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Gustav Meyrink

Traduttore: C. Mainoldi
Editore: Bompiani
Edizione: 7
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
Pagine: XVIII-268 p.

7 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Horror e narrativa gotica - Horror e narrativa gotica classica

  • EAN: 9788845247255

Recensioni dei clienti

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    vidal

    03/07/2015 19.44.05

    Una traduzione modesta, pochissimo in sintonia con i contenuti esoterici del romanzo. L'arida introduzione, che sembra disconoscere il significato iniziatico del libro, sostituisce poi incomprensibilmente quella mirabile di Elémire Zolla, che si poteva leggere nella precedente edizione Bompiani. Meglio acquistare quindi, malgrado il prezzo più elevato, l'edizione annotata e illustrata di Tre Editori a cura di A.M. Baiocco.

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    giovanni

    06/05/2013 22.37.20

    Mischiate Poe a Borges, in versione allucinata e "malata". Consigliatissimo.

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    GB

    18/03/2009 20.32.00

    C'è poco da dire: Meyrink faceva romanzi strutturati con un simbolismo esoterico. SOLO se si fa uno studio serio sui simboli alchemici , kabbalistici, ecc si capisce il punto di vista dell'autore e si valuta l'opera come deve essere valutata, altrimenti si procede per impressioni soggettive: allora i racconti possono piacere o non piacere ma di fatto restano libri chiusi, appunto "occulti".

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    silvia

    12/12/2008 16.44.44

    Libro di atmosfera, di sdoppiamento e ritrovamento del sé. Libro di mistero e alchimie cabalistiche, sullo sfondo di una Praga magica, descritta in modo assolutamente mirabile.

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    Mc

    24/09/2007 15.01.34

    Romanzo onirico, come lo ha ineccepibilmente definito Borges. La componente allucinatoria rende rarefatti in particolare i primi capitoli, va poi un po' scemando ma non viene mai meno: tutto è passibile di molteplici interpretazioni, ed una sola lettura non basta ad esaurire i rimandi interni, i simboli, gli enigmi; i significati si fanno intendere eppure si sottraggono, ogni riflessione si accompagna a nuovi interrogativi. L'andamento è paragonabile ad un flusso: ogni fatto narrato - sia esso sogno o realtà - ne è un'onda, a nessuno è concesso maggior peso degli altri e tutti contribuiscono a creare la problematica unità del libro. La trama densa e la ricca scrittura gotica contrastano con la singolare leggerezza degli stacchi spazio-temporali e dell'alternanza degli eventi, le descrizioni sono liriche e visionarie, alcune in particolare notevolissime. Nota negativa all'edizione: apparato critico insufficiente e note praticamente assenti a fronte di termini in lingua originale...

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    anarchy pimmel

    15/11/2006 20.29.52

    geniale, il libro che avrei voluto scrivere io. prima di tutto lo stile, lámbiente, la completa libberta di inventiva che si arriva vicino alla confusione ma riesce sempre, tramite la scrittura, a riacordarsi.

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    Ombretta

    24/05/2004 08.17.58

    Le descrizioni di luoghi e personaggi sono molto belle, ma il tutto è troppo astruso e a tratti molto confuso.

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    gui

    18/07/2003 16.06.44

    e` stata senz`altro un`ottima lettura, anche se il mito del Golem, come precisa Urzidil in ogni suo libro, c`entra poco o niente. Colpisce la scrittura particolarmente agitata in certi punti, la descrizione dei personaggi e la loro caratterizzazione e` sorprendente, ma cio` che lascia davvero a bocca aperta e` la Praga di Meyrink, questa nera dimensione in cui gli uomini sembrano scomparire ad ogni passo. Praga nera e ammaliatrice, il quartiere di Mala strana e la citta` vecchia non potevano essere descritti in un modo migliore Il finale poi calza a pennello, dopo tante ombre, fantasmi e magia nera, fa pure sorridere.

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