Recensioni Giovanissimi

  • User Icon
    15/10/2020 16:38:53

    E’ la storia di un anno della vita di Marco, detto Marocco, vissuto molto pericolosamente nella spensieratezza e nella spericolatezza di un giovane napoletano di 14 anni, al primo anno di liceo con una forte avversione al latino, alla ricerca di tutto: l’amore della mamma che lo ha abbandonato, l’amore vero di Serena, un rapporto di responsabilità con il padre che lo ha cresciuto da solo, il brivido dell’effimero facendosi canne con gli amici, il successo sportivo giocando a calcio, la maturità. Insomma, il classico romanzo di formazione, abbastanza scontato nella conclusione, con tutti gli ingredienti per strappare qualche lacrima, ma con una monotonia narrativa a volte anche troppo ripetitiva, tanto che non mi sentirei di consigliarne la lettura ad un amico. La scrittura è ricercata e scorrevole, ma la trama è deboluccia. Ci sono personaggi interessanti quali l’allenatore della squadra di calcio o l’insegnante di latino, decisamente interessanti, sui quali l’autore poteva soffermarsi di più, come anche sul rapporto del padre, abbandonato dalla moglie cinque anni prima, con la mamma dell’amico Petrone, al quale dedica l’incipit del romanzo. Con questa lettura mi aspettavo anche un’immersione nella Napoli dei vicoli stregati ed imprevedibili e nei suoi quartieri emarginati ed inestricabili. L’ambientazione ovviamente c’è, ma non centrale nella storia.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    xR
    06/07/2020 20:56:45

    Bellissimo. Racconta le difficoltà di un ragazzino quattordicenne che cresce in una Napoli inospitale in cui risulta estremamente facile imboccare la classica "cattiva strada". Un rapporto travagliato col padre, la madre che lo ha abbandonato da un giorno all'altro e il sogno di diventare un calciatore di talento. Decisamente super consigliato, non metto 5 stelle perché ho trovato lo stile di scrittura poco fluido e a volte un po' sconnesso.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    19/06/2020 15:15:38

    Una formazione un po’ tragica quella del protagonista di queste pagine ragazzi sfortunati x lo più di buoni sentimenti che cercano di crescere in un quartiere difficile della bella e intensa Napoli. E quello che mi è proprio mancato è la napolitanieta non ho assaporato i colori dei vicoli partenopei nei vicoli descritti i personaggi sono malinconici e tristi.Belle le scelte narrative e stilistiche non è un banale romanzo di formazione ma forse vista la mia lontananza anagrafica dalle vicende narrate non mi ha fatto assaporare fino in fondo la sincerità dei personaggi che ho trovato veri nelle descrizioni quotidiane e un po’ costruite negli avvenimenti degni di nota del romanzo.Terrò’ sicuramente d’occhio questo autore

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    08/06/2020 21:34:28

    Un buon romanzo di formazione scritto con una grande attenzione ad adeguare lo stile alla situazione popolare in cui vive il protagonista. Copertina 3 Storia 4 Stile 3

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    08/06/2020 21:04:24

    Libro semplicemente meraviglioso. Nella storia raccontata dall'autore ci si può immedesimare in più punti in base alle proprie vite e alle proprie esperienze. È davvero bello, soprattutto per i giovanissimi in quanto è incentrato sul loro stile di vita e da quindi modo di capire come comportarsi e come vivere certe "prime volte". Una specie di compagno di viaggio per loro, quasi un diario. Inoltre è utile anche per i meno giovani, che magari hanno dimenticato ciò che si prova in quei momenti che tutti hanno vissuto, e che l'autore ha descritto perfettamente, permettendo quindi di essere più vicini ai propri figli e al loro mondo. Complimenti! Gianluca. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    08/06/2020 18:12:02

    Dopo aver apprezzato Napoli mon amour, sono contenta di aver potuto fare lo stesso con Giovanissimi. Partendo da un quartiere napoletano, che tra l’altro conosco bene, si snodano vicende di rabbia, di rifiuto, di accettazione, al centro delle quali c’è il quattordicenne Marocco. Mi sono ritrovata nella solitudine di questa giovane promessa del calcio, nel suo amore vissuto con ansia del futuro e con paura dei sentimenti propri e altrui. Forgione ha ritratto in maniera appassionante la storia apparentemente semplice di un ragazzo dalla vita complessa, che è cresciuto con il padre in un contesto difficile e disagiato, e che vive costantemente l’assenza della madre prima con speranza, poi con rassegnazione (“non c’era traccia di mia madre in quella stanza come nel resto delle nostre vite”). Copertina: 5. Storia: 5. Stile: 4.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    KAT
    08/06/2020 16:00:54

    Libro meraviglioso, degno dei grandi romanzi di formazione, del calibro dell'amica geniale.I personaggi vivono con te, soffrono con te, si innamorano con te. Un grazie speciale all'editore che non ho mai mancato di ringraziare personalmente per la scelta dei capolavori, la cura nei dettagli nella stampa (segnalibro del titolo e cartolina dell'uscita successiva compresi) e la bellissima pagina Facebook di promozione del suo lavoro. (Ancora) Piccoli, ma cazzuti. COPERTINA: 5, STILE:5, STORIA:5

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    08/06/2020 15:18:49

    Scendono in campo i "Giovanissimi" di Alessio Forgione. Il giocatore playmaker: Marco, detto Marocco, per via della pelle scura e dei capelli ribelli, ha 14 anni, vive a Napoli, è inquieto e fa i conti con le prime volte, alcune bellissime, altre non proprio. La madre ha abbandonato lui e suo padre e lui vive l'assenza come una ferita aperta, un dolore che non gli da pace. La sacralità dello spogliatoio: I Giovanissimi che crescono da soli con i desideri di grandezza e le delusioni repentine, i piccoli crimini e le grandi violenze, in attesa di entrare nel mondo degli adulti. La tattica di gioco: tra rovesciate, cross, tiri in porta, corner e marcature...arriva l'allenatore Forgione che non fa sconti a nessuno, non ha paura di raccontare la realtà così com'è fatta. Campo di gioco: Nel quartiere sregolato di Soccavo, luogo di passaggio impenetrabile, piazza di spaccio, dal sapore della periferia irriverente e dai colori del sobborgo degradato. La sfida di gioco: è amara, non lascia scampo, davanti alla vita vera, soccombiamo tutti, ognuno a modo suo e c'è poco da fare, se non viverla pensando di dedidere tutto, anche se si è consapevoli che non si deciderà nulla. Il gol più bello: è quello di Giovanissimi che rappresenta con la potenza delle parole sposate con lo stile diretto, la possibilità di Colpirti. I messaggi che ci si porta dentro: "se volete vincere, dovete continuare a lottare..."non tanto quello che ricevi ma quello che dai è importante..."il rispetto è la sola cosa che conta...E' molto poetico, Forgione, quando dice: "l'amore quando si presenta rischia di trasformarsi in nuvole: piccole forme delicate e semplici da distruggere". Una chicca da non perdere: le citazioni di Baglioni e Battiato. Le mie preferite sono "Strada facendo troverai..." e "Il mio maestrò mi insegno' com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire." Con "Giovanissimi" Forgione ha fatto Gol!. Copertina 5, Storia 5, Stile 5.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    08/06/2020 10:12:01

    In questo libro seguiamo le vicende di un giovane quattordicenne di nome Marco -chiamato ironicamente “Marocco” dagli amici- nella trivialità dei gesti e dei rituali quotidiani: frequenta la scuola ma non studia (si potrebbe dire che a Marocco non interessa la scuola e alla scuola non interessa di Marocco) e fa parte di una squadra di calcio, i “giovanissimi”, ma neanche questa è la sua passione. Marco, infatti, nasconde i suoi veri interessi e si lascia trascinare in un’esistenza vuota e priva di colore. Questo accade finché non entra in scena Serena: il suo arrivo colora il mondo di Marco, che finalmente sembra sperimentare la felicità e la potenzialità dei sentimenti, i quali permettono di abbandonarsi all’altro e, fondamentalmente, di rischiare di essere feriti. Il protagonista, infatti, porta dentro di sé un dolore immenso causato dall’abbandono della madre, un evento che lo ha reso schivo e restio a instaurare relazioni sincere con gli altri. Il senso di vuoto è un elemento che si percepisce in ogni pagina e non riguarda solo Marocco ma anche i suoi amici, rappresentati come ragazzi disillusi e apatici. Ebbene, Serena riesce a colmare il vuoto che Marco sente dentro di sé, quel vuoto causato dall’assenza materna e dal suo abbandono. Si tratta di un romanzo di formazione in quanto racconta di una precisa fase della vita di Marocco e dei suoi amici e della loro crescita ed evoluzione: tutti loro, infatti, cambiano, maturano e nessun personaggio finisce la storia così come l’ha cominciata. Potremmo dire che la storia si evolve e assieme a lei i personaggi oppure che sono proprio loro a farla evolvere. Un particolare che ho apprezzato è che in questo libro la scuola è dipinta in modo molto diverso rispetto a come siamo abituati: i professori non si interessano degli alunni e del loro futuro, sono distanti, freddi, persino scorbutici. Ho apprezzato questa sincerità da parte dell’autore e questo punto di vista alternativo. Copertina: 5 Storia: 4 Stile: 5

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    08/06/2020 10:06:57

    Forgione si era già mostrato tra i giovani autori italiani più convincenti con il suo esordio e con questo secondo romanzo si conferma tale. L'ambientazione è sempre Napoli e il racconto è quello di un mondo di adolescenti soli ma determinati che inseguono, come il protagonista, il loro sogno. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    08/06/2020 09:47:50

    Libro sempre attuale che racconta la vita di un ragazzo di 14 anni rimasto solo con il padre ad affrontare i problemi giornalieri poiché la madre li ha abbandonati entrambi. Ed è difficile camminare da solo, il padre non gli mostra molto affetto, ma cerca almeno di tutelarlo dalle brutte compagnie che sono sempre in agguato, a spronarlo ad andare a scuola e farsi una cultura. Giovanissimi è il periodo migliore della nostra esistenza ma anche quello più problematico.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    08/06/2020 08:11:27

    "Giovanissimi" di Forgione è stato un fresco bicchiere d'acqua da bere tutto d'un sorso. Forse un po' più forte di un bicchiere d'acqua, forse una bevanda più intensa, forse caffè amaro, capace di metterti in piedi di prima mattina. La giovinezza in questo romanzo scorre impetuosamente impietosa: è una pioggia torrenziale, un fiume in piena, una valanga, una spirale che si avvolge su se stessa come le spire di un serpente. Dalla giovinezza non si esce se non scossi. È l'età difficile quella di Marocco, è l'età prima, quella delle prime esperienze e delle prime scelte consapevoli. È l'età in cui spesso poniamo le basi della nostra frustrazione adulta, quella che spesso rifiutiamo per gli errori commessi, ma forse quella in cui maggiormente ci sentiamo vivi, non determinati, non finiti. Forgione questo lo sottolinea con grande stile: è l'eta in cui tutto è ancora possibile e tutto ancora lecito perché siamo inesperti del mondo, storditi, ancora per poco, dalle tempeste che abbiamo dentro, non ancora stanchi del tempo quotidiano. "Giovanissimi" è un nuovo romanzo di formazione per i giovani di oggi, una prosa ben strutturata, ma lineare, avvincente e sostenuta. Una trama complessa, ma realizzabile. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 4

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    08/06/2020 01:57:21

    Giovanissimi è più di un romanzo di formazione e Marco è più della semplice allegoria dell’adolescente tormentato. Questo libro non cerca definizioni e così nemmeno i personaggi al suo interno. Forse però, se proprio bisognasse trovare un esempio, le parole di Forgione sarebbero descrivibili come uno di quei pensieri che scrivi sul quaderno e non fai leggere a nessuno o come una confessione sussurrata all’orecchio del tuo migliore amico. Sono pagine gridate silenziosamente che tentano di trasmettere una sofferenza tacita e composta, che non esige una comprensione univoca, poiché la capacità di arrivare anche solo ad un singolo individuo sarebbe probabilmente sufficiente. In un quartiere di Napoli Marco, anche detto “Marocco”, ci racconta la sua quotidianità di ragazzo, divisa tra amici, droga, famiglia, futuro e, forse più di tutto, amore, quello perduto e quello ricevuto inaspettatamente ma, infondo, disperatamente desiderato. La sua vita ci dimostra come spesso l’esistenza ci plasmi ancora prima di formarci, ci distorga le speranze, i sogni, cambi le nostre prospettive di vita, le nostre priorità. Lungi dal pensare che il dolore ci faccia crescere e imparare a vivere, continuiamo imperterriti a sbagliare, dibattendoci quotidianamente tra le infinite possibilità che abbiamo di vivere. Come quelle che si presentano tutti i giorni al protagonista. Ma alla sua età quanto è facile perdersi tra le righe e voler essere tutto e niente. In poco più di 200 pagine, viviamo uno scorcio tremendamente realistico dell’ adolescenza, della ricerca personale, dei sogni, delle aspettative, delle speranze, di chi la vita ancora deve viversela tutta. Alla fine avremo sempre le stesse domande e gli stessi dubbi dell’inizio, non sapremo comunque come affrontare il futuro, ma ci basterà sfogliare nuovamente questo libro per sentirci subito meno soli, perché ogni volta troveremo un amico pronto a rincuorarci e dirci “Anch’io mi sento così.”. Copertina: 3 | Storia: 4 | Stile: 5

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    07/06/2020 20:46:22

    G igantesco è il tuffo con cui Forgione ci trascina nel mondo adolescenziale. I n un turbinio di esperienze e sensazioni, il giovane Marocco si appresta a diventare un uomo. O ccupato, distratto dai suoi “affari”, dal calcio, riesce quasi a non pensare alla mamma, però la V ede, non materialmente, ma la vede, la avverte. Non può farne a meno. Marocco è costretto A crescere con suo padre, due abbandonati. Ma se la vita del padre ha incontrato un muro, la sua N o, è giovane, giovanissimo, il futuro lo aspetta e la speranza è lì, scorre nelle sue vene. I nsieme si cresce, si fanno nuove e meravigliose S coperte, i ragazzi cambiano, maturano, evolvono con impeto, l’impeto inarrestabile della vita. S erena: è lei la chiave di tutto, la ragione naturale che schiude il bozzolo e dà I nizio a un capitolo nuovo, M entre il passato, ormai elaborato, metabolizzato, rimane alle spalle I ncitando l’uomo che nasce, consapevole e vigoroso, a vivere intensamente, senza ripensamenti, perché basta poco per farsi male e finire tutto. Quello che ci resta, allora, è prenderla a morsi, la vita, finché possiamo. Copertina: 3 Storia: 5 Stile: 4

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    07/06/2020 20:38:04

    Finalmente, un romanzo di formazione in cui vediamo uno spaccato della vita adolescenziale di un gruppo di quattordicenni che “mordono la vita”; hanno sogni, speranze e tanta voglia di vivere e sentirsi vivi. Marco, per gli amici “Marocco” è il protagonista di “Giovanissimi” e purtroppo ciò di cui parla non è mera finzione letteraria, ma una realtà che non solo vive a pelle ma che esiste anche sul piano reale. Marco “sopravvive” nella periferia di un quartiere napoletano e la vita non è così rosea come si crede, neanche in un romanzo. Il ragazzo vive la vita borderline con i suoi amici di rione mentre dentro il petto porta un vuoto causato dall’abbandono da parte di sua madre; una ferita così inguaribile che lo porta a vivere con distacco la scuola e le relazioni umane. Niente si salva a quel dolore sordo che gli invade il cuore. In questa “prima parte” della storia vediamo la ricerca di un lessico duro, rude e frasi spezzati che ricreano il disagio interiore di Marco. Dopo, con la comparsa di Serena si può parlare di “seconda parte”, difatti, il registro cambia: i periodi sono più lunghi, il lessico è meno severo; si potrebbe parlare di lettura a colori tanto i toni erano foschi prima della comparsa di lei. Serena, un nome che va al di là dello stesso personaggio, spinge Marco a rompere il tabù sugli affetti. Marco credeva di poter concedere il suo affetto solo alla madre, per quanto riguarda i sentimenti verso il gentil sesso. La ragazza lo porta a riconsiderare questa intuizione tutta interiore che Marco possiede e che non riesce a mettere bene a fuoco, ma la percepisce. In questo marasma confuso dei sentimenti; lei, come la “Clizia” di Montale (quella del ’39), guiderà Marco fino a insegnarli come è possibile riempire quel vuoto nel petto: col suo amore. La storia è molto attuale e a renderla ancora più verosimile ci sono i colpi di scena, le tragedie e gli imprevisti che sono propri della quotidianità. COPERTINA 1, STORIA:4, STILE:3.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    07/06/2020 18:52:44

    Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 4 Il libro delle prime volte: il primo bacio, il primo toccarsi, la prima birra, il primo petardo fumato, le prime reazioni fuori controllo, la morte. . Giovanissimi, sommersi da vuoti, domande, certezze che crollano, presi da pericolose frenesie, ma che in cuor loro sperano che quel "ciao" non sia sempre un "addio", che si può essere lasciati per diventate "possibilità di qualcun altro". Giovani che ho amato, con i quali ho pianto, trattenuto il respiro, atteso i ritorni e ascoltato silenzi senza fine.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    07/06/2020 18:44:14

    Rifiuto, Rabbia, Patteggiamento, Depressione e Accettazione, sono le cinque fasi che il protagonista di "Giovanissimi" attraversa durante la sua adolescenza e lo fa relegandosi in una totale contraddizione: vivere sperando in un futuro migliore, ma apprestandosi ad affrontare un presente pericoloso e spesso infelice. "Giovanissimi" è un romanzo che ti prende per mano e che ti convince pian piano a seguire la sua storia, che all'inizio si svolge in maniera lenta, dandoti la sensazione di un film già visto. Poi, però, ti attira a sé e non ti lascia più andare, fino a quando non ti resta che trattenere il fiato e goderti il sorprendente finale. COPERTINA: 5 STORIA: 5 STILE: 5

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    07/06/2020 18:39:22

    Consigliato per gli amanti dei romanzi che toccano corde profonde, per chi ama le storie brevi ma intense, per chi vuole tornare ragazzino per un po’. Giovanissimi però non è una favola, proprio come nella vita accadono avvenimenti ingiusti, inspiegabili, dolorosi. Copertina 4, stile 5, storia 4

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    07/06/2020 15:14:19

    Scelta istintiva, senza conoscere la storia. Solo l'impatto dell'immagine di copertina. Sono tornato per un istante indietro, ho ritrovato Pasolini nella mia memoria, ho pensato che avesse scritto ancora. Ma... è evidente, non poteva essere. Di che parla questo libro? Di com’è crescere solo con il padre forse, crescere solo tra uomini, di com’è vivere a Napoli. Parla del calcio giovanile… eh sì… perché Marocco va forte quando imposta il gioco, specie se c’è Gioiello a ricevere il pallone. Già, Gioiello, brutta storia. Di sicuro non è un romanzo, per lo meno a me viene difficile definirlo così. È così vero così reale. Niente sembra creato o inventato dall’autore, tutto scorre lento e vero, senza un motivo, solo perché va così. Storie semplici, emozioni di ragazzi, ma anche i grandi ce l’hanno la paura. La paura che la tua donna vada via di casa e non torni più, la paura che tuo figlio si faccia male o che la sua vita coli a picco come la tua. È un libro trasparente, è acqua che scorre e ci vedi attraverso. È bello perché non spiega nulla, lo leggi e… bam… in un attimo tutto è finito. Gioiello, Fusco, Lunno, tutto finito tutto passato. E anche Serena passerà prima o poi. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 4

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    07/06/2020 13:56:12

    Tra i ringraziamenti in chiusura del romanzo figurano, oltre parenti ed amici, due città: “Ringrazio Londra, a volte. Napoli, sempre”. Forgione narra la città partenopea attraverso frammenti di realtà quotidiana dei suoi protagonisti, delineando una Napoli-scuola di vita di ragazzi nel fulcro dell’età più potente e, forse, più controversa. L’adolescenza, infatti, ha in serbo molte cose per Marco: giornate trascorse per i vicoli della città, rincorrendo un pallone così come si rincorre la felicità e il desiderio di non pensare ad altro, di non pensare alle punizioni né ai rigori che la vita è pronta ad infliggere ai suoi nuovi giocatori. Marco ed i suoi amici non vogliono essere adolescenti. Bramano una barba virile, un petto villoso: desiderano una manifestazione di quella maturità tanto ambita che li aiuti a conquistare gli sguardi delle ragazze. Eppure, dietro il candore puerile di Marco si nasconde un evento assillante, una sofferenza che non trova sollievo e che condiziona con furore i suoi giorni: l'assenza della madre. James Russel Lowell era dell’idea che le ginocchia di una madre fossero la migliore scuola. Cosa accade, però, quando non si può far conto su un pilastro fondamentale come un genitore? Ecco che lo smarrimento di Marco si riversa nella scuola degli angoli bui di Napoli, dove regna lo spaccio, e non basterà un motorino per scappare da questa realtà soffocante. Servirà l’amore. Questo romanzo di formazione narra in prima persona il percorso di ragazzi di strada verso la felicità contro ogni avversità, come suggerivano i latini. Sarà un amore in particolare che aiuterà Marco a colmare una scuola d’insegnamenti e di amorevole affetto materno mai ricevuti, in un vortice di emozioni e stati d’animo altalenanti dipinti da Forgione con marcato impressionismo verbale. E sarà la giovinezza ad accendere questi giovani, giovanissimi uomini, spingendoli ad affrontare la realtà con la speranza di chi vuole cambiarla. COPERTINA: 5 STORIA: 5 STILE: 4

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    07/06/2020 13:50:32

    Alessio Forgione è da poco tornato a vivere a Soccavo, quartiere periferico di Napoli dove ha passato gran parte della sua vita ed è qui che la sua storia si intreccia con quella di Marco, detto Marocco, il quattordicenne protagonista di Giovanissimi. In questo romanzo di formazione Marocco cerca di trovare il suo posto nel mondo: gioca in una squadra di calcio pur non nutrendo una particolare passione per tale sport, frequenta la scuola ma ottiene solo pessimi risultati, ha un rapporto conflittuale con il padre mentre la madre è assente, in quanto li ha lasciati anni addietro. Forgione descrive la dura vita nella periferia napoletana, dove la violenza è costante e caratterizza la quotidianità: nel libro, infatti, ci sono diversi episodi violenti, ma non rivestono un ruolo centrale, servono solamente per far capire il contesto. Il quartiere di Marocco è una sorta di ghetto, una periferia della periferia che non fa notizia e sembra che lui non senta l’esigenza di scappare da tale ambiente: forse perché quello che manca agli abitanti di tali quartieri è la possibilità anche solo di fantasticare una vita diversa. Altro tema centrale del romanzo è l’adolescenza, l’età dell’aggressività, del branco ma anche l’età della scoperta, della curiosità, dove tutto è nuovo e le emozioni sono molto intense. Serena, ad esempio, rappresenta un personaggio fondamentale nel libro perché grazie a lei Marocco capisce che non deve più evitare i sentimenti: quando si decide di voler bene a una persona si corre un rischio, ma ne vale sempre la pena. Marco fa quindi una scoperta sconvolgente, ossia quanto i rapporti con gli altri possano completarci e di come le nostre identità siano plasmate dalle persone che incontriamo nel nostro cammino. Forgione riesce a conquistare il lettore con questo romanzo sull’innocenza, sulle prime volte e sugli sbagli che si compiono, soprattutto da giovanissimi, sapendo, però, che c’è sempre tempo per rimediare. Copertina: 5 Storia: 4 Stile: 4

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    07/06/2020 10:00:05

    Un bell'affresco tracciato con mano sicura. Un racconto limpido ma talvolta amaro. L'ho letto molto piacevolmente e in molti punti mi ha affascinato e commosso. Mi ha commosso la vita vera, della vita che lotta ogni giorno. Un libro che mi ha sopreso e - forse la cosa più importante - ha saputo insegnarmi qualcosa. Non è questo in fondo quello che cerchiamo in un libro? Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 4

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    07/06/2020 08:59:47

    Il romanzo di formazione “Giovanissimi” è stato scritto da Alessio Fogione ed è stato pubblicato nel 2020. La narrazione vede come protagonista Marco, detto Marocco per la sua carnagione scura e i suo capelli, un ragazzo quattordicenne che vive in un quartiere di Napoli col padre, poiché è stato abbandonato dalla madre, dunque il protagonista si porta dentro di sé un vuoto, non ha mai superato questo abbandono della madre ormai scomparsa dalla sua vita. Frequenta il liceo, ma non si impegna, l’unica cosa che potrebbe distrarlo dal suo dolore è il calcio ma nemmeno le vittorie placano il suo senso di vuoto. La sua vita è monotona e lineare finché non accadono due avvenimenti che gli stravolgono la vita, ovvero la proposta di Lunno e l’arrivo di Serena: le sue certezze crollano. Serena porta la luce nella vita di Marocco e per la prima volta il vuoto che prova sembra ridursi per lasciare spazio all’amore, si distacca dalle insicurezze dell’infanzia per intraprendere un percorso che lo porterà a maturare. Inizialmente “Non capiva questo fatto che il voler bene a qualcuno è una sfortuna, perché ci si mette nelle sue mani e si diventa come nuvole: piccole forme delicate e semplici da distruggere” fino poi ad arrivare alla sua meravigliosa dichiarazione d’amore e con ciò cambia tutto “Voglio mangiare con te tutte le volte che mi viene fame”. È un romanzo che non si legge ma che si divora in apnea e alla fine si arriva in debito d’ossigeno. Le scene descritte inizialmente sono molto “asciutte”, l’autore non da molti particolari, proprio come se fosse il protagonista stesso a scrivere, poi quando arriva Serena, tutto cambia e le pagine si riempiono di aggettivi e dettagli. Della narrazione si apprezza la semplicità; è consigliato per tutti i lettori che amano i romanzi toccanti, intensi e per chi vuole tornare ragazzino. Copertina: 2 Stile: 4 Contenuto: 5

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    07/06/2020 08:44:11

    Il libro di Alessio Forgione è ambientato negli anni ’90 a Soccavo, il quartiere di Napoli dove l’autore è nato e da lui definito “la periferia della periferia”. Il protagonista è Marco-Marocco, un ragazzo di quattordici anni che frequenta, con scarsi risultati, il primo anno del liceo scientifico, gioca a calcio e vive solo con il padre, dopo che la madre li ha lasciati anni prima. Nel corso della storia riusciamo a capire che questo ragazzo è attraversato da un grande vuoto, dato proprio dall’abbandono materno, che l’ha reso apatico. Il dolore di questo crudele abbandono è sordo, sempre presente sotto la superficie e pronto a tornare con pensieri intrusivi e domande senza risposta. Il rapporto con il padre, invece, è complicato perché quest’ultimo lavora sempre, è molto severo e finisce spesso per rimproverarlo. Nel corso della storia, però, il rapporto subisce un’evoluzione e si crea una silenziosa complicità tra i due: la loro relazione, infatti, è caratterizzata dai tanti silenzi. Potremmo dire che Marocco viene allevato nel silenzio paterno. Le cose importanti della vita di Marocco accadono fuori dalla scuola, sul campo di calcio o quando è con gli amici (trovo degno di nota l’amico Lunno, il quale ricorda molto la figura di Lucignolo in Pinocchio) o con la fidanzata Serena, il suo primo amore. Le giornate di Marco si susseguono monotone e apatiche, pare indifferente nei confronti del mondo fino all’arrivo di Serena: infatti, da quel momento il linguaggio usato da Marco cambia con l’evolversi dei sentimenti per lei. È affascinante come Forgione riesca a descrivere azioni, sensazioni e pensieri di Marocco senza mai giudicarlo: utilizza poche parole, ruvide, nervose. Ho amato il suo stile asciutto e la semplicità con cui racconta le vicende di persone reali, con i loro sbagli, le loro gioie e i loro dolori. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    06/06/2020 14:16:39

    Ho trovato quasi semplice identificarmi al protagonista della vicenda, sarà che in molti siamo Marocco, o che Marocco siamo tutti. Un vorace lettore di fumetti, con una profonda curiosità verso tutto ciò che rappresenti il paranormale, tanti interessi che lo aiutano a non sentirsi solo tra le mura di camera sua. Il giovane ha dei rapporti conflittuali con il padre, non ha una ragazza, sono le passioni e qualche amico ribelle a fargli compagnia durante le sue giornate. Ma i ragazzi si sa, sono Giovanissimi, e in quanto tali devono fare i conti sia con la bellezza dell'adolescenza, ma spesso anche con le prime ingiustizie della vita. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 4

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    06/06/2020 14:05:46

    Alessio Forgione racconta una storia dolce, malinconica e toccante in cui il protagonista è un ragazzo che vive in un quartiere della periferia di Napoli. Marco è uno dei tanti ragazzini che vivono da soli, abbandonati dai genitori e dalla società, ma che mostrano, nonostante tutto, un grande desiderio di realizzarsi. Sembra che l’autore nutra un interesse particolare per l’adolescenza, questo periodo magico dove tutto è ancora possibile e non siamo ancora completamente “noi”, dove la personalità è ancora in divenire. Siamo tutti destinati a diventare ciò che siamo ed è proprio nell’adolescenza che inizia questo percorso di scoperta e di crescita, nel momento in cui iniziamo a distanziarci e a mettere in dubbio il pensiero e le regole degli adulti. Allo stesso tempo, però, nell’adolescenza vogliamo disperatamente conformarci al gruppo. Si tratta, dunque, di un’età universale che ci lega e ci mette tutti quanti in comunicazione. Sembra che non ci sia distanza tra l’autore e ciò di cui scrive, forse perché anche lui è cresciuto in quei luoghi e li conosce molto bene. Ho apprezzato l’intento di voler dare dignità e una struttura psicologica a persone che non vengono mai descritte in tale modo: Forgione non vuole fornire la solita descrizione semplicistica e stereotipata della vita ai margini. Sono i quartieri dove è cresciuto e vuole parlarcene in modo diverso rispetto ai media, offrendoci la versione di una persona che li conosce e che li ha vissuti. Anche a noi è permesso avvicinarci a questa realtà grazie al linguaggio, il quale ci permette di calarci nel contesto del quartiere. Si tratta di una storia che riguarda l’adolescenza, con tutti gli interrogativi che questa fase porta con sé, e che riguarda la periferia, intesa non come luogo geografico ma come luogo esistenziale, che porta a fare numerose domande e riflessioni. Un libro che vuole concedere umanità agli abitanti della periferia e che riesce magnificamente nel suo intento. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    05/06/2020 19:17:46

    Giovanissimi di Alessio Forgione Un romanzo di formazione e non solo, una elaborazione del lutto e dell’abbandono anche. È il percorso di crescita di Marocco, adolescente napoletano, che si trova ad affrontare l’assenza della madre della quale non si sa nulla, il silenzio di un padre amato e qualche volta odiato, il gruppo di amici che possono anche tradire e l’incertezza di quale senso dare alla propria esistenza. In una Napoli in bianco e nero , guidati da una scrittura stringata, un gruppo di ragazzi dall’aria cupa trascinano l’esistenza cercando di esorcizzare la solitudine con il fumo, le bevute e le partite di calcio. Marocco avverte l’urgenza di un amore che per fortuna arriva con Serena e che illumina le sue giornate, il dolore è sempre lì, ma un poco viene medicato, anche se il vero salto nell’età adulta non sarà la scoperta del sesso, non solo, ma qualcosa di più grande. La vita comincia quando si scende in campo e non senza sofferenza. Copertina 2 Storia 4 Stile 4

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    05/06/2020 13:00:05

    "Giovanissimi" lo siamo stati anche noi, per un breve ritaglio della nostra vita che, all'epoca, ci sembrò lunghissimo, un tempo dilatato che esasperava e fagocitava, che poneva così tante terribili domande sulle quali non volevamo neppure soffermarci, figuriamoci rispondere. Le pagine di questo volume sono i secondi lunghissimi di quell'adolescenza polverosa che diviene malinconica solo nei nostri ricordi, quando il tempo e i problemi adulti si rincorrono ansiogeni e quegli attimi, fugaci, in cui siamo stati davvero giovanissimi, appaiono risorse preziose alle quali aggrapparsi. Non è immediato inserirsi nel flusso di coscienza del protagonista, ma fin da subito diviene necessario abbandonare le sovrastrutture adulte e lasciarsi immergere in questa immagine onesta, cruda e sorprendentemente vera degli spigoli e delle incrostazioni di un'età che abbiamo cercato di abbellire e decorare, ma che è davvero bella solo quando ci permettiamo di leggerla così com'è. Copertina: 4 | Storia: 4 | Stile: 5

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    05/06/2020 09:12:02

    In un quartiere napoletano vive Marocco, un quattordicenne rimasto solo con suo padre dopo che la madre ha abbandonato entrambi. Il ragazzo cresce in un ambiente difficile ed è dominato dalla rabbia, frequenta il liceo con scarsi risultati e si abbandona alla passione per il calcio diventando una giovane promessa. La figura paterna non si mostra troppo affettuosa con lui ma è sempre protesa a cercare di proteggerlo dai pericoli che corre frequentando compagnie che potrebbero rivelarsi pericolose. Marocco lascia che la sua adolescenza scorra secondo i canoni di vita che può apprendere al di fuori dell'ambiente familiare, dove coltiva l'amicizia con un ragazzo poco più grande di lui e allaccia un rapporto amoroso con una ragazza che lo inizia ai piaceri del sesso. Tra piccole e grandi trasgressioni il suo bagaglio di esperienze si amplia in un microcosmo in cui è facile scivolare nel baratro della criminalità. Un romanzo molto realista e sempre attuale da cui emerge l'immagine vera di uno stile di vita e di una corrente di pensiero discutibili che continuano a coinvolgere e condizionare tante giovani vite. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 4

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    04/06/2020 18:45:19

    Marocco, al primo anno di liceo, vive in un appartamento a Soccavo, periferia di Napoli, insieme al padre, dopo che la madre ha abbandonato entrambi cinque anni prima, senza spiegazioni ne pentimenti. Marocco passa le giornate tra i banchi di scuola, dove viene per lo più preso di mira dall'insegnante di latino, i pomeriggi stesi sul letto con un fumetto di Dylan Dog, gli allenamenti di calcio e le partite della domenica. Si può vedere la storia come tanti capitoli dove il tutto si ripete in maniera ciclica, ma nonostante questo la fluidità della narrazione rende la lettura continua e mai stancante. La mancanza della madre ha fatto del padre l'unica figura su cui fare riferimento e, a dispetto dell'età, quell'adolescenza che ti fa sentire quasi onnipotente, lui riesce a tenere testa al figlio, ricordandogli quali siano le priorità della vita, da chi stare alla larga e i sacrifici che vale la pena affrontare. Una vita modesta è quella che dona a quell'unico e amato figlio, dove il pugno di ferro e l'autoritarismo sono quasi essenziali in certi momenti della crescita di Marocco. Il suo non è un padre tutto carezze e coccole, ma è colui che sa quando si deve alzare la voce e quando raccontare storie relative i suoi amici, per far comprendere a quel figlio che non è più un bambino, che le cattive compagnie possono rovinarti per sempre. Marocco cresce in queste pagine, scopre nuovi sentimenti, come l'amore; conosce il senso di potenza che il proibito ti regala; coltiva la passione per il calcio e il sogno che ne consegue. E all'improvviso scopre come funziona la vita, come gestirla in una subdola equazione dove ti toglie quanto di bello ti ha dato e, in un'estate fatta di afa, bibite ghiacciate, sigarette fumate sul balcone, Marocco comprende quanto sia effimera la felicità di un attimo. Un romanzo scritto con molti termini dialettali e gergali, semplici come i suoi personaggi, che coinvolge il lettore. Copertina:4 Storia:5 Stile:5

    Leggi di più Riduci