a tutti

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    Stefano

    09/09/2011 09.59.05

    A mio parere il più bel lavoro di Erri De Luca

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    ilenia

    12/07/2011 12.01.55

    un piccolo libro, l'ho finito ieri... per chi ama la poesia nella vita e la città di napoli e le storie della resistenza, quella della Liberazione e quella della vita di ognuno di noi..... chi ha votato 1 o 2, mi perdoni, ma non c'ha capito niente :-D

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    Vruno

    25/04/2011 00.37.56

    Bellissimo. Si legge con cervello e cuore. Una scrittura che ti coinvolge e ti cattura, si "entra" letteralamente nella storia. Lo consiglio vivamente a tutti.

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    Laura

    05/04/2011 10.59.21

    Ho letto il libro in una serata, l'ho trovato coinvolgente e appassionante, la descrizione dei personaggi è talmente precisa nei tratti più intimi che si ha l'impressione di conoscerli! Divertentissimi gli equivoci di La Capa, esilarante il discorso con l'esattore e la descrizione di chi con i soldi pensa di poter acquisire un posto in società... molto attuale! Lo consiglio, per una sera nel teatro dell'immaginario di una Napoli calda e colorita.

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    Antonio

    02/02/2011 15.24.27

    De Luca è dotato di una scrittura incredibile e riesce spesso a giocare con le parole compiendo veri e propri virtuosismi. Da questo punto di vista il romanzo è godibilissimo e contribuiscono a fartelo apprezzare anche i vari siparietti comici tra La Capa e Don Gaetano. Non ho dato il massimo dei voti, soltanto per l'eccessiva brevità del romanzo (o racconto lungo?) che in alcuni punti forse avrebbe dovuto essere più approfondito

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    Raffaella

    13/10/2010 10.38.36

    è il primo libro che leggo di Erri De Luca, un autore di cui ho sentito parlare, me del quale non ho mai letto nulla. "Il giorno prima della felicità" mi è piaciuto, non è noioso, ma da quella giusta spinta che riesce a farti leggere un libro. Ci sono dei momenti in cui ti sembra di essere lì nella scena e viverla, sentire i brividi che provano i protagonisti. In altri si vive tutto il folclore di Napoli, come la scenetta comica di La Capa e il funzionario delle imposte che riporta alle commedie di Eduardo de Filippo e di Totò. é stato un libro breve, ma nel quale è raccontata attraverso i racconti di don Gaetano, la Napoli sottomessa che è riuscita a liberarsi. In tutto il libro aleggia la mitica figura di don Gaetano, portiere di un palazzo che riesce a leggere nei pensieri delle "persone". Altra cosa che ha importanza, anche se quasi marginale, è la storia tra lo Smilzo e Anna, fatta di momenti, attimi di felicità, è da lei infatti che dipende il giorno prima della felicità del protagonista. Da Anna però non dipende solo la felicità del ragazzo ma anche la quasi triste conclusione. Il viaggio in Argentina riporta molto alla storia di don Gaetano, che ha conosciuto Napoli e poi è andato via, però questa via di fuga rappresenta la salvezza dello Smilzo e forse ci fa sperare in un suo ritorno.

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    Federica Fa

    09/07/2010 17.01.31

    E' la prima volta che leggo De Luca e devo dire che mi è piaciuto tanto il suo modo di scrivere e raccontare. Mi sono affezionata a Smilzo, bambino orfano che vive e cresce grazie alla presenza ferma e costante del buono e colto Don Gaetano (portiere del palazzo). La descrizione della mia città è fatta con tale poesia da farti sentire i profumi e i suoni dei vicoli e delle strade. Esilarante il dialogo tra lo scarparo La Capa e l'esattore delle imposte..da leggere e rileggere (sembra quasi una scenetta teatrale). Questo libro è molto bello, breve ma intenso. Un grande scrittore contemporaneo, dalla vita così ricca e intensa.Leggetelo! P.S. Comprerò "In nome della madre" di cui ho sentito parlare molto bene..

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    Ilydily

    06/03/2010 14.56.40

    È il primo libro che leggo di questo autore e mi è stato consigliato da una collega. Ho decisamente apprezzato il consiglio: secondo me è un bellissimo spaccato di Napoli, crudo e diretto. Mi sono piaciuti tutti i personaggi, dai due protagonisti a quelli secondari. Ognuno di questi ha un ruolo ben preciso, nulla è lasciato al caso e insieme vanno a formare il popolo tipico di una città complessa come è Napoli. È un inno alla città e ai napoletani, con pregi e difetti, ma in maniera sobria, motivata e per nulla sdolcinata e teatrale. Molto bello.

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    cristina

    24/02/2010 13.57.37

    ho finito di leggerlo un paio di settimane fa, me l'aveva consigliato una collega e alla mia domanda "consigliami un bel libro" era saltato fuori questo! Volevo si leggere qualcosa di diverso ma questo che dire, mi ha colpito la storia è reale, ma troppo racconto, io forse sono di parte adoro le grandi letture e questo anche se di poche pagine ho faticato a finirlo... no io non lo consiglierei. Ho letto solo questo di Erri de luca sinceramente non so se leggero altro!

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    Maurizio G.

    11/02/2010 13.24.44

    Non è a mio avviso una delle opere più riuscite di Erri De Luca, anche se è probabilmente tra le più “appassionate”. Forse l’autore ha messo troppa carne al fuoco, forse ha voluto affrontarvi troppi temi a lui cari: Napoli, la guerra e il dopoguerra problematico di quella città, l’iniziazione all’eros di un adolescente, la scoperta dell’ebraismo. Soprattutto una Napoli inconsueta per De Luca: personaggi che hanno il linguaggio un po’ eduardiano dei “vasci” ma la filosofia dei napoletani di Luciano De Crescenzo. Sono presenti molti momenti di autentica poesia, ma restano briciole di saggezza disseminate, aneddoti isolati in un contesto a tratti disorientante per chi legge: a volte si ha la sensazione di viaggiare in un libro senza meta, dove le digressioni rivelano un percorso intimo dell’autore di cui, questa volta, Erri De Luca non è riuscito pienamente a trasmettere il senso e il respiro al lettore. Piacevolmente stonato nel contesto il “medaglione” dello scarparo La Capa, che parla come Pappagone. Bella e autentica la figura di Don Gaetano, vero protagonista della storia. Resta comunque un libro da leggere, rispetto a tanto pattume che veleggia in alto nelle classifiche di vendita.

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    cristina

    20/01/2010 11.34.15

    Era il primo libro di De Luca che leggevo, incuriosita da tempo da questo scrittore di cui sentivo parlare. Non mi è sembrato granché, nè come trama nè come stile di scrittura; non ho colto la grandezza di questo scrittore da molti critici esaltata. Poi ho voluto leggere Montedidio (che risale a circa 6 anni prima) e l'ho trovato assurdamente quasi uguale a "Il giorno prima della felicità". Resto della mia opinione negativa nei confronti di questo scrittore e non credo che leggerò più altro. Il suo modo di scrivere (tranne qualche rara espressione azzeccata di napoletanità) mi sembra misero e a volte furbetto. Troppa prolificità in questo autore poi mi conferma che l'aspetto commerciale forse gli ha un po' preso la mano.

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    Daniela

    09/01/2010 19.10.26

    Per fortuna questo libro mi è stato prestato...non dico che ci voglia un mese per leggerlo, bastano esagerando due giorni... ma a me non ha lasciato niente, nessuna emozione di alcun rilievo, mi dispiace

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