Traduttore: C. Vatteroni
Editore: Fazi
Collana: Tascabili
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 27/05/2009
Pagine: XIV-663 p., Brossura
  • EAN: 9788864110196
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Recensioni dei clienti

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    antonio malfitano

    27/04/2016 16:40:42

    Capolavoro.

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    Irina

    08/11/2015 07:54:35

    Semplicemente un capolavoro!

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    mirko

    03/01/2015 23:16:31

    Un libro bellissimo e coinvolgente, il cui unico difetto in alcune parti, è il dilungarsi in particolari forse eccessivi. Ma tutto comunque si dimentica, alle prese con la figura incredibile di questo Imperatore: idealista e megalomane, tollerante e grottesco, filosofo e anacronistico. Vidal con la sua storia che a tratti somiglia a una favola, riesce nell'intento di farci affezionare al grande protagonista e alla sua incompiuta vicenda.

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    Carla

    27/11/2014 10:21:54

    Da moltissimo tempo non leggevo un libro storico ma la lettura è stata piacevole e interessante. I tre punti di vista si contrappesano sapientemente. Tutte le affermazioni, più o meno condivisibili, sono ben espresse. E' un libro che non annoia, nonostante le battaglie, nonostante alcune lente descrizioni ... Vidal Gore è un vero scrittore. Consigliato.

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    Vale

    16/10/2014 09:46:03

    Sono appassionata di romanzi storici ma "Giuliano" non mi ha convinto del tutto. Non discuto la preparazione storica di Vidal ma speravo che la storia fosse più incentrata sulle azioni di "apostata" dell'imperatore. Invece la vicenda ricopre tutta la vita di Giuliano, soffermandosi soprattutto sulla sua giovinezza vissuta sempre nel terrore di essere eliminato dai consanguinei e sulle sue imprese in Gallia e in Persia. Inoltre il romanzo è scritto sotto forma di memorie e di diario di Giuliano con le annotazioni di due suoi amici, a distanza di quasi 20 anni dalla sua morte. Ne deriva uno stile narrativo vivace, con le battute a volte salaci dei due e sicuramente fluido. Ma a parere mio in questo modo la prospettiva si allontana dalla storia ormai trascorsa: per capirci è come guardare un documentario molto ben fatto e interessante, che però non consente di essere sul campo con i protagonisti. In conclusione, se vi è piaciuto "Io Claudio" e "Il Divo Claudio" di Graves o "Le memorie di Adriano" della Yourcenar, è un libro che consiglio sicuramente perché lo stile è praticamente lo stesso. Se invece preferite tuffarvi nella storia e viverla al fianco dell'eroe del momento consiglio senz'altro altri romanzi storici, primi fra tutti quelli di Valerio Massimo Manfredi.

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    edmond

    11/10/2012 19:38:50

    Provo un senso di inadeguatezza nel dare un giudizio a ciò che, personalmente, ritengo essere uno dei cinque libri più sconvolgenti per l'animo unmano che mi sia mai capitato di leggere. Ma lo faccio, affinché, sia di sprono a chi, fortunato lui, ancora non ha goduto di questo devastante libro di G. Vidal.

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    antonia

    02/09/2012 16:57:47

    Magnifico! Quasi senza paragoni! E, se volete continaure a sognare, leggete anche I Miti Greci di R. Graves e La Cabala (questo è un romanzo) di T. Wilder

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    Piero Giombi

    03/08/2012 10:13:36

    Un ottimo libro del compianto Gore Vidal, senz'altro da consigliare. Mi ha colpito la frase in cui un tale descrive uno storico: "E' uno dei migliori nel suo campo. Naturalmente, quasi tutto quello che scrive è inventato." Beh, leggevo Tucidide e notavo che il sommo storico ammetteva di non avere i discorsi tenuti dai vari politici e generali della Guerra del Peloponneso e di esserseli tranquillamente inventati. Tanto, dice, se non erano stupidi, avranno tenuto dei discorsi più o meno così. Questa è la precisione degli storici, che, come avessero doti soprannaturali, pretendono di dirti cosa PENSAVANO gli uomini politici del passato. Una volta avevamo in adozione un libro di testo che pretendeva di descrivere la vita familiare dell'Australopiteco. Ogni commento è superfluo. Di fronte a questa situazione, ben venga la storia romanzata di Gore Vidal.

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    Saverio

    16/02/2011 22:37:08

    Se non l'avete ancora letto, un consiglio. Di corsa in libreria a comprarlo. Splendido.

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    Andrea

    14/02/2011 13:05:20

    Stupendo!Anche senza una conoscenza approfondita del periodo storico in cui quest'opera è ambientata, la bravura di Vidal permette al lettore di non farsi scoraggiare dai tanti nomi che si incontrano;anzi,la descrizione dei personaggi mi ha invogliato ad approfondire meglio la loro storia e questo non è poco.Non ho potuto fare a meno di pensare che la posizione di Giuliano nei confronti dei galiei sia quella dello stesso Vidal,cui vanno i miei ringraziamenti per aver scritto non solamente un romanzo splendido,ma soprattutto per aver dato voce a quel mondo passato (e contemporaneo) che mette in dubbio le verità del cristianesimo ma che non trova spazio nei libri di storia per le scuole.

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    Nicomaco

    14/11/2009 09:32:06

    Più che un "capolavoro letterario"(come si affretta a sentenziare De Masi nella postfazione) si potrebbe definire un capolavoro dell'ambiguità, forse volutamente ricercata dallo stesso Vidal, qui tanto acerbo sperimentatore (siamo nei primi anni '60) quanto sovvertitore, teatrale e ironico qual è lo scrittore futuro che conosciamo. A un intellettuale del calibro di Vidal vanno quindi perdonate le imprecisioni storiche (accentuate da una traduzione poco accurata) e le insidie di un testo prolisso e - in certe parti - scontato. Ma al contempo va il grande merito di aver riportato ai giusti onori letterari e all'attenzione del grande pubblico la figura di Giuliano, meteora della storia e del pensiero, nonché eroe scomodo dal profilo tutt'oggi volutamente deformato e offeso da quell'epiteto infamante ("Apostata") che ben si attaglia di rimando a quella pseudoreligione che per troppo tempo ha permeato ogni aspetto della nostra povera società. Ma, si sa, la storia è sempre fatta dai vincitori. E questo Gore Vidal lo sa bene.

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    stefano

    11/07/2009 21:23:44

    architettato in modo raffinato,riporta la biografia dell'Augusto raccontata da se stesso. Pone come contrappunto i commenti di due tra i suoi mentori filosofi che si palleggiano il racconto, commentandolo e dandone un un punto di vista diverso, disincanato e ironico. Spietata e, franca, corretta dal punto di visto storico, la visione del nascente cristianesimo. Giuliano chiama disertori dell'ebraismo i cristiani e ridimensiona la figura di gesù (un rabbino che voleva farsi re) collocando la sua setta come un un manipolo politicizzato erto a religione da Paolo di Tarso. Niente si più reale. Da far leggere a chi ha trovato rivoluzionario Dan Brown. La capacità di Vidal sta nel spiegare concetti difficilissimi, come il concilio di Nicea, in una sola pagina. Giuliano fu un grande imperatore la cui memoria non è giunta a noi perchè obnubilata dalla cristianità, quella contro la quale egli tentò di riproporre l'eccletismo religioso abolito da Costantino col suo famoso editto. Realismo, ironia. un gran romanzo nel quale riflessione, azione e documentazione storica creano un equilibrio perfetto.

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