Il giudice e il suo boia

Friedrich Dürrenmatt

Traduttore: E. Filippini
Editore: Feltrinelli
Edizione: 14
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 112 p.
  • EAN: 9788807811074
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Recensioni dei clienti

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    paolo

    15/12/2015 20:25:18

    Convincente storia gialla che si svolge in crescendo con epilogo a sorpresa e che pone qualche riflessione sul rapporto tra carnefice e vittima.

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    Roberto Agostini

    02/11/2014 16:44:41

    Friedrich Dürrenmatt (1921-1990), il maggior romanziere svizzero del Novecento, anche drammaturgo e polemista, presentò sin dall'inizio della lunga carriera una vena d'oro, sfavillante nei numerosi libri di ispirazione poliziesca - uno addirittura rifondante il genere: "Un requiem per il romanzo giallo" - come questo: siamo ancora una volta nel bernese, regione natia dell'autore, dove nella provincia attorno alla capitale federale l'anima svizzera - l'ordinata tradizione borghese - si sfalda come un grumo al calor bianco del peccato. Ed ecco che il commissario Bärlach, pacato e risoluto sessantenne nonostante la malattia - ricordarsi di Maigret, i libri di Dürrenmatt assomigliano a quelli di Simenon - è chiamato a intervenire sul mistero di un suo sottoposto assassinato nell'auto ritrovata in campagna. Preciso come ogni realista - le atmosfere, i sapori, i brontolii e le calme distese della grande narrativa europea che risale a Goethe e Flaubert - l'autore indica anche la data: 3 novembre 1948. Partono le indagini. Ma subito si bloccano, ostacolate dal potere e dalla burocrazia: un'altra caratteristica dürrenmattiana, i suoi investigatori, come Bärlach, devono stanare il cancro che s'annida nel sistema e da questo prolifica nella società. L'inchiesta assomiglia a una lotta titanica fra i due principi, Vita e Morte, che nella sincronizzata Svizzera si celano negli insospettabili. Il finale è una sorpresa continua: caduto in un conflitto a fuoco il nemico storico di Bärlach, il colpevole n.2 viene affrontato e debellato direttamente dal commissario dopo una notte di pericoli per il Vecchio, così i colleghi chiamano il capo. Per Dürrenmatt c'è qualcosa di demiurgico in chi opera per la giustizia di questo mondo, disarmato, a porte aperte, in grado di scoprire gli istinti maligni con il solo sguardo - cercate questo passaggio nel romanzo -. I Bärlach neutralizzano il Male con la forza di un padre, un antenato, un nume che sorveglia e non può non punire i trasgressori.

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    Gianni

    28/04/2014 15:49:17

    Lo lessi in 4° ginnasio e ne rimasi molto colpito, anche se breve è un bel giallo che consiglio a tutti, grandi sorprese :D

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    francesco v

    05/12/2013 15:18:39

    Che spettacolo

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    Pier

    21/08/2013 10:21:40

    Un giallo che, seppur breve, è in grado di regalarti una forte suspense. Assolutamente consigliato.

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    Ellery

    23/07/2013 15:35:16

    Questo è stato il primo romanzo di Dürrenmatt che ho letto, e devo dire che ne sono rimasto molto colpito. In poco più di cento pagine la tensione sale sempre più, e il narratore è evidentemente a suo agio con i meccanismi narrativi del poliziesco classico, tanto da fornire nella parte finale delle fenomenali rivelazioni, una dietro l'altra con naturalezza, incastrandole benissimo nel tessuto del racconto, ma riuscendo al tempo stesso a essere completamente originale nel suo pensiero, tanto da tirar fuori in poche pagine un giallo anticonvenzionale e a mio parere riuscitissimo, assolutamente da leggere. I personaggi sono descritti con l'essenziale ma riescono ad imprimersi nella mente tanto quanto le situazioni in cui si trovano... Ho in previsione di leggere molti altri lavori di questo autore.

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    giugi

    19/07/2013 23:11:31

    A parer mio un altro capolovaro di Durrenmat, forse leggermente inferiore a "La promessa", che reputo il suo miglior lavoro fin qui letto, ma comunque un libro in cui emerge ancora una volta la sua capacità magistrale di intreccio e scrittura.

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    Anna

    28/01/2013 15:54:04

    Non un semplice racconto avvincente dal ritmo incalzante ma un autentico capolavoro della letteratura mitteleuropea. La trama, breve e architettata con sorprendente maestria, è una sapiente miscela di vicende umane e stati d'animo scandagliati con cura psicologica e raffinato gusto letterario. Magistralmente equilibrato anche nel dosare emozioni e colpi di scena.

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    Adriana

    12/06/2012 09:17:36

    Sono arrivata a Durrenmatt attraverso Martin Suter il quale, secondo alcuni è da lui ispirato. Non ho trovato particolari corrispondenze al dì là della nazionalità. E' un romanzo poliziesco più classico nella forma, linguaggio e stile piuttosto che nella sostanza. La trama infatti, sebbene si concentri nelle poche pagine finali, risulta decisamente geniale. Il voto basso è proprio a causa di quella forma antiquata che, anche dopo vari tentativi con altri scrittori 'datati', trovo troppo fredda ed impersonale. Purtroppo non riesce ad appassionarmi. Insisterò però con 'Il sospetto' e 'La promessa' alla ricerca di altri colpi di genio.

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    jane

    12/11/2010 16:14:12

    L'ho riletto dopo 10 anni e l'ho trovato eccellente come la prima volta. Certo chi ama i gialli alla Maigret meglio che cambi libro.C'e' una logica consequenziale che travalica la giustizia umana per arrivare ad un senso piu' alto, anche se spietato, di giustizia.

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    Martino

    05/09/2010 21:55:38

    Il vecchio detective Barlach con intelligenza diabolica "prende due piccioni con una fava".

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    lucafanti

    27/01/2010 21:18:56

    A mio parere un capolavoro, tecnicamente perfetto, poco importa la prevedibilità di chi sarà il colpevole, la profondità psicologica dei personaggi è incredibile così come la capacità di sviscerare fino in fondo la narrazione senza usare una parola più del necessario

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    ANTONIO

    19/10/2009 13:00:01

    non c'e niente di logico nei romanzi di Durrenmatt, forse e' proprio questo che affascina i suoi lettori. e' il caso a dettare legge in questo piccolo ma geniale libro. tutto cio' che e' frutto dell' immaginazione, della fantasia, non segue certo sempre le regole della logica, giusto per rispondere a chi ha commentato negativamente questo libro, adducendo motivazioni ridicole, secondo me. non conoscere i posti dove si svolgono i fatti, posti sconosciuti anche a chi vive in quelle zone, a detta di Sebastiano (vedi suo commento) sarebbe un motivo valido per sconsigliare questo romanzo? per me la lettura serve proprio a stimolare l' immaginazione, mettendoti nella condizione di viaggiare nello spazio e nel tempo, dando la possibilita' al lettore di conoscere luoghi e persone che probabilmente non avra' mai la possibilita' di vivere, di conoscere. Geniale l' interrogatorio allo scrittore. Gasstman mi ricorda molto un altro personaggio ambiguo, il Dimitrios di Ambler. Consiglio vivamente a tutti la lettura di questo breve romanzo.

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    Sebastiano

    24/04/2009 12:59:20

    Una delusione. Non riesco a capire come si possano dare voti così alti ad un libro così scialbo. Davvero credete sia un capolavoro? Io ne dubito molto. La narrazione non segue un filo logico, l'identità dell'assassino è intuibile già dalle prime pagine, vengono citati una serie di luoghi (importanti nell'economia del romanzo) sconociuti probabilmente anche per chi vivie in quelle zone (e questo è un difetto grave, a mio avviso). I personaggi non hanno spessore e nemmeno il protagonista fa eccezione. Non parliamo poi dell'improbabile rapporto che lo lega al Sig. Gastmann. La trama poteva essere sviluppata meglio e forse ne sarebbe potuto uscire qualcosa di buono. Nemmeno il prezzo modico riesce a "salvare" questo libro. Assolutamente da evitare!

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    Manlio

    26/05/2008 13:19:16

    Sin dalla prima lettura, questo breve romanzo di Dürrenmatt mi ha sempre affascinato per la semplicità e allo stesso tempo per la forza narrativa della storia. Ad una prima analisi sembra un normale romanzo poliziesco in cui al solito ispettore viene affidato un banale caso di omicidio. Man mano che ci si addentra nella vicenda, grazie allo stile fluido ed essenziale e all’enorme capacità descrittiva di Dürrenmatt, si scopre come dietro al semplice susseguirsi di scene e al procedere delle indagini, ci sia un sottile e complesso gioco psicologico tra i vari personaggi come in una difficile partita a scacchi. Qui le normali indagini investigative, controllate da una logica razionalista tipica di tutti i romanzi gialli, sono sconvolte dall’irrazionalità del caso e portate inevitabilmente verso una conclusione totalmente inaspettata e atipica per il genere narrativo. Il caso, che ha la sua parte in tutto, è visto nella vicenda drammatica come elemento chiave, quasi come un personaggio a sé. Il caso dietro il caso. Il requiem del romanzo giallo, come spesso vengono definiti i quattro romanzi gialli di Dürrenmatt. Questo, il primo della serie, introduce il personaggio dell’ispettore Bärlach, quasi un Maigret svizzero per certi aspetti, ma nettamente distaccato dagli altri suoi colleghi famosi per stile e capacità psicologica. Un romanzo da leggere tutto d'un fiato e ri-leggerlo mentalmente per il sottile ed intrigante piacere della sorpresa finale.

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    Fabrizio

    05/05/2008 19:39:23

    Intrigante. In poche pagine un giallo perfetto con un colpo dis cena finale che ti lascia spiazzato. Nessun colpevole e tutti colpevoli. Semplice come filosofia, ma bello come realizzazione. Poi la scrittura d D è pura, essenziale, pochi tratti, niente divagazioni pseudo psicologiche o filosofiche. Consigliato.

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    Andrea

    13/10/2007 01:07:49

    Veramente un capolavoro. Non è il primo libro dell'autore che leggo, ma questo è stato veramente incredibilmente emozionante. E poi nn è nemmeno tanto lungo. Ma qnd lo finisci vorresti che almeno continuasse per qlc altra pagina!

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    stefano

    25/02/2007 21:00:36

    ricco di tensione, intrigante, cinematografico

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    Giuliopez

    01/09/2006 18:50:10

    Romanzo giallo bellissimo! In poco più di 100 pagine c'è la perfezione della trama e dello stile. E' ovvio che le opinioni di chi mi ha preceduto siano entusiastiche siamo di fronte ad un capolavoro.

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    Maurizio Ricci

    31/07/2006 14:45:49

    Essenziale, scarno, efficacissimo. Pochi personaggi, ma un impianto senza sbavature....anche agli altri lettori che mi hanno preceduto è evidentemente piaciuto, visto il voto medio molto alto; quello che mi ha stupito, qui su IBS, è il minor gradimento espresso dai lettori per il capolavoro di Durrenmatt, il commovente "La promessa"....

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